Biomasse solide per l’energia
Le biomasse solide per l’energia sono un settore industriale da tutelare. Sottosegretario Castiglione: “Continueremo a lavorare per il bene della filiera”
Quali sono per il nostro Paese i benefici derivanti dalla produzione di energia da biomasse solide? E qual è il futuro di questo comparto con l’eventuale approvazione del nuovo decreto Fer? Questi sono solo alcuni dei temi discussi a Roma, presso la Sala degli Atti Parlamentari del Senato, nel corso del convegno “Biomasse solide per l’energia: un settore industriale da tutelare”, promosso dal neo Comitato Energia da Biomasse Solide, che raggruppa oltre 17 operatori del settore per un totale di 24 impianti attivi in tutta Italia e una potenza complessiva di circa 350 MW.
A introdurre il dibattito, Simone Tonon, portavoce del Comitato Ebs: “Le prospettive di crisi per il settore sono sempre più concrete con l’avvicinarsi del 1 gennaio 2016. Senza un deciso intervento di adeguamento tutto il comparto, e in particolare la filiera di approvvigionamento della biomassa, collasserà. La speranza è che questo convegno possa sensibilizzare e far emergere le soluzioni, in linea con le nuove disposizioni europee, che consentano agli operatori di continuare a esercitare”.
Durante il primo tavolo – dal titolo “Il ruolo delle biomasse nel comparto agricolo, ambientale ed energetico” – Corrado Clini, Vicenzo Pepe (FareAmbiente), Giovanni Riva (Università Politecnica delle Marche), Donato Rotundo (Confagricoltura) e Andrea Zaghi (Assorinnovabili), hanno fatto il punto, con Gabriele Masini di Staffetta Quotidiana, sull’importanza del ruolo ricoperto dalle biomasse sia per la filiera agricola italiana sia per la tutela ambientale.
Nel secondo panel – “Il futuro delle biomasse in Italia: scenari e prospettive” – moderato da Antonio Satta di MF, esponenti del mondo politico e istituzionale, tra cui Ignazio Abrignani, Mauro Libè, Paolo Tancredi e Simone Valiante, hanno delineato il futuro di questo settore seriamente messo a rischio dal cambio del regime tariffario, previsto dal nuovo decreto ministeriale su cui si attendono i pareri della Conferenza Unificata.
Aldo Di Biagio, Vicepresidente Commissione Territorio, Ambiente, Beni Ambientali del Senato – tramite una nota – ha così commentato: “Conosco le criticità che si prospettano a seguito dell’avvio del nuovo sistema di tariffe. Per tale motivo auspico una soluzione strutturale alla situazione del comparto che salvi l’occupazione, diretta e indiretta, e gli investimenti realizzati. Come Vicepresidente della Commissione Ambiente del Senato mi impegnerò perché si possa predisporre un intervento, anche di carattere normativo, che introduca delle misure che consentano di riequilibrare i margini di redditività del settore, consentendone, in tale modo, la sopravvivenza ed evitando di mettere in pericolo anche i profili occupazionali”.
Mentre Giuseppe Castiglione, Sottosegretario di Stato alle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, ha concluso il convegno dichiarando che: “Questa questione non è liquidabile con un tweet. È necessaria una politica forte a tutela di una filiera che genera economia reale. Dobbiamo dare al decreto una dimensione più larga e fare scelte oculate. In un momento in cui tutte le Regioni stanno avviando la nuova programmazione, avremmo dovuto fare scelte politiche piuttosto che burocratiche. Oggi c’è un problema reale di politica e di scelte, ed è necessaria una sollecitazione trasversale anche a livello parlamentare. Bisogna trovare le risorse che servono per ricomporre e dare una risposta a un settore che potrebbe andare in seria difficoltà. Mi metto a disposizione e il mio impegno oggi è quello di continuare a lavorare a questo tavolo”.
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