Sversamenti di oli e idrocarburi: arriva la tecnologia FoamFlex

Proteggere l’acqua dagli sversamenti di oli e idrocarburi con la tecnologia ‘made in Italy’ FoamFlex

Una soluzione, brevettata da T1 Solutions, già protagonista di storie di successo e parte integrante della Water Defenders Alliance di LifeGate

Pubblicato il 1 dicembre 2025

Nella cornice del suo impegno costante per promuovere soluzioni concrete, ad impatto e misurabili a favore dell’ambiente, LifeGate presenta FoamFlex, la tecnologia brevettata e prodotta da T1 Solutions, PMI innovativa e società benefit di Brescia, che rappresenta una svolta nel porre rimedio agli sversamenti, con la raccolta e nel recupero degli oli e idrocarburi dispersi accidentalmente in acqua e a terra.

Il Mediterraneo è uno dei mari più trafficati al mondo: ogni anno lo attraversano circa 200mila navi, tra cui 300 petroliere che trasportano 350 milioni di tonnellate di prodotti petroliferi. Secondo Ispra, nel Mediterraneo finiscono annualmente circa 600.000 tonnellate di idrocarburi. Alle grandi emergenze si sommano poi i piccoli quotidiani sversamenti accidentali di carburanti e solventi: acque di sentina, rifornimenti, manutenzione dei motori. L’Enciclopedia Britannica stima che, sommati, questi episodi rilascino in acqua ogni anno tra 3,5 e 6 milioni di tonnellate di petrolio. Un’enormità considerando che basta un litro di petrolio per inquinare un milione di litri d’acqua (Fonte EPA).

FoamFlex, una soluzione concreta agli sversamenti

Semplice, unica e altamente performante, FoamFlex è una spugna con proprietà di assorbimento straordinarie: può trattenere oli e idrocarburi fino a 30 volte il suo peso, separandoli dall’acqua in modo selettivo, consentendo il loro riutilizzo fino a 200 volte e il recupero fino alla totalità degli oli raccolti, che possono poi entrare a far parte di determinati cicli produttivi, in un’ottica di economia circolare. Ogni chilo di spugna FoamFlex, nel suo ciclo di vita, può assorbire fino a 6mila chili di oli e idrocarburi. Inoltre, l’elevata resistenza del materiale garantisce l’assenza di qualsiasi dispersione in acqua.

Questo dispositivo ha ottenuto il riconoscimento dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase) riguardo “l’impiegabilità in mare di prodotti composti da materiali inerti di origine naturale o sintetica, ad azione assorbente, per la bonifica dalla contaminazione da idrocarburi petroliferi”, ai sensi del Decreto Ministero ambiente – Direzione generale protezione della natura 31/03/2009, modificato dal successivo Decreto 13/03/2013.

Perché la tecnologia FoamFlex supera quelle precedenti

Le panne assorbenti in polipropilene, oggi standard di riferimento in molte operazioni, oltre ad essere monouso, sono caratterizzata da una bassa capacità di recupero dell’olio e da un impatto ambientale significativo. Dopo ogni utilizzo, infatti, queste panne devono essere smaltite come rifiuti speciali insieme all’olio assorbito, generando costi elevati e una notevole quantità di rifiuti non valorizzabili. Anche pompe e skimmer, spesso impiegati per il recupero, risultano meno efficienti poiché aspirano più acqua che olio, rallentando operazioni di raccolta che devono essere tempestive.

FoamFlex si distingue per:
  • semplicità d’uso ed efficacia comprovata: non richiede energia né infrastrutture complesse; ha una capacità di assorbimento superiore e riutilizzabilità del materiale.
  • recupero e rivalorizzazione dell’olio: oltre ad assorbire gli inquinanti meglio delle tecnologie tradizionali, FoamFlex permette di riutilizzare l’olio in ottica di economia circolare.
  • minor impatto misurabile: riduzione dei rifiuti inquinanti con risparmio di oltre il 99% di emissioni di CO2, certificato da LCA Rina, rispetto alle panne monouso in polipropilene (che vengono smaltite per combustione).

FoamFlex è una spugna con proprietà di assorbimento straordinarie: può trattenere oli e idrocarburi fino a 30 volte il suo peso, separandoli dall’acqua in modo selettivo, consentendo il loro riutilizzo fino a 200 volte e il recupero fino alla totalità degli oli raccolti.

Dalla sperimentazione ai risultati concreti

Nata da anni di ricerca italiana, la tecnologia FoamFlex di T1 Solutions, grazie alla Water Defenders Alliance di LifeGate è già in uso in circa 60 porti italiani e in dotazione a oltre 1.200 diportisti, nonché in alcuni impianti produttivi di aziende italiane, dove ha dimostrato efficacia e sostenibilità economica nella prevenzione e gestione di eventuali sversamenti di oli e idrocarburi a terra o in acqua.

“FoamFlex dimostra che la sostenibilità può essere semplice, concreta e straordinariamente efficace. È una tecnologia unica, orgogliosamente made in Italy, che – grazie alla sua applicazione all’interno della Water Defenders Alliance – ci permette di generare un impatto positivo e misurabile nella protezione delle nostre acque” afferma Lajal Andreoletti, responsabile dei progetti a impatto di LifeGate.

Una tecnologia parte della Water Defenders Alliance

FoamFlex è una delle tecnologie chiave promosse dalla Water Defenders Alliance, l’alleanza coordinata da LifeGate che unisce aziende, cittadini, porti, istituzioni, mondo dell’innovazione e della ricerca per proporre soluzioni concrete, misurabili e basate sulla scienza per difendere la salute delle nostre acque. Attraverso interventi, formazione e misurazione degli impatti, la Water Defenders Alliance mira a generare un impatto positivo e quantificabile sulla salute dei mari, dei laghi, dei fiumi e delle darsene cittadine. Con FoamFlex, LifeGate e T1 Solutions portano avanti una visione condivisa: dimostrare che la sostenibilità può essere anche un vantaggio competitivo e un motore d’innovazione industriale.

“FoamFlex è il risultato di anni di ricerca e sviluppo, nati con l’obiettivo di offrire una risposta concreta a una delle emergenze ambientali più diffuse: la contaminazione da oli e idrocarburi. Siamo orgogliosi che la nostra tecnologia contribuisca, insieme a LifeGate e alla Water Defenders Alliance, a generare un impatto reale e misurabile per la tutela delle acque” dichiara Alessandro Taini, CeO di T1 Solutions.

Nel complesso, grazie all’impiego delle spugne FoamFlex nei porti italiani coinvolti nel progetto di LifeGate, nell’ultimo anno sono stati recuperati oltre 80 litri di oli e idrocarburi, evitando la contaminazione di milioni di litri d’acqua (*). Un risultato che senza tale tecnologia non sarebbe stato possibile ottenere. FoamFlex è la dimostrazione concreta che tecnologia e sostenibilità possono convivere, generando benefici ambientali e valore per le imprese.

(*) L’efficacia di FoamFlex emerge in numerosi interventi reali operati lunghe le coste italiane.

Ad Alghero, la tecnologia è stata impiegata in occasione di due recenti affondamenti che hanno coinvolto una barca da diporto e un piccolo peschereccio. A Portoferraio, lo scorso gennaio, lo staff portuale è intervenuto tempestivamente grazie all’utilizzo delle spugne FoamFlex, riuscendo a raccogliere immediatamente gli oli dispersi da un’imbarcazione affondata. L’operazione ha ricevuto il plauso della Capitaneria di Porto di Portoferraio per l’efficacia e la rapidità dell’azione.

Lo stesso è accaduto questa estate a Ponza e a Pescara i cui porti hanno usato prontamente il kit per raccogliere velocemente alcuni sversamenti da imbarcazioni. Anche le istituzioni stanno riconoscendo il valore di questa soluzione. A Santa Margherita Ligure, nel corso di un’esercitazione congiunta che ha coinvolto Polo Nautico, Guardia Costiera, Vigili del Fuoco e Croce Rossa, le spugne FoamFlex sono state utilizzate nelle simulazioni di contenimento di sversamenti in mare causati da un incendio a bordo. L’esercitazione ha confermato la rapidità d’intervento e la praticità del materiale in contesti di emergenza reale.



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