Verso l’indipendenza da tecnologie importate, grazie all’idrogeno. L’Italia è pronta?
Una folta platea, 14 relatori, oltre 80 pagine di approfondimento: sono i numeri dell’evento di presentazione del libro “Il vettore idrogeno: stato dell’arte e potenzialità dell’industria italiana”, realizzato da RSE – Ricerca sul Sistema Energetico e Anie Federazione, che si è tenuto il 1° marzo a Milano.
L’incontro è stato aperto dai saluti di benvenuto di Federica Guidi, Presidente di Anie Energia, e di Maurizio Delfanti, Amministratore Delegato di RSE.
“La collaborazione tra Anie Energia e RSE è diventata un elemento strutturale della nostra attività associativa. Abbiamo iniziato alcuni anni fa sul tema dell’accumulo elettrochimico – ha dichiarato Guidi – e arriviamo oggi a presentare la prima edizione del Libro Bianco sull’idrogeno. Mi piace sottolineare l’approccio pragmatico che da sempre caratterizza i nostri lavori condivisi e che attraverso la presentazione di casi di studio definisce meglio il perimetro nel quale ad oggi il vettore idrogeno è da ritenersi già competitivo”.
“L’analisi proposta in questo volume da RSE e Anie, l’ultima di un percorso di studio congiunto avviato da tempo, mette in luce la progressiva importanza del vettore idrogeno per il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione. Le attività condotte da RSE sul tema idrogeno, a partire dalla Ricerca di Sistema, seguono un approccio applicativo, che suscita l’interesse degli operatori, nella traiettoria che conduce al net zero entro il 2050. È proprio in questo contesto che si inseriscono le esigenze di sviluppo di realizzazione di infrastrutture che consentano al nostro Paese di farsi trovare pronto alle sfide con cui dovremo misurarci nei prossimi anni”, ha commentato l’Amministratore Delegato di RSE.
Il volume esplora le motivazioni che giustificano il ricorso all’idrogeno, le possibili filiere di produzione, trasporto e utilizzo, i relativi costi, le criticità da affrontare sul piano finanziario, legale e regolatorio, aprendo un focus su diversi casi studio ed esplorando le tecnologie sviluppate, gli scenari di sviluppo e gli ambiti di intervento necessari per l’utilizzo di questo vettore.
“Un aspetto in particolare che abbiamo cercato di approfondire è quanto il settore industriale italiano sia in grado di svilupparsi in questa direzione, evitando i meccanismi di dipendenza da tecnologie importate. È evidente che esiste una struttura industriale già abbastanza sviluppata, e che inoltre sta muovendosi verso una crescita dimensionale e una maggiore integrazione produttiva, favorita anche dai meccanismi di finanziamento del PNRR” ha commentato Luigi Mazzocchi, Direttore del Dipartimento Tecnologie di Generazione e Materiali di RSE.
“Per Anie quello dell’idrogeno è un tema da approfondire da un punto di vista tecnico, regolatorio ed economico. Nel documento presentato oggi si evidenziano chiaramente quali sono gli ambiti di intervento già pronti ad accogliere l’idrogeno prodotto da fonti rinnovabili, come ad esempio i settori hard-to-abate o alcune applicazioni nel comparto dei trasporti; e quali invece restano gli ambiti più prospettici dove mancano ancora l’economicità e regole chiare e dove la tecnologia deve ancora maturare, come ad esempio il sector coupling o l’utilizzo delle infrastrutture di distribuzione gas esistenti per veicolare l’idrogeno”, ha spiegato Fabio Zanellini, Responsabile Commissione Tecnica di Anie Energia, intervenuto insieme a Stefano Socci, membro della Commissione Tecnica di Anie Energia.
L’incontro è stato anche l’occasione per un vivace dibattito con gli stakeholder, Istituzioni, esperti del settore, mondo industriale e le sue associazioni. Sono intervenuti, moderati da Luigi Mazzocchi: Claudio Marcantonini di Arera, Xavier Rousseau di Snam, Ruggero Bimbatti di Italgas, Cristina Maggi di H2IT, Agostino Re Rebaudengo di Elettricità Futura, Maurizio Stucchi di Anie, Flavio Bregant di Federacciai e Renato Migliora di Federchimica. Un momento di approfondimento utile per mettere a confronto la visione dei principali portatori d’interesse sul tema idrogeno, esaminandone le possibilità di sviluppo per l’industria italiana.
A Mauro Mallone, Direttore Generale Incentivi Energia del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, è stata quindi affidata la parte conclusiva dell’evento, con uno specifico focus sulla strategia italiana ed europea. “Il Ministero dà particolare importanza allo sviluppo del vettore idrogeno e ne promuove produzione e utilizzo, alla luce degli ambiziosi obiettivi di decarbonizzazione – ha dichiarato Mallone – ma anche per contrastare i problemi connessi agli approvvigionamenti energetici. Gli approfondimenti veicolati da RSE e Anie sono particolarmente utili non solo agli investitori, ma anche e soprattutto ai policy maker. Noi ci muoviamo con la dovuta prudenza, cercando tuttavia di accelerare lo sviluppo di tecnologie e accompagnando le scelte che compiono gli operatori”.
Secondo la strategia definita dal Ministero, solo il PNRR destina 3,6 miliardi di euro allo sviluppo della filiera dell’idrogeno. Tra le novità annunciate nel corso dell’evento dall’esponente del Mase, gli esiti della risposta di Regioni e Province autonome al bando hydrogen valleys, che stanzia 450 milioni di euro: il risultato relativo alle 15 Regioni, che per prime hanno portato a termine il bando, corrisponde a proposte di valore ben superiore al budget disponibile; segnale di grande fermento e interesse sul tema.
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