Nasce la Banca Dati Italiana di Lca per la valutazione della qualità ambientale - Energia Plus

Nasce la Banca Dati Italiana di Lca per la valutazione della qualità ambientale

Pubblicato il 7 febbraio 2014

Per le imprese europee la qualità ambientale dei prodotti e dei servizi, ma anche delle organizzazioni, è ormai diventata un elemento fondamentale di competitività. Per valutare la qualità ambientale la metodologia più utilizzata è la Valutazione del Ciclo di Vita (Life Cycle Assessment, Lca) che considera l’intero ciclo di vita di un prodotto, dall’estrazione delle materie prime alla produzione e all’uso fino al riutilizzo e allo smaltimento di rifiuti, valutando gli effetti dell’intera filiera sulla salute umana, gli ecosistemi e le risorse naturali.

Le informazioni sull’impatto di prodotti e servizi sull’ambiente devono essere fornite con nuove modalità, basate sull’elaborazione di una rilevante quantità di dati di assoluta affidabilità. Per far fronte a questa esigenza è stato realizzato un apposito Network, il Life Cycle Data, che si propone di collegare in rete banche dati europee e non, che utilizzano analoghi criteri di qualità e di coerenza metodologica. Il network, che è stato sviluppato da Jrc, Joint Research Center, e dalla DG Ambiente della Commissione Europea, nell’ambito della politica europea per l’uso efficiente delle risorse, è stato presentato ieri a Bruxelles, nell’ambito delle azioni previste dalla Comunicazione del 2013 “Un mercato unico per i prodotti verdi”, e in risposta alle strategie europee per il 2020.

Per l’Italia, è stato realizzato dal Ministero dell’Ambiente, con il supporto tecnico e scientifico dell’Enea, un dimostrativo di Banca Dati Italiana di Lca, che riguarda per ora il settore agroalimentare, e che costituisce il primo nucleo nazionale del Life Cycle Data Network.

Prendono parte all’iniziativa aziende italiane attente nella valutazione della qualità ambientale dei propri prodotti e che mettono a disposizione i propri dati, come Eridania, Granarolo, Coop Italia, San Benedetto.

Paolo Masoni, ricercatore dell’Enea che ha collaborato al progetto con il suo team, sottolinea che: “L’Enea è da tempo impegnata a favorire la diffusione della metodologia Lca e con la realizzazione del nodo italiano del Life Cycle Data Network, ha constatato l’impegno e la volontà delle imprese nazionali a contribuire alla costituzione di una banca dati nazionale di Lca, anche con la partecipazione di competenze tecniche specialistiche”.

 

Enea: http://www.enea.it



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