Stakeholder engagement per una gestione idrica inclusiva

Al convegno idrico sullo stakeholder engagement di Gruppo Cap e Water Alliance, a Expo l’Ocse promuove la partecipazione dei cittadini alle società pubbliche.

Pubblicato il 16 settembre 2015

Aziende pubbliche sinonimo di inefficienza e spreco? Niente affatto, soprattutto se sono capaci di dotarsi di strumenti di partecipazione e di inclusione degli stakeholder. A certificarlo è l’Ocse, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo economico, nella ricerca “Stakeholder Engagement for Inclusive Water Governance” presentata per la prima volta in Europa durante un convegno promosso in Expo da Gruppo Cap e Water Alliance, presso Cascina Triulza.

“Una politica di stakeholder engagement può aiutare a ottimizzare le risorse ed è in grado di generare servizi più innovativi riducendo i costi di gestione”, spiega Delphine Clavreul, Policy Analyst di Ocse. “In particolare il 29% dei 32 governi nazionali, e il 40% dei 27 fornitori di servizi intervistati ha riferito un risparmio di costi come un vantaggio importante derivante dal coinvolgimento degli stakeholder. A ciò si aggiungono benefici ambientali e sociali, una maggiore coesione e fiducia tra i cittadini, e una diminuzione dei contenziosi”.

“Nel mondo si registra la tendenza al passaggio dalla gestione privata alla gestione pubblica nel servizio idrico, ciò dà vita a un rapporto sinergico in cui il cittadino è al centro”, conferma Alessandro Russo, coordinatore di Water Alliance e Presidente del Gruppo Cap. “La rete di Water Alliance nasce proprio per questo: creare sinergie e studiare insieme soluzioni sostenibili in grado di offrire un servizio sempre migliore grazie alla condivisione e al potenziamento di strumenti, risorse e conoscenze. Uniti, rappresentiamo una delle più importanti aziende pubbliche italiane del servizio idrico. Entro fine anno”, continua Russo, “moltissimi territori dovranno realizzare gli investimenti per mettere a norma la depurazione ed evitare le sanzioni europee, e la squadra lombarda vuole dare una risposta concreta al problema creando un maxi polo, anche dal punto di vista finanziario, per affrontare meglio lavori e investimenti”.

L’incontro è stato anche l’occasione per conoscere più da vicino il caso dell’azienda unica e pubblica Scottish Water raccontato dal Team Leader del governo scozzese Jon Rathjen: “Negli ultimi dieci anni siamo riusciti a ridurre i costi delle bollette grazie agli stakeholder con i quali abbiamo definito il giusto prezzo per la qualità dell’acqua che offriamo. In Scozia oggi si pagano 350 sterline all’anno per nucleo familiare: è una cifra molto maggiore rispetto a quella italiana, ma decisamente inferiore alla media inglese che si attesta su 400 sterline”.



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