Waste management: un settore in crescita con opportunità e rischi
Il settore del waste management vale in Italia oltre 27 miliardi di euro (WAS Report 2023), e si trova in una fase cruciale. La crescente domanda di una gestione sostenibile dei rifiuti, spinta dagli obiettivi di economia circolare e dall’aumento dei loro volumi a livello globale, impone una riflessione seria sulla sicurezza degli impianti e degli addetti, come fa notare Giorgio Triolo, Chief Technology Officer di Axitea. Mentre il settore si modernizza e adotta nuove tecnologie, si evolvono e si intensificano anche i rischi, sia fisici che digitali, per gli operatori.
Nel report “Salute e Sicurezza per gli Operatori della Raccolta dei Rifiuti e dell’Igiene Urbana 2024”, l’Inail dipinge un quadro allarmante. Con un indice di frequenza infortunistica tre volte superiore alla media nazionale, il waste management si conferma un settore ad alto rischio, che vede gli operatori esposti a una varietà di pericoli.
Rischi fisici: incidenti stradali, investimenti, cadute dall’alto, contatto con materiali pericolosi e infortuni causati da sforzi fisici durante la movimentazione manuale dei carichi. L’ambiente di lavoro “strada”, con tutte le sue variabili (traffico, condizioni meteorologiche, ostacoli), non fa che amplificare questi rischi.
Rischi ergonomici: movimenti ripetitivi, sollevamento di carichi pesanti e posture scorrette, soprattutto nelle attività di raccolta porta a porta e spazzamento manuale, causano dorsopatie e lesioni alla spalla, non a caso considerate le principali malattie professionali del settore.
Rischi chimici e biologici: l’esposizione a polveri, bioaerosol, percolato e sostanze chimiche presenti nei rifiuti può provocare infezioni, intossicazioni e allergie. Una scarsa igiene dei mezzi e delle attrezzature potrebbe aggravare il problema.
Rischi digitali: l’aumento della digitalizzazione espone le aziende ad attacchi ransomware, furto di dati e interruzione dei sistemi di gestione, con gravi conseguenze economiche e operative.
Le conseguenze di una mancata attenzione alla sicurezza nel settore del waste management si traducono in costi significativi, sia per le imprese coinvolte che per i loro lavoratori. Per le aziende, si generano innanzitutto perdite finanziarie dirette, legate agli indennizzi per gli infortuni e alle spese mediche, ma anche costi indiretti, spesso più difficili da quantificare, come la diminuzione della produttività dovuta all’assenza del personale infortunato o malato. Inoltre, una gestione inadeguata della sicurezza può comportare sanzioni per il mancato rispetto delle normative vigenti, con un ulteriore aggravio economico. Infine, e forse ancora più impattante, gli incidenti e le interruzioni del servizio causate da problemi di sicurezza possono danneggiare la reputazione dell’azienda, erodendo la fiducia di clienti e cittadini, con ripercussioni negative anche sulla possibilità di aggiudicarsi nuove gare d’appalto. Per i lavoratori, invece, le conseguenze di una mancata sicurezza possono essere ancora più gravi: infortuni, malattie professionali e stress correlato al lavoro possono avere un impatto significativo e duraturo sulla vita degli operatori e delle loro famiglie.
La revisione dei processi per migliorarne l’efficienza è un altro elemento cruciale per la sicurezza e la redditività del settore del waste management. La mancata modernizzazione, in particolare nella gestione della flotta, si traduce in inefficienze, perdite economiche e insoddisfazione degli utenti. La tecnologia offre strumenti utili per una gestione ottimale della flotta e delle relative attività, ma se questi strumenti non vengono adottati, è impossibile monitorare in tempo reale il livello di riempimento dei mezzi, ottimizzare i percorsi di raccolta e intervenire prontamente in caso di anomalie o emergenze. Questo non solo aumenta i costi operativi, ma può anche compromettere la sicurezza dei lavoratori, costretti a gestire situazioni impreviste o a percorrere tragitti non ottimali.
La sicurezza nel waste management richiede un approccio che tenga conto di molteplici fattori, a livello fisico, informatico e gestionale.
Tecnologie di sicurezza fisica: la possibilità di implementare sistemi di antintrusione e videosorveglianza evoluti con monitoraggio in tempo reale, potenziati dall’intelligenza artificiale per la rilevazione delle intrusioni, e funzionalità quali le fototrappole per contrastare l’abbandono illecito di rifiuti. L’utilizzo di termocamere, soprattutto nelle aree di stoccaggio, consente di rilevare precocemente i principi di incendio e di intervenire prima che le fiamme si propaghino. Un servizio di monitoraggio e intervento H24 garantisce una risposta rapida in caso di allarmi o incidenti.
Tecnologie di sicurezza informatica: considerando la crescente digitalizzazione del settore, è fondamentale adottare soluzioni a protezione delle reti aziendali, per la gestione delle vulnerabilità, il monitoraggio continuo delle minacce e la prevenzione contro accessi non autorizzati.
Soluzioni di gestione della flotta: integrare soluzioni di sicurezza satellitare per i veicoli come dispositivi di tracciamento GPS, portali di fleet management e il monitoraggio degli allarmi provenienti da dispositivi IoT (accesso e avvio non autorizzato del veicolo, apertura portellone e furto carburante) per intervenire in tempo reale in caso di anomalie.
Procedure: implementare procedure rigorose per la movimentazione dei rifiuti, la gestione delle emergenze, la circolazione stradale e l’utilizzo dei DPI. Promuovere la segnalazione dei “near miss” – ossia i “quasi incidenti”, che si stimano essere circa 12.000 per ogni incidente mortale nel settore – per individuare e correggere tempestivamente le debolezze del sistema. Inoltre, un sistema di gestione ottimizzata della flotta non solo contribuisce alla sicurezza, ma anche alla sostenibilità ambientale, in quanto consente di ridurre il consumo di carburante e le emissioni inquinanti.
Formazione: fornire ai lavoratori una formazione completa sui rischi specifici del settore, sull’utilizzo corretto delle attrezzature e sui comportamenti sicuri da adottare.
Cultura della sicurezza: promuovere una cultura della sicurezza a tutti i livelli aziendali, incentivando la partecipazione dei lavoratori e la comunicazione trasparente.
Collaborazione: stringere collaborazioni con enti locali, forze dell’ordine e associazioni di categoria per migliorare la gestione della sicurezza sul territorio.
Proteggere i lavoratori significa proteggere l’intero settore, garantendone la crescita sostenibile e il ruolo cruciale nella transizione verso un’economia circolare. Il waste management ha tutto il potenziale per diventare un esempio virtuoso di sicurezza e sostenibilità.
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