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n.15 settembre 2014
EDITORIALE
EDITORIALE
I
n molti agglomerati urbani di numerose Regioni italiane,
da Nord a Sud, non sono ancora stati completati i servizi di
fognatura e di depurazione secondo quanto richiesto dalla
Direttiva 91/271/CEE. Il fabbisogno di investimento per il solo
servizio di depurazione è di circa 11 miliardi di euro, pari al
18% degli investimenti totali del Servizio Idrico Integrato (SII).
Intanto, il servizio di depurazione delle acque di rifiuto deve
anche fare i conti con nuove esigenze, spesso contrastanti.
Da una parte aumentano le richieste per ridurre consumi
energetici, odori, emissioni e fanghi. Dall’altra, si chiede di
ridurre i costi della depurazione e di contenere le tariffe da
corrispondere per il servizio idrico.
Molte risposte a questi problemi arriveranno, nei
prossimi anni, sia dall’applicazione di nuovi processi
e tecnologie capaci di ridurre i consumi energetici e la
produzione di fanghi, sia dalla diffusione di modalità di
gestione ‘intelligenti’, tese a ottimizzare i processi di
depurazione applicando estensivamente gli strumenti offerti
dall’Information & Communication Technology (ICT).
In una recente Conferenza svoltasi a Verona con la presenza
di circa 300 persone tra ricercatori e operatori dell’industria
del settore dei servizi idrici provenienti da 47 Paesi, tre
sessioni plenarie hanno descritto le proposte più innovative,
alcune delle quali sono già applicate, mentre altre hanno
superato la fase di sperimentazione e sono allo stadio pre-
industriale.
Una prima sessione ha posto l’accento sull’ottimizzazione di
processi e operazioni unitarie, ponendo particolare enfasi sui
sistemi di aerazione, che consumano il 50% dell’energia di un
impianto di depurazione.
Qui si sono evidenziate le grandi potenzialità
dell’applicazione di modelli di simulazione dinamici, oltre che
di logiche di misura e controllo on-line. I risultati di diverse
applicazioni pratiche hanno portato a risparmi dal 20 al 40%
dei consumi prima dell’ottimizzazione.
Si è poi illustrata la possibilità di estrarre biopolimeri (PHA,
poliidrossialcanoati) dalla biomassa batterica presente negli
impianti di depurazione per utilizzarli nella fabbricazione
di bioplastica. Il ‘trucco’ è di applicare modalità operative
semplici, ma attentamente controllate. Non si tratta di
prospettive di applicazione immediata, ma sono in corso
ricerche a scala pilota e pre-industriale in Italia, Spagna e
Olanda, avendo il 2020 come orizzonte temporale per la
diffusione di processi e tecnologie a piena scala.
Infine, è stato chiaramente illustrato come sia possibile
passare dalla teoria alla pratica in un campo ritenuto
pressoché fantascientifico fino a pochissimi anni fa: la bio-
elettrogenesi.
La depurazione del liquame si ottiene facendo interagire
biomassa batterica con elettrodi mediante l’applicazione
di nanotecnologie (progetto Bacwire,
L’applicazione di questo processo può portare a risparmi
notevolissimi in termini di minori consumi energetici e di
minore produzione di fanghi.
A fronte di tali proposte innovative, si deve prendere atto che
la risposta delle aziende del servizio idrico è stata inferiore
alle aspettative. In Italia, le collaborazioni tra servizi idrici e
Università sono spesso di corto respiro. Le Università sono
chiamate in causa come consulenti tecnico-scientifici per
‘tamponare’ problemi contingenti o inseguire, spesso con
affanno, le richieste di adeguamento ai limiti allo scarico,
sempre più restrittivi per l’esigenza di ridurre l’impatto
ambientale sui corpi idrici.
I termini per stabilire una collaborazione meno estemporanea
e più strutturata sono diversi: si tratta di rispondere a
esigenze crescenti sotto il profilo della tutela ambientale
ricercando la massima efficienza con soluzioni innovative
sostenibili e ottimizzate non solo sotto il profilo tecnico
e ambientale, ma anche in termini economici, con tariffe
sostenibili e adeguate alla qualità del servizio reso.
I programmi Life+ e il Programma di Ricerca Europea
2014-2020 ‘Horizon 2020’ si prefiggono di dimostrare la
pratica applicabilità di nuove idee e sono quindi strumenti
ideali per coinvolgere il mondo industriale e le aziende del
servizio idrico nella redazione di valide proposte progettuali
da sottoporre alla Commissione Europea.
Roberto Canziani*
Chair della Conferenza EcoSTP 2014
Ecotecnologie
per il trattamento
delle acque reflue
Sfide globali e nuove frontiere
EDITORIALE
*Politecnico di Milano, Sezione ambientale - Dipartimento di
Ingegneria Civile e Ambientale