Emissioni non industriali fondamentali per il conseguimento degli obiettivi di Kyoto - Energia Plus

Emissioni non industriali fondamentali per il conseguimento degli obiettivi di Kyoto

Pubblicato il 19 novembre 2009

La relazione dell’Agenzia europea per l’ambiente pone in evidenza che le riduzioni nel periodo 2008-2012 saranno realizzate attraverso una combinazione di politiche esistenti e di altre politiche, l’acquisto da parte dei governi di crediti derivanti da progetti di riduzione delle emissioni al di fuori dell’Unione europea, lo scambio delle quote di emissione da parte dei partecipanti al sistema di scambio delle quote di emissione nell’Ue (Emissions Trading Scheme, Ets) e le attività silvicole che assorbono carbonio dall’atmosfera. Il sistema di scambio delle emissioni riguarda principalmente le grandi industrie che emettono carbonio, che rappresentano circa il 40% delle emissioni di gas serra dell’Unione europea.

In un’ottica a più lungo termine, quasi tre quarti dell’obiettivo unilaterale dell’Ue di ridurre le emissioni del 20% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2020 potrebbero essere raggiunti internamente (ossia senza l’acquisto di crediti al di fuori dell’Ue).

La relazione sottolinea l’importanza del sistema di scambio delle quote di emissioni nell’Ue per aiutare gli Stati membri a conseguire i loro obiettivi, ponendo anche in evidenza tuttavia che i governi devono concentrarsi sulla riduzione delle emissioni nei settori che non rientrano nell’Ets, come i trasporti, l’agricoltura e le abitazioni.

La relazione prevede una serie di fattori diversi che contribuiscono alla riduzione totale di oltre il 13% da parte dell’Ue a 15. Le politiche e le misure esistenti per il periodo 2008-2012 potrebbero rappresentare 6,9 punti percentuali della riduzione totale.

Se, come previsto, gli Stati membri attuano misure aggiuntive, la riduzione totale potrebbe essere pari all’8,5%, sebbene ciò dipenda in larga misura dagli sforzi congiunti di quattro dei principali Paesi responsabili delle emissioni (Francia, Germania, Spagna e Regno Unito). L’uso dei meccanismi flessibili di Kyoto da parte dei governi potrebbe contribuire a un’ulteriore riduzione di 2,2 punti percentuali. Il potenziamento dei pozzi di assorbimento dell’anidride carbonica (ad esempio, migliorando la gestione delle foreste) contribuirà a un’ulteriore riduzione di 1 punto percentuale. L’acquisto di quote di emissione e crediti da parte degli operatori dell’Ets dell’Ue dovrebbe determinare un’ulteriore riduzione di 1,4 punti percentuali.

Cinque Stati membri dell’Ue a 15 (Francia, Germania, Grecia, Svezia e Regno Unito) hanno già ridotto le emissioni nazionali a un livello inferiore ai loro obiettivi. Soltanto l’Austria prevede di non riuscire ad adempiere al proprio impegno nelle condizioni attuali e dovrà intensificare i suoi sforzi per ridurre le emissioni in settori non rientranti nell’ETs. Tutti gli altri Stati membri e i Paesi membri dell’Aea con obiettivi di emissioni nell’ambito del protocollo di Kyoto ritengono di poter ottemperare ai loro impegni.

Le previsioni degli Stati membri hanno iniziato a tenere conto della recente recessione economica, tuttavia la relazione rileva che le emissioni di gas serra possono ancora essere sopravvalutate nel breve termine. In quanto tale, la recessione potrebbe comportare ulteriori riduzioni delle emissioni.

European Environment Agency (EEA): www.eea.europa.eu/



Contenuti correlati

  • Città e transizione energetica: il 58% della CO2 globale è prodotto da 26 metropoli

    La transizione climatica passa dalle città. Le prime 26 metropoli al mondo concentrano il 58% delle emissioni globali di CO2. Il dato emerge dall’elaborazione 2026 di Resolglass, brand che punta a intercettare la domanda di soluzioni architettoniche...

  • Perché il Testo Unico Ambientale deve essere riformato

    La riforma del Testo Unico Ambientale non è più rinviabile. La crisi climatica, con i suoi effetti ormai strutturali sul territorio italiano, ha reso evidente l’inadeguatezza di un impianto normativo che, pur aggiornato nel tempo, resta frammentato,...

  • Città italiane fuori dalla top 50 delle città più tech e smart al mondo

    L’Italia fuori dalla top 50 mondiale delle smart city: nessuna metropoli tricolore figura, infatti, nelle prime 50 posizioni dello Smart City Index 2025 che vede sul podio città come Zurigo, Oslo e Ginevra. Roma, Milano e Bologna...

  • Euro 5+ e Euro 7: il futuro del settore automotive

    Come sottolineato da TÜV Italia: “Le normative Euro 5+ ed Euro 7 sono fondamentali per contribuire al raggiungimento degli obiettivi Net Zero di neutralità climatica fissati dall’Unione Europea. Ciò introdurrà un’ulteriore sfida tecnica ed economica per i costruttori,...

  • L’impatto dell’agricoltura sulla qualità dell’aria in Lombardia

    Nonostante la parziale sospensione del settore dei trasporti e delle attività industriali durante i lockdown del 2020 dovuti all’epidemia di Covid-19, i livelli di particolato nell’atmosfera nel nord Italia sono rimasti elevati. Questo evento, sorprendente quanto significativo,...

  • Iplastic_UniSalento_nanoplastiche_microplastiche
    Inquinamento da microplastiche nel mare, 10 fatti per saperne di più

    La recente accelerazione dell’inquinamento da microplastiche ha aumentato la necessità di sviluppare nuovi strumenti di collaborazione per problemi sinergici che interessano gli ecosistemi costieri e oceanici. Uno degli ostacoli principali è la mancanza di informazioni standardizzate, comparabili...

  • Tecnologia e inquinamento digitale

    È innegabile che le nuove tecnologie abbiano offerto enormi benefici sia nell’ambito industriale che nella vita privata. Un esempio che coglie entrambi gli aspetti è ad esempio la grande diffusione dello smart working, oppure la continua crescita...

  • Il drone ‘mangia rifiuti’ di Climate Tech: ne raccoglie fino a 60 kg a missione

    Un drone per tutelare la salute delle acque della Darsena milanese dall’inquinamento e dalla minaccia dei rifiuti. LifeGate, società benefit e network d’informazione, progetti e servizi da oltre 20 anni punto di riferimento italiano sulla sostenibilità, in...

  • Hoffmann Group schiera un team di esperti in ecologia industriale

    L’attenzione crescente per la protezione dell’ambiente e delle persone richiede attività produttive sempre più sostenibili. Tuttavia, le soluzioni che oggi consentono alle aziende di gestire in modo efficiente e sicuro le risorse che entrano in gioco nella...

  • plastica Honeywell UOP UpCycle Process
    Honeywell per un’economia circolare della plastica

    Di tutta la plastica prodotta tra il 1950 e il 2017, 7 miliardi di tonnellate sono diventate rifiuti, e la quantità continua ad aumentare. Oggi, il mondo produce il doppio della plastica rispetto a due decenni fa,...

Scopri le novità scelte per te x