Rapporto Iea: scegliere contro i cambiamenti climatici e per la sicurezza energetica mondiale
L’Agenzia Internazionale per l’Energia ha redatto il rapporto della situazione attuale e prospettive per il futuro delle fonti energetiche e del loro impatto sull’ambiente e sull’economia
Il 10 novembre 2009 a Londra è stato presentato da Iea (International Energy Agency) un rapporto (World Energy Outlook – Weo) di proiezione per il futuro energetico in correlazione col cambiamento climatico. Sebbene, come una delle conseguenze della crisi finanziaria, l’uso di energia a livello globale tenderà a diminuire per quest’anno, Weo 2009 prevede che esso riprenderà presto la sua tendenza positiva, se le politiche di governo non cambiano. In questo scenario di riferimento, la domanda aumenta del 40% tra ora e il 2030, raggiungendo i 16,8 miliardi di tonnellate di petrolio equivalenti. La domanda globale prospettata è inferiore rispetto al rapporto dell’ultimo anno, riflettendo l’impatto della crisi economica e delle nuove politiche di governo introdotte nell’arco dello scorso anno. I carburanti fossili continuano a dominare il parco energia, rispondendo di più di tre quarti della domanda progressiva. I Paesi che non fanno parte dell’Oecd (Organization for Economic Cooperation and Development) sono responsabili del 90% di questo incremento, e Cina e India da sole per più della metà.
In aggiunta alla crescente suscettibilità ai picchi dei prezzi dell’energia, lo scenario di riferimento proietta un livello persistentemente alto di spesa per le importazioni di olio e gas che rappresenterebbero un sostanziale onere finanziario sui consumatori dipendenti dall’importazione. La Cina supererà gli Stati Uniti intorno al 2025 nel diventare il più grande investitore del mondo per le importazioni di petrolio e gas. Anche la sfida alla povertà in ambito energetico rimane irrisolta con 1,3 miliardi di persone che continueranno a non avere elettricità nel 2030 dai 1,5 miliardi di oggi; sebbene l’accesso universale potrebbe essere ottenuto con l’investimento di solo 35 miliardi di dollari all’anno tra il 2008 e il 2030.
Weo 2009 ha dimostrato che il contenimento dei cambiamenti climatici è possibile ma richiederà una profonda trasformazione del settore dell’energia. Uno Scenario 450 inaugura una tempistica aggressiva di azioni necessarie per limitare la concentrazione a lungo termine di gas a effetto serra nell’atmosfera a 450 parti per milione di biossido di carbonio equivalente e mantenere l’aumento della temperatura globale intorno ai 2°C sopra i livelli preindustriali. Per ottenere questo scenario, sarebbe fondamentale che la domanda di carburanti fossili raggiungesse il picco nel 2020 e che le emissioni di biossido di carbonio relative all’energia scendessero a 26,4 Gt nel 2030 dalle 28,8 Gt nel 2007.
Weo 2009 ha anche identificato prezzi del petrolio più alti, associati al ribasso negli investimenti in tale settore, come una seria minaccia per l’economia mondiale, proprio nel momento in cui questa sta cominciando a riprendersi. Come risultato della crisi finanziaria, l’investimento nell’upstream di petrolio e gas è stato già tagliato di oltre 90 miliardi di dollari quest’anno rispetto al 2008. Mentre la domanda di petrolio è scesa bruscamente, nello scenario di riferimento essa si riprenderà nel 2010, raggiungendo gli 88 milioni di barili al giorno nel 2015 e poi i 105 nel 2030.
Il recente rapido sviluppo di risorse di gas non convenzionali – in particolare gas da roccia scistosa – nel Nord America ha trasformato la prospettiva del mercato del gas.
Weo 2009 ha previsto anche un focus sul Sud Est Asiatico nel riconoscerne l’influenza crescente sul mercato dell’energia. Nello scenario di riferimento, la domanda di energia di quest’area geografica si espanderà del 76% nel periodo 2007-2030.
International Energy Agency: www.iea.org/press/pressdetail.asp?PRESS_REL_ID=294
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