Ifat: il valore economico ed ecologico del riciclo
Le aziende dell’industria mondiale delle tecnologie per l’ambiente sono sempre più impegnate a fornire nuove soluzioni per il riciclo che rispondano alle direttive politiche e alle condizioni economiche generali. Il prossimo anno il palcoscenico più prestigioso sarà Ifat, il salone internazionale di tecnologie per l’ambiente che si svolgerà a Monaco di Baviera dal 30 maggio al 3 giugno. Su una superficie di 230.000 m2, oltre 3.000 espositori forniranno una panoramica globale delle soluzioni e prospettive tecniche provenienti da tutto il mondo. La straordinaria risposta degli espositori, oltre a dimostrare la grande importanza che il settore attribuisce a Ifat, conferma che il settore delle tecnologie ambientali ha un potenziale enorme.
La gestione dei rifiuti nell’Unione Europea (UE) migliora costantemente, ma l’economia continua a essere privata di ingenti quantità di potenziali materie prime secondarie. È questa la premessa del lavoro della Commissione Europea, che sta studiando un nuovo pacchetto per la cosiddetta Circular Economy. Il pacchetto per l’economia circolare prevede sostanzialmente una nuova roadmap per la prevenzione e il riutilizzo dei rifiuti e la formulazione di obiettivi di riciclo a lungo termine.
Martin Faulstich, presidente del comitato di esperti tedeschi per le questioni ambientali, è fra i fondatori della Circular Economy Coalition for Europe (CEC4Europe). Il sodalizio fra ricercatori e imprese in diversi Stati membri dell’UE vuole orientare l’azione della Commissione Europea in una direzione efficace dal punto di vista ecologico e sensata in termini economici, con dati, fatti e proposte che abbiano fondamento scientifico. “Per quanto riguarda il riciclo, ad esempio, l’attuale focalizzazione del dibattito pubblico e dell’azione normativa sui rifiuti solidi urbani è fuorviante – afferma Faulstich -. Questi rifiuti rappresentano circa il 10% del volume complessivo di rifiuti prodotti in Europa ogni anno. Se però si considera solo il ‘deposito antropogenico’ dei materiali presenti in edifici, infrastrutture e prodotti, attualmente utilizzati ma destinati a trasformarsi in rifiuti, si ottiene un potenziale di riciclo centinaia di volte superiore.“
Gli esperti di CEC4Europe vogliono valutare non solo l’offerta, ma anche la domanda, come spiega Faulstich: “Se vogliamo sviluppare un’economia circolare strategica per tutta l’Europa, dobbiamo puntare l’attenzione sul futuro fabbisogno di materie prime dell’industria europea.”
Anche Ifat, accanto al comparto consolidato dei rifiuti solidi urbani, si occupa da tempo del riciclo di grandi flussi, ad esempio i rifiuti dell’attività edilizia e produttiva in generale. Il salone mette in primo piano anche le novità relativa a categorie di rifiuti più piccole ma difficili da sfruttare e ricche di materiali preziosi, come le automobili e i rifiuti elettronici.
Silvia Fritscher, Project Manager di Ifat, anticipa: “Anche alla prossima edizione gli espositori potranno scoprire le ultime novità sul riciclo di auto e materiali grazie a dimostrazioni dal vivo organizzate nell’area esterna del centro fieristico di Monaco di Baviera.” A questo si aggiungeranno nuovi concetti di riciclo per risorse finora poco o per nulla considerate. Con molti argomenti e un potenziale enorme, Silvia Fritscher guarda con grande attesa alla prossima edizione di Ifat: “Dal mercurio nei monitor alle terre rare nei magneti permanenti, dai rifiuti di amianto alle scorie dei termovalorizzatori, dai refrigeranti e coadiuvanti nei vecchi frigoriferi ai metalli preziosi nelle acque reflue industriali… non vediamo l’ora di scoprire tutte le novità che verranno presentate a Ifat 2016.“
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