Filiera italiana dell’idrogeno sempre più coesa: l’associazione H2IT conta 70 soci

Dalle multinazionali alle start-up: tra il 2019 e il 2021 H2IT ha quasi triplicato il numero degli associati, arrivando a rappresentare aziende e centri di ricerca di dimensioni e comparti diversi. La crescita dell’Associazione è lo specchio delle grandi potenzialità del vettore idrogeno per la decarbonizzazione e la transizione ecologica

Pubblicato il 29 aprile 2021

L’idrogeno può giocare un ruolo fondamentale nella decarbonizzazione e nella transizione ecologica sia in Italia che nel resto d’Europa. Questa consapevolezza si sta diffondendo sempre più, indirizzando le strategie politiche e indicando la strada per lo sviluppo della filiera nel Paese. Ora più che mai occorre una voce unica, in grado di trasmettere alle istituzioni il potenziale rivoluzionario del vettore idrogeno. Un’esigenza a cui ha risposto H2IT – Associazione Italiana Idrogeno e Celle a Combustibile, che aggrega grandi, medie e piccole imprese, centri di ricerca e università attivi nel settore. Oggi, H2IT, con l’ingresso di 23 nuove aziende da inizio anno, supera il traguardo dei 70 soci. Un segnale della voglia delle aziende italiane di collaborare con un approccio strategico, coeso e concreto per raggiungere gli obiettivi comuni ed investire in tecnologia, innovazione e sostenibilità.

Le grandi opportunità offerte dall’idrogeno non sono passate inosservate. Infatti, tra il 2019 e il 2021 l’associazione è cresciuta in maniera esponenziale, pressoché triplicando il numero degli associati. Tante le anime rappresentate al suo interno sia in termini di dimensioni – dalla multinazionali alle PMI – sia di comparto di riferimento – tecnologie, componentistica, utility, integratori, certificatori, consulenza ingegneristica, logistica, mobilità, distribuzione, industria, residenziale, ricerca, ecc. L’eterogeneità delle realtà che trovano spazio all’interno di H2IT restituisce la fotografia di una filiera italiana complessa ma ricca di competenze e dal potenziale straordinario.

“Siamo orgogliosi della crescita avuta negli ultimi due anni e di rappresentare svariate tipologie di industrie e le eccellenze nel campo della ricerca” ha dichiarato Alberto Dossi, Presidente di H2IT. “La svolta green impressa dalle politiche europee ed italiane ha acceso i riflettori sul vettore idrogeno e sulle enormi opportunità per le aziende. Fare fronte comune e creare un network unico all’insegna della collaborazione è il solo modo per far nascere una filiera italiana forte, leader anche a livello internazionale. Ed è proprio questo obiettivo a ispirare le attività di H2IT, che vuole svolgere un ruolo di guida strategica per il settore. Il traguardo dei 70 soci è il segno che siamo sul percorso giusto e che l’industria italiana dell’idrogeno crede in noi. Ma non possiamo fermarci qui. Abbiamo bisogno del supporto e delle competenze di tutti gli attori per dar voce ad una filiera che ha fatto dell’innovazione e della sostenibilità la propria missione.”

Negli ultimi anni H2IT è diventata un interlocutore prezioso per le Istituzioni su tutti i temi relativi all’idrogeno. Già dal 2016 l’Associazione ha supportato i Ministeri competenti, nell’elaborazione del “Piano Nazionale per la Mobilità ad Idrogeno” aggiornato poi nel 2019. Ha poi collaborato nel 2018 con il Ministero dell’Interno per la stesura della “Regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio degli impianti di distribuzione di idrogeno per autotrazione” e realizzato nel 2019 il Position paper “Strategia Italiana Idrogeno e Celle a Combustibile”. A gennaio 2021 H2IT ha presentato anche il report “Strumenti di Supporto al Settore Idrogeno. Priorità per lo sviluppo della filiera idrogeno in Italia”, i cui punti salienti sono stati presentati in un’audizione alla Camera dei Deputati nell’ambito dell’esame del PNRR (Proposta di piano nazionale di ripresa e resilienza).

Oltre al dialogo con la politica, H2IT proseguirà il proprio impegno continuando con i tavoli di lavoro specifici e tecnici per analizzare le barriere che ostacolano lo sviluppo del settore e supportando con iniziative mirate le PMI e le start-up in questa fase di apertura del mercato.



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