Illuminazione, sulla certificazione ambientale di prodotto c’è spazio di crescita
Illuminazione, la sostenibilità certificata è in mano a pochi: una sola azienda concentra il 60% delle EPD italiane del settore
Nel settore italiano dell’illuminazione, la sostenibilità certificata non è distribuita in modo uniforme: è concentrata nelle mani di pochissimi operatori. È quanto emerge da un’analisi condotta da Ollum sulle EPD pubblicate su EPD Italy, il programma italiano per la registrazione delle Dichiarazioni Ambientali di Prodotto.
Secondo lo studio, su 25 EPD complessive riconducibili al settore illuminazione, ben 15 appartengono ad AEC Illuminazione Srl: in altre parole, il 60% delle certificazioni EPD italiane del comparto illuminazione è riconducibile a una sola azienda. Alle spalle di AEC Illuminazione, il distacco è netto: Disano Illuminazione SpA si posiziona al secondo posto con 3 EPD, mentre Exenia Srl e GDS – Global Display Solutions SpA risultano a pari merito con 2 EPD ciascuna.
Una classifica che mostra un settore ancora poco presidiato
La fotografia restituita dai dati è significativa perché evidenzia un settore in cui la certificazione ambientale di prodotto è ancora appannaggio di pochi player. Nonostante l’illuminazione sia un comparto sempre più coinvolto da richieste di sostenibilità, efficienza energetica, criteri ambientali e tracciabilità dei dati, il numero complessivo di EPD registrate resta contenuto.
La classifica elaborata da Ollum vede quindi al primo posto AEC Illuminazione Srl, con 15 EPD; al secondo posto Disano Illuminazione SpA, con 3 EPD; e al terzo posto, a pari merito, Exenia Srl e GDS – Global Display Solutions SpA, con 2 EPD ciascuna. Il dato più rilevante, tuttavia, non è solo il primato di AEC Illuminazione, ma la distanza rispetto agli altri operatori: una concentrazione così marcata suggerisce che, nel settore illuminazione, la misurazione certificata degli impatti ambientali sia ancora lontana dall’essere una pratica diffusa.
Perché le EPD diventano sempre più strategiche anche nell’illuminazione
L’EPD, acronimo di Environmental Product Declaration, è una dichiarazione ambientale di prodotto basata su uno studio LCA, cioè sull’analisi del ciclo di vita. Permette di comunicare in modo trasparente e verificato gli impatti ambientali di un prodotto, dalla produzione delle materie prime fino alle fasi successive del ciclo di vita, secondo regole metodologiche riconosciute.
Nel settore dell’illuminazione, questo tipo di certificazione può diventare sempre più importante per diversi motivi: partecipazione a gare pubbliche e private, richiesta di dati ambientali lungo la filiera, criteri di acquisto sostenibile, progettazione di edifici a minore impatto e crescente attenzione da parte di progettisti, general contractor e clienti finali.
In un mercato in cui efficienza energetica e prestazioni tecniche sono già temi centrali, l’EPD aggiunge un ulteriore livello di competitività: non misura soltanto quanto consuma un prodotto durante l’uso, ma consente di valutare e comunicare gli impatti ambientali lungo il suo intero ciclo di vita.
Il rischio competitivo per chi resta indietro
Secondo Ollum, la concentrazione delle EPD in capo a pochi operatori può essere letta anche come un segnale per il mercato. Le aziende che hanno già investito in certificazioni ambientali di prodotto potrebbero trovarsi in una posizione di vantaggio nei contesti in cui vengono richiesti dati verificati, comparabili e utilizzabili in fase di progettazione, rendicontazione o acquisto.
Al contrario, le imprese che non dispongono ancora di EPD rischiano di arrivare impreparate in un mercato dove la sostenibilità non è più solo un elemento reputazionale, ma sempre più spesso una condizione tecnica e commerciale per accedere a determinate opportunità.
Commenta Saverio Lapini, CEO e cofondatore di Ollum:
“Il dato sull’illuminazione è interessante perché mostra un settore in cui la sostenibilità certificata è già presente, ma ancora molto concentrata. Quando una sola azienda rappresenta il 60% delle EPD del comparto, significa che esiste uno spazio enorme per gli altri operatori. Nei prossimi anni, avere dati ambientali solidi e verificati potrà fare la differenza non solo nella comunicazione, ma anche nelle vendite, nelle gare e nei rapporti di filiera.”
Come Ollum supporta le aziende nello sviluppo di LCA ed EPD
Ollum affianca le aziende nello sviluppo di studi LCA e nell’ottenimento di certificazioni EPD, supportando il cliente in tutte le fasi del percorso: raccolta dati, analisi del ciclo di vita, modellazione degli impatti ambientali, redazione della documentazione tecnica, confronto con le Product Category Rules applicabili e accompagnamento nel processo di verifica.
Nel settore illuminazione, questo percorso consente alle aziende di trasformare i dati ambientali di prodotto in uno strumento concreto di posizionamento competitivo, utile per rispondere alle richieste di progettisti, clienti, filiere industriali e mercati sempre più orientati alla trasparenza ambientale.
Fonte foto Pixabay_IdaT
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