I compressori d’aria Atlas Copco a velocità variabile riducono le emissioni CO2

Pubblicato il 12 aprile 2022
Compressori d'aria Atlas Copco

Anche i compressori d’aria contribuiscono al miglioramento del clima: possono infatti supportare le aziende nella riduzione delle emissioni climalteranti. Da uno studio di Atlas Copco, è emerso che i compressori oil-free con tecnologia ad azionamento variabile VSD+ riducono, nel loro intero ciclo di vita, le emissioni CO2 dell’11%. In altri termini, se questa tecnologia fosse applicata a livello mondiale nei settori dove si utilizzano compressori che garantiscono assenza di contaminazione da olii, si avrebbe, considerando l’intero ciclo di vita di queste macchine, una riduzione di emissioni di 9.200.000 tonnellate di CO2 pari alle emissioni prodotte in un solo anno da due milioni di automobili.

Il confronto è stato fatto mettendo in relazione il compressore oil-free ZR VSD+, utilizzato prevalentemente nei settori alimentari, della chimica, nell’industria tessile e nei processi di verniciatura delle automobili, con la migliore macchina Atlas Copco della generazione precedente.

Atlas Copco investe da anni nella progettazione di prodotti che abbiano elevate prestazioni e consumi ridotti. Fattore chiave per l’efficienza energetica è la tecnologia di azionamento a velocità variabile VSD (Variable Speed Driver), grazie alla quale è possibile adattare la portata di aria erogata in base alle effettive necessità, riducendo i costi energetici e l’impatto ambientale. Nel 1994, Atlas Copco è stata la prima azienda a integrare questa tecnologia nei compressori d’aria. Dopo circa vent’anni ha introdotto la tecnologia VSD+, fissando un nuovo standard di settore e portando il consumo di energia e la riduzione di emissioni delle aziende che lo utilizzano a livelli senza precedenti.

Fra i sistemi in commercio con questa tecnologia si segnalano i compressori a vite oil-free ZT (raffreddati ad aria) e ZR (raffreddati ad acqua) VSD+, che garantiscono assenza di contaminazione da oli nel ciclo produttivo e offrono una riduzione del consumo di energia fino al 35% (in relazione a sistemi con velocità fissa), garantendo un rapido ritorno dell’investimento. La caratteristica maggiormente innovativa è la presenza di due motori a magneti permanenti azionati da due inverter Neos progettati “in house”, che permettono ai due stadi di compressione di lavorare a velocità differente garantendo sempre la giusta portata con la migliore efficienza. I nuovi motori hanno un maggiore grado di protezione da contaminazioni esterne, raggiungendo il livello IP66, ed una maggiore efficienza, che è arrivata alla classe IE5 (leader di categoria in base allo standard IEC/EN 60034-30-1).  Il sistema di supervisione Smartlink, installato di serie, permette di controllare e migliorare l’efficienza aiutando a prevenire potenziali problemi.

“I compressori ZR VSD+ hanno permesso un salto di qualità fondamentale, portando ai clienti un risparmio del 10% superiore rispetto a quelli della generazione precedente, il che significa, ad esempio, un risparmio di quasi 10.000 euro all’anno sul modello da 160 kW”, afferma Emiliano Farnesi, Product Manager compressori oil-free, “Dal loro lancio ad oggi, sono state installate  nel mondo più di 500 unità, ciascuna delle quali permette di risparmiare dalle 40 alle 60 tonnellate di CO2 all’anno, a seconda del profilo della domanda d’aria. Per questo motivo, il team che ha progettato questo compressore oil-free ha ricevuto nel 2020 il premio John Munck Award, riconoscimento assegnato dall’azienda per lo sviluppo di progetti innovativi che abbiano avuto successo dal punto di vista commerciale”.



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