Ottimizzazione della filiera primaria e secondaria del rifiuto
La raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani rappresentano un importante problema nella società contemporanea, non solo a causa degli impatti sociali ed ambientali, ma anche per effetto dei costi elevati. L’Italia si colloca ai primi posti tra i produttori europei di rifiuti, con una produzione annua di oltre 600 kg di rifiuti urbani per abitante e quasi 400 kg di rifiuti industriali per abitante; la dimensione e la complessità del fenomeno sono associate a costi estremamente rilevanti, pari ad oltre 200 euro pro capite.
La complessità del problema ben si presta ad essere affrontata con tecniche di ottimizzazione sviluppate nel campo della Ricerca Operativa, una moderna disciplina della matematica applicata che fornisce strumenti per formulare e risolvere problemi caratterizzati da risorse limitate e vincoli di varia natura con l’obiettivo di massimizzare una funzione di prestazione o minimizzare una funzione di costo. A partire dalla seconda metà del XX secolo le metodologie della Ricerca Operativa (ottimizzazione matematica, teoria dei grafi e delle code, simulazione numerica, teoria dei giochi …) hanno avuto un enorme sviluppo e gli strumenti di ottimizzazione hanno trovato larga diffusione in moltissimi settori applicativi, tra i quali uno dei principali è proprio la pianificazione e gestione di reti logistiche. Nel caso specifico, il modello di ricerca operativa consente di definire la migliore strategia di pianificazione tenendo conto dei vincoli e del fatto che le variabili rilevanti ai fini della pianificazione sono stocastiche, ovvero possono variare nel tempo.
Optit, spin-off accademico dell’università di Bologna, opera dal 2007 nello sviluppo di soluzioni e servizi che integrano competenze modellistiche, tratte dalla ricerca operativa, con risorse provenienti dalla consulenza direzionale e con un team di sviluppo SW su standard industriali. Alla luce dell’esperienza maturata nel settore dei rifiuti, il tema in questione viene articolato su due livelli: la logistica primaria, che riguarda l’ottimizzazione dei percorsi di raccolta stradale dei RSU e delle frazioni differenziate e la logistica secondaria, che affronta il problema di allocare i flussi di rifiuti (urbani e industriali)) prodotti sul territorio rispetto alla complessa rete di impianti di trattamento utilizzati.
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