Cosa insegna quello che sta accadendo in Giappone?
Il tallone d'Achille di tutti i reattori, compreso l'EPR che dovremmo costruire in Italia, rimane il raffreddamento che va garantito in qualsiasi condizione, terremoto, maremoto o siccità che sia
Da cinque giorni siamo incollati ad internet, sui siti dell’azienda elettrica di Tokio (la Tepco), su varie agenzie giapponesi (tipo Daily-Yamiuri), su quello della World Nuclear Association e sul sito dell’Agenzia Atomica Internazionale. Preoccupati per lo spaventoso cataclisma che ha colpito il Giappone e per i suoi effetti su ciò che l’uomo ha creato.
Le notizie delle due centrali di Fukusima (Daichi e Daini), sono arrivate a spizzichi e bocconi: sul nucleare la linea seguita è da sempre quella di minimizzare e tranquillizzare; le evoluzioni sono sempre annunciate a posteriori. Così all’inizio tutto sembrava a posto con i reattori regolarmente spenti e sotto controllo, poi si è saputo che i soliti generatori si erano bloccati ed è iniziata la solita via crucis degli impianti di raffreddamento.
Un reattore è paragonabile alla caldaia di un normale gruppo termoelettrico con una differenza fondamentale: se in quest’ultima si chiude il flusso del combustibile (carbone, metano o olio combustibile che sia), la caldaia si spegne; un reattore invece ha il combustibile e i sottoprodotti di fissione dentro di sé e anche se la reazione viene spenta, inserendo le apposite barre di controllo, continua a produrre calore e se non si continua a raffreddarlo può fondere. Le stesse barre di combustibile esaurito, una volta tolte dal reattore, rimangono per anni immerse nelle piscine prima di essere trattate.
Pertanto il tallone d’Achille di tutti i reattori, compreso l’EPR (Evolutionary Preassurized Reactor) che dovremmo costruire in Italia, rimane il raffreddamento che va garantito in qualsiasi condizione, terremoto, maremoto o siccità che sia. Gli EPR non hanno risolto il problema, semplicemente hanno quattro pompe invece di una.
In Giappone, la situazione dopo la prima giornata, è apparsa subito seria e quando si è avuto notizia che il nocciolo del rettore uno si era surriscaldato al punto da dissociare l’acqua e produrre l’idrogeno che poi è esploso. Quando si è arrivati a prendere in considerazione la possibilità di irrorare i reattori con acqua di mare si è avuta la certezza che la situazione era tragica perché se si arriva a quel punto significa che si da ormai per persa la centrale.
La notizia che le barre di combustibile erano rimaste all’asciutto ha fatto capire che era probabile almeno una parziale fusione del nocciolo perché una barra, che contiene combustibile e scorie che decadono producendo inevitabilmente del calore, se non è raffreddata prima o poi fonde rilasciando uranio e plutonio nel flusso acqua-vapore. Vapore e gas radioattivi che a più riprese erano già stati rilasciati all’esterno per evitare che la pressione eccessiva facesse esplodere tutto (in un BWR il ciclo acqua-vapore è unico e passa dal reattore alla turbina).
Cosa insegna quello che sta accadendo in Giappone? In verità nulla. Nulla perché si sapeva e si sa che il nucleare è una tecnologia a rischio. Si sa e si sapeva che un reattore è un guscio d’uovo da proteggere con cura infinita da qualsiasi agente della natura e si sa e si sapeva che siamo deboli e vulnerabili quando la natura mostra la sua forza. Si sa e si sapeva che le scorie nucleari vanno difese con altrettanta cura per migliaia di anni e saranno pure poche quantitativamente rispetto alla montagna di rifiuti che produciamo, ma ciò nulla toglie alla loro pericolosità.
Le discussioni teoriche e accademiche sono sterili. Ciò che è ora importante, nel nostro Paese, è valutare con attenzione su quale futuro scenario energetico puntare, valutare il rischio connesso a ogni scelta, senza dimenticare che per raggiungere qualsiasi risultato è fondamentale avere dalla gente una risorsa chiamata consenso.
di Roberto Meregalli
Contenuti correlati
-
Vertiv rafforza le capacità dei sistemi di raffreddamento a liquido con l’acquisizione di Strategic Thermal Labs
Vertiv annuncia di aver acquisito Strategic Thermal Labs LLC, società specializzata in tecnologie avanzate di raffreddamento a liquido. L’acquisizione amplia la strategia “thermal-chain” di Vertiv rafforzando le capacità ingegneristiche a livello di interfaccia tra il raffreddamento a...
-
Vertiv acquisisce ThermoKey ampliando la gamma di soluzioni per la dissipazione del calore
Vertiv ha siglato un accordo per acquisire ThermoKey SpA, azienda attiva nelle tecnologie di dissipazione e scambio termico con relazioni consolidate con OEM e system integrator. L’operazione rientra nel costante impegno di Vertiv nell’investire in soluzioni di...
-
Vertiv e Caterpillar annunciano una collaborazione per l’ottimizzazione energetica nei data center AI
Vertiv e Caterpillar hanno annunciato la firma di un impegno strategico per collaborare su soluzioni avanzate di ottimizzazione energetica per i data center. L’iniziativa integrerà il portfolio di distribuzione di energia e raffreddamento di Vertiv con i prodotti...
-
OVHcloud lancia dei sistemi di raffreddamento innovativi basati sull’IA, capaci di bilanciare efficienza e sostenibilità dei data center
OVHcloud, player globale del cloud, presenta una nuova architettura di raffreddamento per i propri data center. Lo Smart Datacenter di OVHcloud combina nuovi design industriali con funzionalità di intelligenza artificiale, riducendo sia il consumo di energia sia...
-
Rittal presenta le nuove varianti di chiller Blue e+ per industria, rinnovabili e IT
Rittal ha ampliato ulteriormente la proposta di soluzioni di raffreddamento a liquido della sua serie di chiller Blue e+ per l’industria e l’IT, concentrandosi su refrigeranti conformi al regolamento F-Gas, idonei per le future applicazioni. Per questa collaudata...
-
Sistemi di alimentazione e raffreddamento per l’infrastruttura dei data center
La progressiva complessità delle implementazioni ad alta densità evidenzia i limiti di un’infrastruttura frammentata. Secondo IDC, la spesa globale per l’hardware per AI dovrebbe raggiungere i 258 miliardi di dollari entro il 2028 (Grafico 1). Anche l’efficienza energetica...
-
Emergenza idrica: ridurre i consumi di acqua nei processi industriali
L’impegno nella sostenibilità ambientale è oggi una delle priorità delle imprese che devono investire nello sviluppo di processi produttivi con basse emissioni e ridotto utilizzo dell’ acqua. Le aziende industriali, infatti, che la utilizzano nei lavaggi degli...
-
Energia da fusione nucleare: progetti e prospettive
Il nucleare da fusione potrebbe produrre energia pulita, sicura e illimitata: di questo si parla da anni, ma a che punto siamo? Leggi l’articolo
-
Unità di raffreddamento Blue e+ dynamic cooling units da Rittal per il navale
Rittal ha ulteriormente migliorato le unità di raffreddamento della serie Blue e+ per gestire i carichi dinamici sperimentati in alto mare. Per la prima volta, Rittal include nel proprio portafoglio prodotti unità di raffreddamento testate DNV per...
-
Garantire un clima favorevole con il software di climatizzazione RiTherm
Le buone condizioni climatiche sono essenziali all’interno di un armadio elettrico. Tuttavia, sia l’elettronica che coloro che la gestiscono hanno bisogno di qualcosa in più, viste le opportunità offerte dalla digitalizzazione, deve essere possibile progettare liberamente le...











