Recupero della CO2 nel processo di produzione del riso
La sicurezza alimentare è uno dei temi fondamentali da trattare quando si parla di cibo. Nel caso del riso questo comporta, oltre all’utilizzo di compressori oil-free per garantire l’assenza di contaminazione da oli minerali, l’uso di CO2 per la disinfestazione biologica degli alimenti durante il processo di confezionamento. Una delle prerogative dell’anidride carbonica è infatti quella di poter essere utilizzata per sostituire l’uso di pesticidi e fumiganti di origine chimica, impiegati in passato per prevenire o debellare le infestazioni da parte di uova, larve, insetti e batteri nei prodotti alimentari conservati nei magazzini. Si tratta inoltre di un gas completamente atossico in grado di non lasciare tracce e di non modificare il prodotto trattato. La crescente sensibilità del consumatore finale verso prodotti naturali ha incoraggiato molte aziende a dotarsi di impianti per una disinfestazione biologica a pressione con CO2.
S.P. S.p.A. è uno dei maggiori player in Italia nella lavorazione del riso sia di tipo convenzionale che biologico. L’azienda, che ha ricevuto numerose certificazioni per garantire lavorazioni conformi ai più severi criteri di qualità, sta elaborando un piano per fornire a tutti i clienti la certificazione Global G.A.P., lo standard mondiale per le nuove pratiche in agricoltura che certifica la qualità dei processi produttivi alimentari delle aziende agricole.
S.P. utilizza da anni compressori oil-free per evitare contaminazioni nel prodotto finito ed è stata una delle prime aziende a utilizzare un trattamento innovativo di disinfestazione a CO2 per garantire massima sicurezza nel trattamento del riso senza ricorrere ad agenti chimici. Si tratta dell’utilizzo di anidride carbonica ad alta pressione per eliminare, oltre agli insetti, anche le uova invisibili ad occhio umano ed inerti a questo gas. Per ridurre le emissioni in atmosfera di gas serra, inoltre, S.P. recupera e ricicla la CO2 utilizzata durante la lavorazione.
Il processo di disinfestazione del riso, messo a punto in collaborazione con Atlas Copco, garantisce sicurezza alimentare e velocità di produzione. Il riso preconfezionato viene trattato all’interno di un’autoclave ad una pressione di 25 bar(e) e mantenuto a pressione costante per il tempo necessario alla distruzione di tutte le uova. Una volta terminato il processo, la CO2, invece di essere rilasciata nell’atmosfera, viene spostata in una seconda autoclave fino al raggiungimento del bilanciamento della pressione. La pressione all’interno dell’autoclave è generata da un booster oil-free a CO2 di Atlas Copco, regolato ad una pressione di ingresso variabile tra 2 e 7 bar (e) e ad una pressione di scarico di 25 bar(e), che consente di pressurizzare l’impianto in meno di un’ora. I compressori di CO2 oil-free di Atlas Copco garantiscono un recupero di anidride carbonica affidabile, pulito ed efficiente dal punto di vista energetico senza compromessi sulla sicurezza.
“Utilizzare un impianto di riciclo della CO2 con un booster ad alta pressione significa investire in un futuro più sostenibile. Questo impianto ha portato a risparmiare quasi 3400 tonnellate di CO2 in un anno, con un risparmio netto di circa 500.000€ all’anno sull’acquisto di questo gas”, afferma Elena Marazzi, Product Marketing Manager di Atlas Copco, “La responsabilità di Atlas Copco non si ferma alla consegna del prodotto: infatti, la massima efficienza del compressore è garantita dalla competenza del Service di Atlas Copco e dall’utilizzo di parti di ricambio originali che permettono di mantenere i macchinari sempre ad alti livelli di efficienza e affidabili nel tempo”.
“Il processo messo a punto utilizzando la tecnologia oil-free Atlas Copco garantisce la qualità del prodotto alimentare e permette di recuperare fino all’80% la CO2, riducendo notevolmente il rilascio in atmosfera del principale gas serra. Non possiamo che essere soddisfatti della nostra partnership, perché siamo riusciti a trovare una soluzione a 360° gradi: dalla fornitura del prodotto a un’assistenza tecnica capace di rendere al meglio il nostro investimento”, afferma Giovanni Ingino, responsabile tecnico di S.P.
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