RMO 265 - Gennaio-Febbraio 2025 - Energia Plus
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RMO 265 – Gennaio-Febbraio 2025

L’EUROPA PERDE TERRENO NEL MANIFATTURIERO

Secondo i dati diramati dalla divisione Statistica delle Nazioni Unite, nel 2022 la Cina rappresentava il 31% della produzione manifatturiera a livello mondiale. Con un valore aggiunto totale che superava i 5.000 miliardi di dollari, sempre nel 2022, l’industria manifatturiera cinese rappresentava quasi il 30% della produzione economica totale del Paese. Non solo, il predominio cinese è anche confermato dal fatto che il valore aggiunto del suo settore corrisponde all’incirca alla produzione combinata dei sette Paesi manifatturieri più grandi del mondo. Questo dato porta il Paese del Dragone in vantaggio di quasi 15 punti percentuali rispetto agli Stati Uniti, che ne detenevano il primato mondiale fino al 2010, ossia fino al soprasso ad opera della Cina. L’economia statunitense, infatti, oggi dipende molto meno dal settore manifatturiero e che nel 2022 rappresentava poco più del 10% del prodotto interno lordo del Paese. Al terzo posto del gradino si collocava il Giappone (5,3%). E, guardando all’Europa, culla un tempo del manifatturiero, la Germania è al quarto posto (4,6%) mentre l’Italia è al nono posto (1,7%) seguita dalla Francia (1,6%) al decimo. L’elemento di riflessione non è solo l’accelerazione della Cina ma anche la regressione dell’Europa. Il Vecchio Continente si basa su pochi attori, infatti, sempre più deboli e, nel ranking, non c’è ancora quella parte d’Asia in forte crescita, come la Thailandia, il Vietnam e le Filippine.

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