In che modo tecnologia e sostenibilità stanno cambiando il mondo del Fashion?
Alcune aree del mondo in recessione e un’inflazione nel Nord America e nell’Unione Europea tra l’8 e il 10%, che ha portato a un aumento dei prezzi dei prodotti, hanno spinto i consumatori a cambiare il proprio comportamento d’acquisto. Il prossimo anno è presumibile che le persone prestino più attenzione alle spese, optando per prodotti più economici e di lunga durata. Per far fronte a questa crescente preoccupazione, le aziende devono assicurarsi di implementare strategie di pianificazione integrate con approcci di gestione del ciclo di vita del prodotto (PLM), per realizzare prodotti di maggior valore e durata.
Infor ha identificato le principali tendenze che caratterizzeranno i settori Fashion e Retail nel 2023: progettare prodotti sostenibili e conformi, offrire servizi per prolungare il ciclo di vita del prodotto, realizzare design pratici, e un focus particolare su sostenibilità, tecnologie innovative e metaverso.
Secondo una recente survey di McKinsey, il 67% dei consumatori intervistati considera l’uso di materiali sostenibili un importante fattore di acquisto. Il prossimo anno è probabile che i brand di moda scelgano materiali più sostenibili e offrano una reale trasparenza lungo le loro supply chain estese. Inoltre, i materiali, i processi e le tecniche di produzione delle nuove collezioni saranno misurati meglio e progettati per avere un minore impatto ambientale.
A causa delle continue interruzioni della supply chain a livello globale, molti brand stanno inoltre ripensando le proprie catene di approvvigionamento, bilanciando le forniture locali con quelle globali per assicurare la disponibilità dei prodotti, limitando l’esposizione ai rischi e garantendo la conformità agli obiettivi ESG.
Purtroppo, molti prodotti creati dall’industria della moda vengono buttati alla fine del loro ciclo di vita o addirittura prima, a causa di uno strappo o di una macchia. Nel 2023, i brand inizieranno a valutare come estendere il ciclo di vita e offrire servizi a valore per i prodotti esistenti, come per esempio riparazione, noleggio, rivendita e riciclo piuttosto che immettere sul mercato altri prodotti. L’integrazione con le piattaforme di rivendita può inoltre aiutare a vendere le rimanenze di magazzino, mentre l’estensione dei servizi nel post-vendita può contribuire a prolungare la durata di un articolo, secondo un modello virtuoso di economia circolare.
La pandemia ha cambiato il modo di vestire di molte persone, da quelle che sono passate a lavorare da remoto agli operatori sanitari che si prendono cura dei pazienti negli ospedali. Alcuni dipendenti vestono in modo più casual e comodo rispetto al passato, mentre altri optano per scarpe facilmente lavabili e igienizzabili. Nel corso della pandemia, Crocs ha donato più di 800.000 paia di scarpe in materiale lavabile agli operatori sanitari di tutto il mondo. Un esempio di come progettare prodotti facili da adattare e mantenere può consentire ai brand fashion di fornire soluzioni concrete e promuovere la sostenibilità.
La predilezione per l’abbigliamento loungewear rispetto a quello più formale ha portato alcune persone a credere che un giorno l’alta moda esisterà solo nel metaverso. Brand come Nike, Balenciaga, Gucci e Ralph Lauren hanno abbracciato il metaverso, disegnando capi per il gaming e partecipando a sfilate virtuali. L’evoluzione dei canali digital e social ha senza dubbio contribuito alla significativa crescita del fashion a livello globale negli ultimi 20 anni. Da decenni le persone usano la moda per stabilire la propria identità e in un mondo virtuale e digitale sarà esattamente la stessa cosa, con l’enorme vantaggio di una minore dipendenza dai beni fisici, a beneficio di valori etici e di sostenibilità personali.
I marchi di moda di solito non fanno affidamento solo sui prodotti, ma si concentrano sulla creazione di brand experience che arricchiscono i clienti e che possono essere condivise sui social media. Jimmy Choo, ad esempio, sta facendo notizia per aver aperto un caffè fucsia da Harrods. Esperienze come questa attirano influencer e consumatori che altrimenti non interagirebbero con il marchio. Tuttavia, non tutti i marchi di moda hanno la possibilità di esplorare queste proposte creative.
I marchi più piccoli non dispongono necessariamente di team di grandi dimensioni e spesso una sola persona ricopre diversi ruoli, rendendo difficile la creazione di esperienze per i clienti fuori dagli schemi. Nel 2023 e negli anni a venire, questi team più piccoli probabilmente faranno più ricorso alla tecnologia per automatizzare alcuni processi e liberare talenti in grado di creare nuove brand experience e concentrarsi su ruoli più specializzati. In questo modo, i marchi potranno focalizzarsi maggiormente sull’offerta di esperienze memorabili e uniche per aumentare l’esposizione e distinguersi dalla concorrenza.
Contenuti correlati
-
Canon: come le aziende possono guidare la trasformazione del workplace nel 2026 e negli anni a venire
I progressi tecnologici stanno portando a rapidi cambiamenti nel moderno ambiente di lavoro e, parallelamente, promettono vantaggi concreti alle aziende di ogni dimensione e settore. Si punta a investire in una vasta gamma di strumenti e funzionalità –...
-
Daikin apre le porte agli studenti dell’Università Cattolica per comunicare innovazione e decarbonizzazione
Daikin ha ospitato presso la propria sede di Milano gli studenti del Master di primo livello in Comunicazione, marketing digitale e pubblicità interattiva di Università Cattolica del Sacro Cuore, protagonisti della fase conclusiva di un progetto formativo...
-
Logistica: le aziende aumentano gli investimenti sulla sostenibilità
Secondo la World Bank il settore della logistica e del trasporto merci è responsabile di ben un decimo delle emissioni globali di CO₂. La transizione è già in corso: secondo una survey riportata da ESG Today, l’83%...
-
A SPS Italia 2026, SMC Italia presenta la ‘Fabbrica sostenibile’
In occasione della fiera SPS Italia 2026, SMC Italia (Pad 6 Stand G016) presenta una visione evoluta della fabbrica digitale, ponendo al centro un concetto chiave: la sostenibilità come leva strategica per l’industria. Non solo fornitore di...
-
Sostenibilità digitale: guida pratica per aziende tra impatti nascosti, dati e infrastrutture IT
Email, cloud, software e streaming vengono spesso considerati “invisibili”. Ma dietro ogni attività digitale si nasconde un’infrastruttura fisica che consuma energia, utilizza risorse e genera emissioni. Un impatto ancora poco percepito, ma destinato a diventare sempre più...
-
GSE e Osservatorio Nazionale Tutela del Mare insieme per la transizione energetica del sistema marittimo-portuale
Il Gestore dei Servizi Energetici – GSE SpA e l’Osservatorio Nazionale Tutela del Mare (ONTM) hanno siglato oggi un Protocollo d’Intesa per avviare una collaborazione istituzionale volta a promuovere la sostenibilità ambientale, la transizione energetica e la...
-
L’economia circolare come uno dei temi centrali di AMB 2026
“Where metal comes alive”: con questo nuovo slogan, AMB apre le sue porte a Stoccarda dal 15 al 19 settembre 2026. In tutti e 10 i padiglioni fieristici, AMB offre una panoramica completa delle attuali tecnologie e mette in...
-
Impatto zero
Lo Zero Impact Logistic Hub Würth è un modello concreto di industria collaborativa e intelligente Leggi l’articolo
-
Medaglia d’Oro EcoVadis 2025 per Yaskawa Europe
La Medaglia d’Oro EcoVadis nell’EcoVadis Business Sustainability Assessment 2025, ricevuto da Yaskawa Europe, conferma l’importanza della sostenibilità per l’azienda, che si è posizionata tra il miglior 5% delle aziende valutate a livello globale. Conferma inoltre l’efficacia del...
-
Oltre l’energia: Cebon Industrial e il cuore sociale della sostenibilità
Il termine “sostenibilità“, all’interno del panorama industriale contemporaneo è spesso male utilizzato, interpretato quasi come un requisito necessario per una buona pratica di marketing. Per fortuna esiste però un ecosistema di realtà che hanno trovato naturale, in...











