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n.15 settembre 2014
ACQUA
SOLUZIONI
“Senza sicurezza idraulica non esistono investimenti impren-
ditoriali”. Durante l’inaugurazione dell’innovativo impianto
idrovoro, a Sala Bolognese, lungo il fiume Reno, il presidente
dell’Unione regionale delle Bonifiche Emilia Romagna, Massi-
miliano Pederzoli, ha sottolineato come la sicurezza del terri-
torio rappresenti una prerogativa indispensabile per lo svilup-
po economico.
In particolare, nella Valle del Reno e, soprattutto, nelle campa-
gne che circondano Bologna, il rischio di devastanti inondazio-
ni è ben noto, come raccontano le cronache degli ultimi anni.
Il vasto territorio, che ricade sotto la competenza del Consor-
zio di Bonifica Renana, si estende infatti per oltre 3.400 km
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,
la metà dei quali in pianura. Un’area racchiusa tra due catene
montuose e che sta subendo il fenomeno della subsidenza,
ovvero un progressivo abbassamento del suolo, dovuto an-
che al prelievo di acqua dalle falde sotterranee. Un problema
particolarmente grave nell’area tra il Reno stesso e il torrente
Samoggia, dove il terreno si abbassa, mediamente, di 30 mm
all’anno.
Non basta un argine
Si tratta, quindi, di un territorio divenuto sempre più fragile, nel
quale sono chiamate a convivere le esigenze dell’agricoltura e
quelle del settore industriale, dove è necessaria una costante
attività dell’uomo per proteggere i terreni sui quali si basa l’e-
conomia dell’intera area. Nel tempo sono così stati realizzati
due importanti canali di bonifica: il Dosolo, per le acque alte,
e il Bagnetto, per quelle basse. Del resto Reno e Samoggia,
che attraversano le campagne, sono soggetti a frequenti pie-
ne, contro le quali, negli anni, sono stati creati argini sempre
più alti e resistenti. Al punto che, in alcune zone, sovrastano
anche di 9 metri il piano di campagna.
Le opere ‘passive’, come ha dimostrato l’alluvione del 1996,
si rivelano spesso insufficienti. Per questa ragione, il Consor-
zio di Bonifica Renana è chiamato a realizzare sempre nuovi
impianti. Il tutto per arginare la furia delle acque, con le quali
gli abitanti del territorio sono ormai abituati a combattere. Lo
ricordano, in particolare, gli anziani, memori delle campane
che, all’approssimarsi delle esondazioni, mettevano in allerta
le persone ma, allo stesso tempo, chiamavano a raccolta gli
uomini per cercare di rinforzare temporaneamente gli argini.
Una lotta impari, che ha visto spesso gli uomini soccombere
alla natura, ma che ha portato anche a realizzare, nella sola
area del bolognese, ben 26 impianti per il pompaggio delle
acque.
La soluzione è nel mandracchio
La subsidenza, però, ha reso meno efficaci alcune di queste
installazioni, che non riescono più a garantire un adeguato
equilibrio tra le esigenze di irrigazione e quelle di rimozione
delle acque stesse. É il caso della località Bagnetto, il cui
nome è emblematico del difficile rapporto con l’equilibrio idri-
co, dove la vecchia idrovora del 1925 non è più in grado di
rispondere alle esigenze del territorio. Una situazione che,
Marco De Luca
L’impiego di pompe sommergibili Flygt permette al Consorzio di
Bonifica Renana di proteggere il territorio minimizzando l’impatto
visivo.
IL POMPAGGIO CHE NON SI VEDE