Panasonic accompagna San Benedetto nella sua trasformazione digitale
Oltre 100 Paesi, più di 2.000 dipendenti, 44 linee di imbottigliamento e capacità produttiva di 4,6 miliardi di bottiglie: sono solo alcuni dei numeri che fanno di San Benedetto la prima società italiana nel comparto del beverage. L’azienda, nata nel 1956 con il primo stabilimento a Scorzè, è stata la prima in Italia a lanciare contenitori in PET in diversi formati nel 1980; da allora, la sua storia è improntata all’innovazione, di pari passo con il valore della tutela ambientale, che nel 2009 ha portato San Benedetto a siglare il primo accordo con il Ministero dell’Ambiente. Nel 2013 nasce invece il progetto Ecogreen, con una gamma di bottiglie innovative dedicate a chi ama la natura e che rispettano l’ambiente, realizzate con plastica rigenerata e con il 100% delle emissioni di CO2 eq compensate.
Nell’ottica di questo impegno a favore dell’ambiente, il gruppo ha recentemente dotato di 65 tablet Toughbook FZ-A2 Panasonic i propri addetti alla linea di produzione, con l’obiettivo di digitalizzare i processi produttivi e ridurre l’utilizzo della carta. Leggero e sottile, il Toughbook FZ-A2 è un tablet fully rugged da 10,1’’ con sistema operativo Android. Privo di ventola, è dotato di un’ampia gamma di interfacce business personalizzabili e di opzioni per la connettività, che permettono di adattarlo a necessità specifiche. Dispone di batteria removibile in grado di assicurare operatività per un intero turno di lavoro o addirittura per tutto il giorno (grazie alla batteria hot swap opzionale), è testato per cadute da 1,2m ed è certificato con rating IP65 per la resistenza a polvere e acqua; può inoltre lavorare in un range di temperatura tra i -10 e i +50°C.
Del Toughbook FZ-A2 gli operatori San Benedetto apprezzano in maniera particolare l’ergonomia, grazie al peso contenuto e all’hand strap resistente e facilmente regolabile, e il lettore barcode integrato, fondamentale per abbattere i tempi di controllo e gli errori di registrazione, ad esempio in fase di utilizzo delle materie prime in produzione. Il dispositivo permette inoltre al personale di operare senza soluzione di continuità, grazie alla resistenza agli urti, alla lunga durata della batteria e alla possibilità di lavorare in ambienti con umidità elevata.
“Il gruppo San Benedetto non è attento soltanto alla salute dei suoi clienti, ma anche a quella dell’ambiente in cui opera. In 4 anni sono state ridotte le emissioni di gas effetto serra del 20,3% per la produzione della linea Ecogreen, pari alla CO2 assorbita in un anno da 167.400 piante, grazie a importanti scelte come l’utilizzo fino al 50% di plastica rigenerata sulle nostre bottiglie,” ha commentato Matteo Boatto, Senior Buyer di San Benedetto. “Panasonic non solo ci permette di salvaguardare l’ambiente, risparmiando tonnellate di carta ogni anno, ma anche di avere sotto controllo e rispettare gli altri standard di qualità che garantiscono al gruppo San Benedetto di essere leader nel mercato del beverage”.
“Siamo davvero orgogliosi di poter contribuire all’impegno di San Benedetto in termini di salvaguardia dell’ambiente, tema molto caro anche a Panasonic,” racconta Federico Padovani, Regional Marketing Manager per l’Italia di Panasonic Mobile Solutions. “Si tratta per noi di un ulteriore riconoscimento della validità dei nostri device in ambiente produttivo, dove sono notoriamente in grado di offrire notevoli benefici, come la semplificazione dei processi e delle operazioni e l’incremento della produttività. Con San Benedetto, però, abbiamo voluto andare oltre, presentando un esempio di cooperazione virtuoso e positivo per l’ambiente, che appartiene a tutti noi”.
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