Industria della carta: Aveva guida le aziende verso digitalizzazione e sostenibilità
Dall’efficienza energetica alla manutenzione predittiva, le soluzioni AVEVA per l’evoluzione digitale del settore sono state presentate al Congresso Annuale Aticelca 2025
L’industria cartaria italiana è chiamata oggi a rispondere a sfide sempre più complesse: contenimento dei costi energetici, sostenibilità ambientale e continuità operativa. In questo contesto, la trasformazione digitale diventa una leva strategica. Aveva ha illustrato il proprio contributo all’evoluzione digitale del settore della carta in occasione del Congresso Annuale Aticelca 2025 nella cornice di Villa Luppis a Pasiano di Pordenone.
Le soluzioni di Aveva per il mondo della carta
Con lo speech “Digitalizzazione e sostenibilità nell’industria della carta: produzione e asset sotto controllo con Aveva”, Flaminia Francioni, account manager di Aveva, e Roberta Rossetti, senior consultant pre-sales di Aveva, hanno condiviso esperienze concrete e risultati ottenuti da importanti player internazionali, come Ence e WestRock, che hanno adottato le soluzioni AVEVA per ottimizzare i propri processi produttivi e ridurre l’impatto ambientale.
Una roadmap basata sui dati: i tre pilastri della digitalizzazione industriale
La prima parte dell’intervento si è focalizzata sulle fasi necessarie per avviare un percorso efficace di digital transformation nell’industria cartaria: fondazione del dato, visualizzazione contestualizzata, analisi avanzata e supporto decisionale strategico.
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Creare una base per la standardizzazione e la qualità dei dati
Un’infrastruttura digitale solida consente di raccogliere l’enorme mole di dati industriali grezzi provenienti da più fonti, come sensori, strumenti e macchinari e tradurli in tempo reale in informazioni utili a migliorare la produzione.
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Visualizzazione e monitoraggio operativo in tempo reale
Per essere leggibili e dare indicazioni utili all’azienda per intervenire sui processi operativi, i dati standardizzati devono essere visualizzabili in una modalità chiara e immediata. Attraverso dashboard operative e strumenti di visualizzazione, gli operatori possono monitorare i parametri critici e rilevare in tempo reale eventuali anomalie o malfunzionamenti.
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Analisi predittiva e ottimizzazione del processo
Una volta trasformati i dati in informazioni leggibili dagli operatori, è possibile aggiungere ulteriori livelli di digitalizzazione con software specifici che, attraverso modelli di analisi avanzata, possono migliorare le prestazioni e la sostenibilità produttiva, intervenendo sulla manutenzione e sui consumi energetici.
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Supporto decisionale strategico
Le informazioni e gli insight ottenuti da una corretta raccolta e visualizzazione dei dati lungo l’intera supply chain, mettono il management nelle condizioni di prendere decisioni più consapevoli a livello strategico, a livello di sostenibilità economica, costi, consumi e performance.
Casi di successo: Ence e WestRock
Ence, azienda attiva in Europa nella produzione di cellulosa da eucalipto, ha implementato una piattaforma unificata per monitorare e gestire i dati di processo, ambientali ed energetici e ottimizzare i processi produttivi e ambientali.
L’obiettivo era ottimizzare la produzione da biomassa, ridurre l’impatto ambientale e migliorare la gestione delle risorse idriche. Grazie alla raccolta dati in tempo reale e a modelli predittivi resi disponibili dalla piattaforma Aveva, Ence ha anticipato criticità ambientali, ridotto le emissioni del 15%, risparmiato 1.500 MWh per impianto e azzerato i giorni di fermo estivo nel 2024. I modelli predittivi, integrati nelle attività quotidiane, consentono interventi operativi tempestivi, aumentando efficienza e resilienza.
Anche WestRock, tra i principali produttori di carta e packaging al mondo attivo con oltre 30 stabilimenti in Nord e Sud America, ha costruito un’infrastruttura digitale, solida e condivisa, per standardizzare la raccolta e l’analisi dei dati.
Grazie a dashboard dinamiche in grado di evidenziare indicatori per il monitoraggio di KPI come l’efficienza di lavaggio della polpa, il consumo di agenti chimici e la frequenza dei fermi macchina, e all’analisi dei dati storici, è stato possibile costruire modelli predittivi per identificare in anticipo irregolarità nel comportamento delle pompe e dei macchinari di rivestimento carta. L’adozione di questo approccio digitale graduale ha consentito all’azienda di risparmiare fino a 100 ore uomo al mese per impianto.
“Il percorso verso una cartiera connessa, sostenibile e resiliente oggi è una realtà, grazie alla valorizzazione dei dati operativi” spiega Francioni. “La transizione digitale non è più una scelta opzionale, ma una leva strategica per affrontare un contesto industriale in continua evoluzione. L’industria cartaria italiana, forte di un know-how tecnico e di una solida tradizione manifatturiera, ha ora l’opportunità di guidare questa trasformazione verso un minor impatto ambientale e una maggior efficienza operativa e competitività”.
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