Dal cantiere ai parchi urbani: come la security intelligente abilità città e imprese smart
Per decenni il concetto tradizionale di sicurezza è rimasto ancorato all’immagine di un perimetro fisso: delle mura, una recinzione, cancelli sorvegliati. Si è trattato di un modello efficace finché le aziende operavano principalmente all’interno di strutture ben definite. Oggi, questa immagine è pericolosamente obsoleta. Il business moderno non ha più confini netti. Le operazioni si estendono in contesti dinamici, remoti o temporanei, dissolvendo di fatto il perimetro tradizionale e creando vaste “zone d’ombra” dove asset di valore e personale sono esposti a rischi crescenti, sia fisici che cyber.
La continuità operativa oggi non si difende costruendo muri più alti, ma estendendo le capacità di intelligence e supervisione ovunque si trovi il business.
La risposta a questa nuova realtà non può essere statica, ma deve essere mobile, autonoma e intelligente. È per affrontare queste sfide che sono state ingegnerizzate soluzioni di nuova generazione come le torri di videosorveglianza mobili dotate di intelligenza artificiale (AI). Sono soluzioni che rispondono a necessità decisamente concrete in settori anche molto distinti tra loro, trasformando potenziali punti deboli in elementi di forza.
1. Il cantiere digitale: dalla prevenzione dei furti alla sicurezza sul lavoro
Un cantiere edile rappresenta un ambiente intrinsecamente dinamico e ad alto rischio. Non è solo un bersaglio per furti di materiali e atti vandalici, ma è anche un luogo dove la sicurezza delle persone deve essere la priorità assoluta. Secondo dati INAIL, il settore delle costruzioni è storicamente tra i più critici per l’incidenza di infortuni.
In questo contesto, l’Associazione Infrastrutture Sostenibili (AIS) ha evidenziato come la “digitalizzazione del cantiere” sia una leva fondamentale per creare un modello virtuoso di sicurezza. Una soluzione di sorveglianza mobile e autoalimentata risponde a questa doppia esigenza. Durante il giorno, la sua videoanalisi AI diventa uno strumento proattivo di salute e sicurezza, in grado di verificare la presenza e l’utilizzo corretto da parte dei lavoratori di Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) o di inviare un allarme immediato in caso di “uomo a terra”, accelerando così i soccorsi. Di notte, la stessa tecnologia previene le intrusioni, proteggendo materiali e macchinari. La sicurezza, quindi, smette di essere un costo passivo e diventa uno strumento attivo di gestione del rischio operativo.
2. Infrastrutture energetiche remote: proteggere gli asset della transizione
La transizione energetica sta disseminando sul territorio asset strategici di elevato valore, come vasti campi fotovoltaici e sottostazioni elettriche. La loro importanza critica li rende un bersaglio primario per i malintenzionati. L’ultimo rapporto Clusit conferma questa vulnerabilità, mostrando come il settore Energy/Utilities in Italia sia uno dei tre più colpiti in assoluto per numero di minacce malware e attività botnet. Spesso situati in aree remote e isolate e privi di alimentazione stabile, questi siti diventano facili bersagli per furti e sabotaggi.
Per questi “perimetri dissolti”, la risposta deve essere autonoma e proattiva.
Una torre di videosorveglianza alimentata da pannelli solari garantisce un funzionamento ininterrotto 24/7. La sua videoanalisi AI, connessa via 5G a un Security Operations Center (SOC), rileva un’intrusione e permette a un operatore esperto di intervenire immediatamente, anche a chilometri di distanza. Attraverso un sistema di altoparlanti, può lanciare messaggi vocali personalizzati, attivare sirene o luci stroboscopiche. Questo deterrente attivo scoraggia l’intruso prima ancora che possa causare un danno, garantendo la protezione di asset cruciali per la nostra economia.
3. Logistica e grandi aree commerciali: ottimizzare la sorveglianza su vaste superfici
Gli hub logistici e le grandi aree commerciali presentano una sfida definita dalla loro stessa natura: superfici immense e perimetri porosi, attraversati da un flusso costante di persone e mezzi. Il recente rapporto Clusit mostra come il settore transportation/storage sia al secondo posto in Italia per numero di attacchi nel primo semestre 2025, con un aumento del 150% degli incidenti rispetto all’anno precedente.
Allo stesso tempo, il rapporto Ossif sulla Criminalità Predatoria evidenzia che i furti negli esercizi commerciali non solo sono numerosi, ma anche in crescita: nel 2023, si sono registrati 71.366 furti negli esercizi commerciali, con un incremento del 5,9% rispetto all’anno precedente. Pattugliare queste aree con ronde umane 24/7 è economicamente insostenibile e spesso inefficace. In questo caso, l’intelligenza artificiale agisce da “moltiplicatore di forze”.
La videoanalisi a bordo distingue con precisione una minaccia reale da un falso allarme, permettendo al SOC di concentrarsi solo sugli eventi rilevanti. Invece di pattugliare un’area immensa, con le inevitabili inefficienze del caso, le guardie vengono dirette con precisione solo dove e quando serve, ottimizzando le risorse e aumentando drasticamente l’efficacia della risposta.
4. Spazi urbani: sicurezza reale e sicurezza percepita
La sicurezza non è solo assenza di crimini, ma è anche e soprattutto percezione da parte dei cittadini. Come evidenziato dall’Istat, oggi il 28% degli italiani prova un senso di insicurezza nella propria zona a causa di degrado, aree isolate o scarsa illuminazione. In questi contesti, la sicurezza deve essere flessibile e visibile. Una torre di sorveglianza mobile può essere dispiegata rapidamente per monitorare un evento temporaneo, sorvegliare un’area soggetta a vandalismo o semplicemente creare una “Safety Zone” illuminata e percepita come sicura. La sua sola presenza fisica funge da deterrente psicologico immediato, mentre l’analisi AI garantisce un intervento efficace in caso di necessità, agendo sia sulla sicurezza reale che su quella percepita e contribuendo alla riqualificazione degli spazi urbani.
Il futuro della sicurezza è convergente e intelligente
Questi differenti scenari dimostrano come l’era della sicurezza puramente perimetrale sia finita. L’innovazione non risiede in una singola tecnologia, ma nella convergenza strategica di molti elementi: autonomia (mobilità e indipendenza energetica), intelligenza (l’analisi AI che comprende il contesto), supervisione umana esperta (il SOC che prende la decisione finale) e processi dettagliati (utili nella configurazione della soluzione e risposta alle minacce).
Le aziende e le comunità vincenti saranno quelle che adotteranno un modello di protezione proattivo, intelligente e diffuso, in grado di seguire il business e la vita sociale ovunque essi si svolgano. L’integrazione di fisico e digitale diventa quindi una necessità operativa per garantire la continuità e la resilienza in un mondo senza più perimetri fissi.
Di Nico Paciello, Marketing & Communication Manager di Axitea
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