Intergen: unità cogenerativa per ridurre i consumi di una cartiera
Intergen ha recentemente installato un nuovo impianto di 2 MW di potenza presso la Cartiera So.Car.Pi. di Villa Basilica a Lucca. Dopo aver realizzato numerose unità cogenerative nel distretto lucchese delle cartiere, che da solo esprime circa il 50% della produzione della carta nazionale, Intergen rafforza ulteriormente la propria presenza nel settore, con l’installazione di un impianto dotato di motore MWM (Motoren Werke Mannheim) alimentato a gas metano modello TCG 2020V20 di cui è dealer esclusivo per l’Italia dal 1987.
L’industria di Villa Basilica produce bobine destinate alla vendita ad aziende manifatturiere (prevalentemente ambito Cee) che, dalla bobina madre, producono carta igienica o carte monouso in rotolini. Generate quasi interamente da carta riciclata, le bobine sono prodotte attraverso l’utilizzo di una macchina continua Crescent Former che effettua, prima la formazione del foglio, poi la pressatura e infine l’essicazione. La cartiera So.Car.Pi. è una delle poche realtà italiane che produce bobine partendo da carta riciclata, dimostrandosi un’azienda attenta alle tematiche ambientali e sociali legate alla produzione di questo tipo di prodotti. La cogenerazione di Intergen rappresenta quindi una scelta coerente con la filosofia aziendale che consente, da una parte, di risparmiare in termini di consumi e, dall’altra, di guadagnare in termini di rispetto per l’ambiente.
L’energia distribuita generata grazie alle unità cogenerative di Intergen rappresenta in generale la scelta ideale per tutte le aziende energivore che consumano contemporaneamente elevati quantitativi di energia elettrica e termica. L’installazione dell’impianto presso lo stabilimento di So.Car.Pi. riflette la tendenza di un numero crescente di piccole e medie imprese verso l’adozione di tecnologie affidabili, per rendere sempre più efficienti ed ecologici i propri sistemi produttivi.
I maggiori consumi di energia elettrica si concentrano nella realizzazione degli impasti e nel funzionamento della macchina continua e sono garantiti in toto dal nuovo impianto Intergen. I consumi termici maggiori sono invece dovuti alla fase di essicazione, che richiede grandi quantità di vapore e agli ausiliari, che utilizzano acqua calda per diversi scopi e lavorazioni. Queste fasi dell’attività produttiva sono rese oggi più efficienti grazie alle caratteristiche uniche dei motori MWM: i fumi di scarico di tali motori, infatti, hanno temperature elevate e assicurano quindi un contenuto energetico significativamente più alto (quasi del +25%) rispetto ai motori concorrenti. La dispendiosa fase di essicazione è quindi garantita dal vapore generato per 1200 Kg/h a 18 bar recuperato dai gas di scarico del motore. Dalle camicie dei cilindri e dal circuito di raffreddamento dell’olio si ottengono invece circa 1.050 kWt, che alimentano un anello di distribuzione di acqua calda con un salto termico di 70-86°C. Il sistema di recupero termico relativo all’impiego dell’acqua calda è stato inoltre ottimizzato sviluppando una rete di punti dislocati nello stabilimento per alimentare differenti utenze e lavorazioni.
Il cogeneratore è installato in un container insonorizzato da esterni con una configurazione compatta che garantisce il contenimento delle emissioni acustiche sotto i 55 dB(A) a 10 m, mentre marmitta, catalizzatore, percorso fumi, camino e radiatori a secco d’emergenza sono collocati sul cielo del container, garantendo l’ottimizzazione degli spazi di stabilimento. Il funzionamento dell’impianto è previsto in continuo per oltre 8.250 ore annue. L’impianto è stato progettato per recuperare il 100% del vapore e tra il 75% e il 100% dell’acqua calda, prodotti dal cogeneratore, con rendimenti globali dell’unità attesi tra il 74% e l’80%.
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