Tecnologia Bosch per produrre energia pulita dal moto ondoso marino

Bosch partner del progetto EPoSil, finanziato dal Ministero dell’Istruzione e della Ricerca tedesco: l’obiettivo è l’elaborazione di un prototipo di fogli di silicio che trasformino le onde dell’oceano in elettricità.

Pubblicato il 11 settembre 2013

Produrre energia pulita sfruttando il movimento delle onde, ecco in cosa è impegnato un gruppo ingegneri Bosch che, in un laboratorio vicino a Stoccarda, lavora alla realizzazione di un prototipo in grado di trasformare l’energia delle onde in energia elettrica.

Bosch fa parte del progetto EPoSil (electroactive polymers based on silicon for power generation), finanziato, con circa 2 milioni di euro, dal Ministero dell’Istruzione e della Ricerca tedesco. Il team, formato da 4 aziende e da 2 università, si è posto l’obiettivo di studiare la produzione di energia sfruttando il moto ondoso lungo la fascia costiera mondiale. Oggi le maree e le correnti costituiscono le fonti di energia più promettenti. Secondo le stime delle Nazioni Unite, le onde marine possono produrre in un anno 29.000 terawattora (TWh). Considerando che l’Agenzia Internazionale dell’Energia (Aie) ha dichiarato un fabbisogno a livello mondiale, solo nel 2010, di 21.500 TWh di energia elettrica, le potenzialità del progetto sono decisamente interessanti.

Il prototipo è costituito da un foglio a tre strati. Gli strati superiore e inferiore sono conduttori di elettricità (elettrodi), mentre quello intermedio ha una funzione isolante ed è realizzato in silicio estremamente elastico. Il movimento delle onde esercita una forza meccanica sul convertitore (foglio). Inizialmente, il movimento verso l’alto dell’onda comprime il silicio intermedio e riduce la distanza tra i due elettrodi. Una piccola corrente elettrica, proveniente da una sorgente esterna, carica positivamente uno degli elettrodi e negativamente l’altro. Non appena l’onda comincia a scendere, la forza che agisce sul convertitore diminuisce. Il silicio ritorna al suo spessore originale e aumenta la distanza tra i due elettrodi. Questo effetto aumenta la potenza elettrica nel convertitore, che viene immagazzinata e il ciclo ricomincia. L’energia meccanica dell’onda è così convertita in energia elettrica.

Il prossimo anno, presso l’Università di Hamburg-Harburg (TUHH), sarà testato il primo prototipo in scala reale del generatore di onde. L’obiettivo di efficienza per la conversione dell’energia meccanica in elettrica è quello di raggiungere il 50%, con un movimento di compressione e distensione di decine di milioni di volte.

 

Bosch: http://www.bosch.it



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