Energy strategy per il Food&Beverage: le guide di Centrica Business Solutions
Centrica Business Solutions supporta gli operatori del Food & Beverage a cogliere nuove opportunità di crescita e rimanere competitivi. L’azienda ha recentemente pubblicato 3 guide dedicate al settore, in cui illustra come le giuste strategie energetiche possono aiutare le aziende a massimizzare l’efficienza produttiva, migliorare la resilienza operativa, ottimizzare la qualità e la sicurezza dei prodotti e rafforzare la reputazione del brand. I mercati sempre più incerti, l’aumento dei costi delle materie prime e della manodopera e la continua stretta sui margini di profitto, infatti, esercitano un’intensa pressione sui produttori del settore. L’energia svolge un ruolo essenziale nell’aiutare il comparto a superare queste sfide.
Christian Stella, Managing Director di Centrica Business Solutions Italia commenta: “Il settore alimentare è un’eccellenza del Made in Italy, riconosciuta a livello mondiale per qualità dei prodotti, innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e sicurezza. Tuttavia la bandiera con cui l’Italia è conosciuta in tutto il mondo non risulta esente da punti di debolezza, come l’elevata frammentazione del settore, e da minacce come la forte concorrenza di Paesi spiccatamente export oriented o i fenomeni di contraffazione, come l’Italian Sounding, arrivato a quota 90 miliardi di euro.” Continua Stella: “L’energia rappresenta una percentuale significativa dei costi operativi e promuovere una maggiore efficienza è l’obiettivo su cui concentrarsi per migliorare la redditività del settore. Riteniamo, infatti, che le nuove tecnologie e i nuovi approcci alla gestione dell’energia offrano notevoli opportunità di migliorare l’efficienza e ridurre i costi, consentendo all’intero comparto sia di proteggere la redditività, sia di investire in innovazione”.
L’ampio uso di refrigerazione, riscaldamento, compressori d’aria e altre attrezzature che richiedono una grande quantità di energia nei diversi processi di produzione si traduce in elevati costi energetici. Un recente studio dell’azienda, infatti, ha evidenziato che tali costi rappresentano una percentuale significativa delle spese generali, in particolare nelle aziende con esigenze di refrigerazione e/o con processi ad alta intensità di calore. In effetti, l’energia spesso rappresenta oltre il 15% delle spese operative e il 50% del consumo di energia elettrica in 2.000 siti di produzione Food & Beverage è attribuibile ai processi di congelamento e raffreddamento. A fronte di prezzi dell’energia imprevedibili e destinati probabilmente ad aumentare, migliorare l’efficienza energetica diventa, quindi, un imperativo.
In molti casi, si possono ottenere risparmi significativi attraverso misure relativamente semplici, ad esempio: Sostituire con i LED le vecchie tecnologie di illuminazione può migliorare l’efficienza addirittura fino al 90%, oppure installare sensori di movimento, per attivare l’illuminazione solo quando è necessario, può ridurre il consumo di energia del 30%. Fare in modo che impianti e processi produttivi operino in maniera efficiente, come con una regolare manutenzione e con strumenti per la misurazione e il monitoraggio dei consumi, si possono ridurre i costi dell’energia di oltre il 10%. Anche il passaggio a tecnologie di generazione più efficienti, come il solare e la cogenerazione, può avere un impatto positivo sui costi dell’energia. La generazione in loco e le tecnologie di stoccaggio, inoltre, preservano la sicurezza e la stabilità dell’approvvigionamento energetico, riducendo la dipendenza dalla rete elettrica e diminuendo, al contempo, i costi dell’energia.
Data la deperibilità delle materie prime e dei prodotti, il settore alimentare risulta particolarmente vulnerabile ai tempi di inattività e alle interruzioni di corrente. Con la maggior parte dei processi di produzione che dipende in maniera preponderante dall’energia, avere un approvvigionamento energetico stabile e affidabile è fondamentale al fine di garantire che i produttori soddisfino gli standard normativi e le aspettative dei consumatori. Inoltre, l’elevata automazione dei processi, tipica del Food & Beverage al fine migliorare l’efficienza operativa e affrontare la carenza di personale, comporta una maggiore vulnerabilità ai guasti alle apparecchiature o alle interruzioni di corrente.
Mentre l’attenzione alle problematiche ambientali continua a diffondersi e intensificarsi, consumatori e autorità di regolamentazione premono sempre di più sui produttori del settore, affinché si concentrino sulla sostenibilità energetica e sulla riduzione della carbon footprint. La sempre più crescente popolarità delle linee di prodotti “naturali” e “free-from” e la domanda di alternative più sane impongono ai produttori del Food & Beverage di innovarsi. Implementare strategie energetiche sostenibili consente di migliorare la reputazione del brand, aumentandone l’attrattività agli occhi dei consumatori attenti all’ambiente, e allo stesso tempo di essere sufficientemente agili e flessibili per rispondere rapidamente al mutamento delle preferenze dei consumatori e ai nuovi concorrenti rimane una priorità.
Conclude Stella: “Il Food & Beverage italiano rileva ancora grandi potenzialità da esplorare e il suo slancio deve essere sostenuto da strategie in grado di cogliere nuove opportunità per rimanere competitivi. Considerando la pressione a cui sono sottoposti i margini di profitto e le esigenze di budget per le spese operative e gli investimenti in conto capitale, riteniamo indispensabile che i produttori del settore aumentino l’efficienza in ogni area della propria azienda, inclusa l’energia”.
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