Industria autonoma: la rivoluzione di AI, energia e automazione aperta secondo Schneider Electric
L’industria evolve verso modelli autonomi grazie a AI, automazione aperta ed Energy Intelligence. Ad Hannover Messe, Schneider Electric mostra soluzioni concrete per efficienza, resilienza e riduzione dei costi
L’industria globale sta attraversando una trasformazione profonda, guidata dall’integrazione di tecnologie avanzate come l’intelligenza artificiale, l’automazione aperta e la gestione intelligente dell’energia. Questo cambiamento non è più teorico o limitato a progetti pilota, ma si sta concretizzando in applicazioni reali su larga scala. Durante Hannover Messe, uno degli appuntamenti più importanti per il settore, Schneider Electric insieme a AVEVA ha illustrato come l’industria stia entrando in una nuova fase: quella dell’autonomia operativa.
L’obiettivo dichiarato è ambizioso: raggiungere entro il 2030 fino all’80% di operazioni industriali autonome. Questo scenario è reso possibile dalla convergenza di diverse forme di intelligenza artificiale. Da un lato, la Generative AI consente di rendere accessibili competenze ingegneristiche accumulate in decenni, democratizzando il know-how e accelerando i processi decisionali. Dall’altro, la cosiddetta Physical AI rappresenta un salto di qualità ancora più significativo: l’intelligenza non è più esterna o di supporto, ma viene integrata direttamente nelle macchine e negli impianti produttivi. In questo modo, i sistemi sono in grado di percepire ciò che accade nell’ambiente circostante e reagire in tempo reale, prendendo decisioni autonome in pochi millisecondi senza dipendere dal cloud.
Energy Intelligence
Un altro pilastro di questa evoluzione è rappresentato dalla Energy Intelligence. Tradizionalmente, produzione ed energia sono state gestite come ambiti separati; oggi invece diventano sempre più interconnesse. L’energia non è più vista soltanto come un costo da monitorare, ma come una leva strategica per migliorare efficienza e competitività. I sistemi più avanzati sono in grado non solo di analizzare i consumi passati, ma anche di prevedere scenari futuri, come picchi di domanda o variazioni dei prezzi. Questo approccio predittivo permette alle aziende di adattare automaticamente la produzione, riducendo sprechi e ottimizzando i costi.
Per rendere possibile questa integrazione, è fondamentale disporre di un’architettura dati unificata. Soluzioni come il Data Cube sviluppato da Schneider Electric, potenziato da AVEVA, consentono di far convergere i dati operativi e quelli energetici in un unico sistema contestualizzato. I benefici sono concreti: in alcuni settori industriali, come quello chimico e di processo, l’utilizzo di digital twin che integrano produzione ed energia ha già portato a una riduzione della variabilità dei processi fino al 15-17%, migliorando al contempo la resa produttiva. Inoltre, i tempi di reazione si riducono drasticamente, passando da minuti, quando le decisioni sono umane, a millisecondi, quando sono automatizzate.
Le sfide
Non mancano però le sfide. Una delle principali è il cosiddetto ‘vendor lock-in’, ovvero la dipendenza da tecnologie proprietarie che limitano la flessibilità e l’innovazione. Questo fenomeno può avere un impatto economico significativo, con perdite stimate fino al 7,5% dei ricavi annuali. La risposta a questo problema è rappresentata dalla Open Software-Defined Automation, un approccio che separa software e hardware. In questo modello, le logiche di controllo possono essere aggiornate senza dover sostituire i macchinari, rendendo i sistemi più flessibili, scalabili e pronti a integrare nuove tecnologie, inclusa l’intelligenza artificiale.
In questo contesto in rapido cambiamento, anche il ruolo delle persone evolve profondamente. Gli operatori non sono più chiamati a svolgere attività ripetitive o puramente esecutive, ma assumono un ruolo più strategico. Diventano decisori, supportati da dati e strumenti avanzati, con la responsabilità di garantire sicurezza, qualità e gestione delle situazioni critiche. L’intelligenza industriale, quindi, non sostituisce il lavoro umano, ma lo trasforma, elevandone il valore.
Un elemento chiave di questa trasformazione è la crescente integrazione tra intelligenza industriale ed energetica. Gestire efficacemente entrambe le dimensioni è ormai essenziale per affrontare un mercato globale sempre più complesso, caratterizzato da volatilità dei costi energetici, pressioni sulla sostenibilità e forte competizione internazionale. Le aziende che riescono a integrare questi aspetti possono ottenere vantaggi significativi in termini di efficienza, resilienza e competitività.
Soluzioni e partnership
Durante Hannover Messe, Schneider Electric ha mostrato concretamente come affrontare queste sfide attraverso un ecosistema di soluzioni e partnership strategiche. Collaborazioni con aziende come Microsoft, Dell Technologies, Hewlett Packard Enterprise e Amazon Web Services dimostrano l’importanza di un approccio aperto e interoperabile. Queste alleanze permettono di combinare automazione, cloud e intelligenza artificiale per creare sistemi produttivi più intelligenti e connessi.
Un esempio concreto è l’integrazione tra la piattaforma EcoStruxure Automation Expert e i servizi cloud Azure, che consente di sviluppare modelli produttivi unificati e introdurre strumenti innovativi come l’industrial copilot. Questa soluzione permette di ridurre fino al 50% i tempi di ingegneria, trasformando attività che prima richiedevano settimane in processi completabili in poche ore. Grazie a sistemi di agenti intelligenti, è possibile automatizzare le decisioni progettuali, validare le logiche prima della messa in produzione e migliorare l’efficienza fin dal primo ciclo operativo.
In sintesi, l’industria sta vivendo un cambiamento strutturale che va ben oltre l’adozione di nuove tecnologie. Si tratta di una vera e propria ridefinizione del modo di produrre, in cui autonomia, intelligenza e sostenibilità diventano elementi centrali. Le aziende che sapranno cogliere questa trasformazione potranno non solo migliorare le proprie performance, ma anche costruire un vantaggio competitivo duraturo in un contesto globale sempre più complesso e dinamico.
Antonella Cattaneo, @nellacattaneo
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