Dalla Lombardia un progetto comune tra industria e università
“La Lombardia: crocevia per Università, Industria e Associazioni Tecniche”, titolo della manifestazione, è stata uno spunto importante per riflettere sul futuro della chimica tra università e imprese.
Al riguardo Vittorio Ghisolfi, vice presidente Federchimica, intervenuto ai lavori, ha osservato come vi sia: “un binario inscindibile tra scienza e industria, che è stato e deve rimanere un punto di forza per le università, per i centri di ricerca, per le imprese e per i chimici”.
“L’industria chimica – ha proseguito Ghisolfi – deve operare nella frontiera scientifica, pena la perdita di innovazione e il conseguente deprezzamento dei suoi prodotti. Solo abbinando ricerca e specializzazione si possono cogliere le opportunità del mercato globale. Occorre dunque superare gli ostacoli che troppo spesso si frappongono alla giusta interazione tra impresa e mondo scientifico. L’accademia sia consapevole delle nostre difficoltà competitive: l’energia che costa il 30% in più di quanto pagano i nostri concorrenti europei, le normative troppo sbilanciate e troppo onerose, i tempi biblici per ottenere le giuste autorizzazioni. Anche l’industria deve riconoscere i problemi di finanziamento e di incertezza del mondo scientifico. Sulla base della reciproca conoscenza e collaborazione – ha aggiunto Ghisolfi – creiamo allora un circolo virtuoso, fatto di collaborazione tra ricerca pubblica e privata, di maggiori risorse economiche, di sbocchi professionali per giovani ricercatori”.
“Io credo che il luogo di partenza di questo procedimento, tanto necessario a tutto il Paese, possa essere proprio la Lombardia. Una regione chiave per l’industria chimica italiana, con più del 40% della produzione e degli occupati, la seconda regione chimica europea per numero di addetti e la prima per numero di imprese. La Lombardia può quindi più che autorevolmente candidarsi a essere laboratorio di idee, di azioni comuni, la “porta” naturale sul futuro della chimica. Far sviluppare la chimica in Lombardia – ha concluso il vice presidente di Federchimica – è una necessità ma anche una vera sfida. È la sfida dello sviluppo sostenibile, centrale per l’impresa chimica, ma anche per le università, per il mondo scientifico, per i cittadini”.
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