Commissione Europea, Assobioplastiche e il futuro degli shopper

Nella Commissione Europea è aperto il dibattito sulla normativa in materia di shopper, tra riduzione dei sacchetti monouso e incentivi per la produzione di quelli in materiale bioclastico.

Pubblicato il 3 gennaio 2012

Quaranta Europarlamentari, su iniziativa di Vittorio Prodi, hanno interpellato la Commissione Europea sull’ipotesi di revisione della Direttiva Packaging e un eventuale bando europeo dei sacchetti monouso per l’asporto delle merci.

L’interrogazione a risposta scritta ha incalzato la Commissione sui prossimi passi da compiere dopo la conclusione della consultazione che ha avuto un indubbio risultato in termini di adesione degli stakeholders e di indicazioni chiare a favore di una decisa azione europea per una più attiva politica di riduzione alla fonte delle buste asporto merci monouso.

I quaranta Europarlamentari chiedono alla Commissione di chiarire alcuni punti: se intende procedere ad una revisione della Direttiva 94/62 per includere un eventuale bando dei sacchetti mono uso non biodegradabili; se nella stessa revisione della Direttiva 94/62 intende fissare target per la minimizzazione dell’utilizzo di questi manufatti; se intende promuovere nuove iniziative legislative per sostenere produzione e utilizzo di packaging biodegradabile e compostabile conforme allo standard CEN 13432; se la commissione intende sollecitare gli stati membri affinché chiariscano all’industria che il packaging immesso sul mercato deve essere solo quello conforme alla Direttiva e agli standard di riferimento.

Assobioplastiche ritiene che l’iniziativa di Vittorio Prodi rappresenti un importante contributo alla chiarezza in un momento nel quale l’industria delle bioplastiche evidenzia la necessità di promuovere la conformità allo standard CEN 13432 alla luce di una fase di rapido sviluppo, in molti Paesi europei, di rilevantissimi casi studio di produzione ed uso di manufatti prodotti con bioplastiche.

Le principali catene della Grande distribuzione organizzata stanno attuando, su tutto il territorio comunitario, forti azioni per la riduzione del consumo delle buste asporto merci monouso in plastica tradizionale, mentre la posizione italiana di bando dei sacchetti non biodegradabili e compostabili ha registrato, all’ultimo Consiglio Europeo dell’ambiente, un’importante presa di posizione dell’Austria che chiede anch’essa una revisione della Direttiva 94/62.

Il bando italiano degli shopper monouso non biodegradabili e compostabili sta facendo breccia tra i Paesi dell’Unione Europea. All’ultimo consiglio dei ministri dell’Ambiente anche l’Austria ha chiesto formalmente alla Commissione una revisione anticipata della Direttiva 94/62 per prendere in considerazione il bando dei sacchi per l’asporto delle merci monouso non biodegradabili e compostabili.

In Austria il bando italiano ha aperto, sin dalle prime settimane dello scorso gennaio, un ampio dibattito nella società civile e tra gli stakeholders che hanno fatto pressione sul Governo affinché adottasse misure per la riduzione della commercializzazione degli shopper. All’ultimo consiglio dei ministri dell’Ambiente, svoltosi il 19 dicembre, le delegazioni italiana e austriaca hanno sottoscritto una dichiarazione comune nella quale chiedono al commissario all’ambiente Potočnik di illustrare le iniziative della Commissione dopo che la consultazione pubblica promossa sul tema ha mostrato che la stragrande maggioranza dei partecipanti era in favore dell’adozione di una misura europea per ridurre l’utilizzo degli shoppers.

La commissione ha confermato che intende effettuare un’approfondita disanima della situazione mediante uno studio sul tema che dovrebbe essere completato nella prossima primavera.

Assobioplastiche ha dichiarato al neo Ministro Clini il sostegno del comparto a queste iniziative volte a dare un chiaro quadro normativo ad un settore che vede l’Italia in prima fila.

Commissione Europea: ec.europa.eu/index_it.htm
Assobioplastiche: www.assobioplastiche.org 



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