Edizione N° 33 del 15 gennaio 2008 - Energia Plus

Edizione N° 33 del 15 gennaio 2008

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Edizione N° 33 del 15 gennaio 2008


prodotti
Ciat: Aquaciat Power, refrigeratori e pompe di calore aria/acqua da 300 a 500 kW
11/01/2008 Si tratta di un prodotto “ecologico” dal costo energetico particolarmente basso. Silenzioso, è l’unico nella sua categoria a proporre un rapporto di efficienza energetica di classe B e un livello sonoro di appena 56 dB(A), a 10 m, per una potenza di 500 kW. Aquaciat Power è particolarmente indicato per la climatizzazione e il riscaldamento di edifici industriali, ma trova anche applicazioni nei processi industriali (agroalimentare, chimico ecc.).

Aquaciat Power si contraddistingue soprattutto per la sua resa energetica, frutto delle ultime innovazioni Ciat e dell’esperienza acquisita con le decine di migliaia di unità Aquaciat in funzione in tutto il mondo. Nella versione standard, il gruppo raggiunge un ESEER (European Seasonal Energy Efficiency Ratio), coefficiente di prestazione energetica stagionale che stabilisce una media sull’intero anno, di 4,39; in altri termini, ciò significa che 1 kW di energia elettrica produce 4,39 kW di energia frigorifera o termica. Questa resa è superiore del 50% a quella di qualunque altro apparecchio convenzionale di precedente generazione. Offre anche un rapporto di efficienza energetica a pieno carico, EER, di classe B, ossia del 30% migliore rispetto agli apparecchi di precedente generazione.

Per raggiungere questi livelli prestazionali, gli ingegneri di Ciat hanno integrato in questo prodotto numerose innovazioni.

Innanzitutto, il circuito frigorifero del gruppo è stato completamente riprogettato per consentire l’utilizzo di un nuovo liquido frigorigeno di prestazioni superiori: R410A, liquido ecologico di alte prestazioni. Su questi prodotti è stato inoltre integrato un nuovo scambiatore di calore a piastre saldobrasate. Il nuovo scambiatore si caratterizza per la sua geometria assolutamente originale in grado di assicurare il miglior compromesso tra scambio termico ed efficienza energetica.

Gli esperti Ciat hanno anche sviluppato un sistema di regolazione elettronica in tempo reale, Connect, che calibra costantemente le risorse utilizzate dal gruppo in funzione delle esigenze di utilizzo. Associato a un montaggio in parallelo dei compressori, tale sistema permette, ad esempio, di realizzare una gestione multi piano di questi ultimi in modo da adattare permanentemente la potenza fornita ai bisogni reali. È sempre il sistema Connect che provvede alla regolazione precisa del regime dei ventilatori (nuova generazione a consumo ridotto) in funzione della temperatura esterna.

Infine, per ottimizzare ulteriormente il rendimento energetico, sono disponibili, in opzione, versioni con recupero energetico, totale o parziale. Questo sistema permette di recuperare l’energia termica di scarto per riscaldare un circuito d’acqua esterno. Per il recupero di energia totale, viene montato un condensatore ad acqua a monte del condensatore ad aria su ogni circuito frigorifero che permette una produzione di acqua calda in quantità elevate fino a 50 °C. Nella versione a recupero parziale, è possibile ottenere acqua calda a 60-65 °C ma in quantità più ridotte. L’integrazione di uno scambiatore desurriscaldatore consente l’utilizzo diretto del calore dei gas di mandata dei compressori. Questo principio è particolarmente interessante per le industrie che hanno la duplice esigenza di raffreddamento e di riscaldamento dei processi. In modalità di recupero totale, è possibile aumentare l’efficienze energetica complessiva del 150%.

Aquaciat Power è particolarmente silenzioso. Caratteristica importante data la tendenza ad installare all’esterno i gruppi. I ventilatori delle batteria di condensa regolano automaticamente la portata dell’aria scaricata in funzione della temperatura esterna, caratteristica che permette di ridurre il livello sonoro nelle mezze stagioni e durante la notte (grazie al sistema di regolazione “tutte le stagioni” di Connect). Nelle versioni Low Noise e Xtra Low Noise (opzionali), i compressori sono montati su casse foniche rivestite di materiali fonoassorbenti che riducono il livello sonoro. Ogni compressore è inoltre montato su supporti antivibranti per evitare la propagazione delle onde sonore.

Per massimizzare le prestazioni ambientali di Aquaciat Power, oltre al basso consumo energetico, l’impiego degli scambiatori a piastre saldobrasate ha anche consentito di limitare al minimo la quantità di liquido frigorigeno.

Per semplificare la manutenzione, il gruppo dei componenti tecnici è raggruppato in un unico scomparto tecnico, con agevole accesso per le apparecchiature elettriche, idrauliche e frigorifere. Aquaciat Power può essere dotato, in opzione, di un modulo idraulico completo. L’apparecchio può comunicare a distanza con tutti i tipi di gestione tecnica centralizzata compatibili Modbus-Lonworks, grazie al sistema elettronico Connect.

Con le sue numerosi opzioni, Aquaciat Power è perfettamente integrabile in qualunque condizione di utilizzo.

notizie
Cambiamento ai vertici di DuPont Refrigerants
12/01/2008 Phil Bardsley, che ha preceduto Faidy nella stessa carica, assumerà il ruolo di sales and marketing manager Emea per il business Consumer and Industrial Finishes di DuPont Fluoroproducts.

Nato in Francia e laureato in ingegneria agronomica, Pascal Faidy è entrato nella business unit di DuPont che opera nel campo dell’agricoltura nel 1983, dove ha svolto numerose funzioni all’interno dell’organizzazione marketing internazionale. Dopo undici anni, è passato al business specializzato nella realizzazione di finiture per il settore automotive, dove, nei successivi otto anni, ha ricoperto la carica sia di business manager per Europa e Asia sia di marketing and strategy manager Emea. Nel 2002, Faidy ha accettato il ruolo istituzionale di sales and marketing effectiveness Project Leader, che prevede fra l’altro l’ideazione e l’implementazione di un nuovo modello di business per l’attività dei refrigeranti di DuPont.

DuPont Fluorochemicals produce e commercializza in tutto il mondo refrigeranti avanzati, utilizzando le sue conoscenze scientifiche, tecnologiche e del mercato per sviluppare materiali e soluzioni sostenibili in grado di migliorare il comfort, consentire la conservazione degli alimenti, ottimizzare i processi industriali e ridurre l’impatto sull’ambiente.

L’impianto a biogas più grande d’Europa utilizzerà un generatore Ge Energy
12/01/2008 Il generatore basato su turbina e gas Ge Energy LM2500+G4 è tarato per fornire 32 MW circa di potenza all’altitudine del sito e alla temperatura ambiente di 15 gradi. L’unità, che opererà in ciclo combinato, è in grado di utilizzare sia gas di sintesi ad alto contenuto di idrogeno (syngas), sia gas naturale. Impiegato quale combustibile principale, il syngas sarà prodotto da un sistema di gassificazione brevettato nel quale i rifiuti sono bruciati e convertiti in syngas ad alto contenuto di idrogeno all’interno di un reattore operante alla temperatura di 1.600 gradi. Al fine di rispettare i requisiti ambientali, un sistema di iniezione di acqua manterrà le emissioni di ossido di azoto (NOx) al di sotto del valore di 200 mg/Nm3.

“Il generatore Ge LM2500+G4 vanta un’eccellente flessibilità intrinseca nella scelta del combustibile. L’unità e i sistemi di combustione sono stati tarati e ottimizzati per utilizzare questo tipo di combustibile a basso potere calorifico”, ha dichiarato Charles Blankenship, general manager of Aeroderivative Business di Ge Energy. “Offrire alla centrale di Malagrotta un’unità in grado di utilizzare combustibile rinnovabile testimonia, ancora una volta, l’impegno di Ge Energy di sviluppare con i clienti sistemi eco-compatibili in grado di rispettare i requisiti specifici del sito di installazione”.

Il generatore LM2500+G4 sarà prodotto nell’impianto Ge di Houston e sarà consegnato nel novembre 2008. L’avvio delle operazioni per il nuovo impianto è previsto per giugno 2009.

Elettricità Sicura 2008: la fiera “alternativa”
12/01/2008 L’ingresso sul mercato delle fonti rinnovabili, con crescenti investimenti in ricerca tecnologica, e la maggiore attenzione al risparmio energetico da parte delle famiglie italiane ha modificato radicalmente le dinamiche che regolano il settore e conseguentemente anche quello impiantistico e progettuale. Un’attenta panoramica sui nuovi sistemi, sulle normative e sui contenuti tecnico/applicativi in tema di risparmio energetico sarà offerta agli operatori durante la prossima edizione della manifestazione Elettricità Sicura.

In quest’ottica nasce il “Progetto Erre” – Percorso delle Energie Rinnovabili e del Rendimento Energetico -, evoluzione del “Viale dell’Energia”; un’area che affiancherà, alle classiche categorie merceologiche in campo energetico (Gruppi di continuità, produzione, trasmissione, distribuzione di energia elettrica…) anche le soluzioni tecnologicamente più avanzate in tema di energie alternative e di risparmio energetico, con particolare attenzione al mercato del fotovoltaico. Inoltre, durante i tre giorni, si svilupperanno numerose sessioni formative per dare la possibilità agli operatori di approfondire argomenti relativi all’aspetto normativo, agli incentivi e a quelli tecnico/applicativi.

Informazioni rilevanti per il settore emergono da una indagine commissionata dal GSE – Gestore dei Servizi Elettrici – e condotta da IRES – Istituto di Ricerche Economiche e Sociali – sugli atteggiamenti e comportamenti delle famiglie italiane in merito alle fonti rinnovabili, al risparmio e all’efficienza energetica, che evidenzia una maggiore sensibilità da parte dei cittadini alle tematiche e alla salvaguardia ambientale.

Infatti alle famiglie italiane piace il tema delle energie alternative e del risparmio energetico: oltre la metà ritiene molto importante l’utilizzo delle fonti rinnovabili e solo il 12% afferma di esserne disinteressato; il 41,5% considera molto importante invece la riduzione dei consumi energetici e più di tre italiani su quattro adottano misure volte al risparmio energetico, soprattutto quelle circoscritte al contesto casalingo.

Buona l’informazione dei cittadini sulle fonti rinnovabili, con l’88,7% che ha sentito parlare dell’energia solare termica, l’85,9% idroelettrica, l’81,9% eolica e il 68,6% del solare fotovoltaico. La meno conosciuta risulta l’energia prodotta da biomasse/legno (57,6%).

Sempre sotto l’aspetto informativo, i consumatori mostrano una buona conoscenza sulle possibili opportunità di finanziamento e/o incentivi per l’acquisto di dispositivi per il risparmio energetico (75,6%) e per l’installazione di impianti fotovoltaici presso le abitazioni (69,4%), ma anche sulla liberalizzazione del mercato energetico (68,1%).

Relativamente alle preferenze dei consumatori sulle varie fonti energetiche, risulta che in prevalenza sono favorevoli all’impiego delle energie alternative, in particolare a quella solare (95%), idroelettrica (91%) ed eolica (85%), rispetto a quelle tradizionali quali petrolio, nucleare e carbone, indicate da meno del 30%.

Infine per il 57,1% il costo eccessivo è il principale ostacolo all’investimento nelle fonti rinnovabili, seguito da una insufficiente informazione tecnica sull’effettiva efficacia energetica (il 26,3%) e anche da un’eccessiva complessità nelle procedure burocratiche per ottenere finanziamenti iniziali, contributi e/o incentivi all’acquisto (8,7%). Notevolmente basso il numero di chi ritiene tali interventi non affidabili (1,8%) o inutili (0,7%).

Riconoscimento al ruolo di Siemens nell’ambito del risparmio energetico e della difesa ambientale
12/01/2008 L’iniziativa ha coinvolto figure diverse: qualificati studiosi del tema, aziende che promuovono soluzioni per il risparmio energetico applicato alle infrastrutture della Difesa, oltre ad alcuni rappresentanti del Governo, quali Arturo Parisi, Ministro della Difesa, Alfonso Pecoraro Scanio, Ministro dell’Ambiente e Vincenzo Visco, Viceministro dell’Economia.

Presente all’evento anche con uno spazio espositivo, Siemens ha focalizzato il messaggio sulla sua offerta di soluzioni complete in grado di ridurre i consumi energetici degli edifici aumentando l’efficienza degli impianti di riscaldamento e raffreddamento. Riducendo in questo modo l’emissione di gas serra da parte delle strutture, è possibile proporre al cliente sistemi di qualità ecocompatibili.

In quest’ottica Siemens è sostenitrice del programma della Commissione Europea (CE) denominato GreenBuilding e pensato nel rispetto dei principi stilati dal protocollo di Kyoto.
“Le minacce derivanti dal surriscaldamento del globo terrestre e il protocollo di Kyoto hanno fatto della sostenibilità ambientale uno dei principali temi affrontati da numerose grandi aziende”, ha commentato Armando Trevisi. “Il Libro Verde CE informa che gli impianti e le infrastrutture tecniche utilizzate negli edifici assorbono circa il 40% del fabbisogno energetico globale. Da qui l’urgenza di rendere più efficienti questi impianti riducendo anche le emissioni nell’atmosfera”.

Applied Biosystems e Mettler Toledo: soluzione per semplificare il flusso di informazioni
15/01/2008 Applied Biosystems e Mettler Toledo hanno comunicato la disponibilità di una soluzione integrata che si prevede migliorerà il flusso di lavoro e il trasferimento di informazioni in laboratori per numerose discipline scientifiche, comprese le industrie petrolchimiche, alimentari, chimiche e biologiche. Le aziende hanno collaborato per creare un’esclusiva soluzione tramite la quale fornire ai ricercatori operanti in questi settori il mezzo per scambiare dati tra strumenti di precisione e sistemi di gestione delle informazioni utilizzate in laboratori.

Questa soluzione unica integra perfettamente il sistema di gestione delle informazioni scambiate in laboratori Sql*Lims di Applied Biosystems con il software di gestione dati LabX di Mettler Toledo, creando la capacità di gestire dati in modo più efficiente contemporaneamente facendo risparmiare ai ricercatori tempi e costi nei processi di laboratorio giornalieri, se confrontata con l’uso di strumenti che sono comandati dal loro stesso software e che funzionano indipendentemente da qualsiasi sistema di gestione delle informazioni. A tal proposito Applied Biosystems, venderà, installerà e manutenerà i sistemi Sql*Lims e implementerà l’integrazione del software LabX.

Sql*Lims può essere utilizzato dai laboratori per gestire tutto il loro flusso di lavoro, compresi materie prime, rintracciamento campioni e raccolta dati, mentre LabX controlla tutte le bilance analitiche e di precisione come anche gli strumenti di titolazione di Mettler Toledo e gestisce i dati che essi generano. Una volta integrati, Sql*Lims preleva dati campione e, utilizzando LabX, invia tutte le istruzioni operatore alla schermata strumentazione Mettler Toledo configurata come un’interfaccia utente semplice e intuitiva, in modo che gli utilizzatori possano impiegare gli strumenti da laboratorio come di consueto. Il software guida l’operatore attraverso ogni passo di una distinta lavoro, assicurando che le procedure operative standard siano seguite così da evitare errori procedurali. Esegue complete acquisizioni e memorizzazioni dati e genera automaticamente rapporti e documentazioni per percorsi di verifica; i dati possono essere memorizzati nel database LabX e/o nel sistema Lims secondo le necessità.

Abb si aggiudica un ordine del valore di 86 milioni di dollari nel settore oil & gas in Italia
15/01/2008 L’impianto, il cui completamento è previsto nel 2010, tratterà quasi 7.000 barili di petrolio greggio e 6,7 MMScf (milioni di piedi cubici) di gas al giorno ed è parte del più grande progetto di sviluppo in campo petrolifero onshore che include un impianto di trattamento zolfo, i pozzi e un impianto di generazione di energia. Lo scopo del lavoro di Abb include l’ingegneria, l’approvvigionamento e la messa in servizio dell’impianto nonché la completa supervisione della costruzione di tutti gli impianti realizzati all’interno del progetto globale del campo petrolifero.

Inoltre Abb fornirà i sistemi di automazione, incluso il controllo distribuito (DCS) 800xA, l’emergency shut down (ESD) ed il fire and gas (F&G) per l’intero progetto, così come i sistemi elettrici per la nuova centrale.

“Questo importante ordine sottolinea la nostra capacità di realizzare forniture complete per i più grandi progetti oil & gas” ha affermato Veli-Matti Reinikkala, responsabile della divisione Process Automation di Abb.

“L’ampia esperienza di Abb nella gestione e nella fornitura di progetti oil & gas unita alla nostra vasta gamma di tecnologie e servizi, garantisce ai clienti l’approccio globale necessario per l’esecuzione di progetti complessi”.

L’Eni è una delle maggiori compagnie integrate nell’energia a livello mondiale e opera nelle attività del petrolio e del gas naturale, della generazione e commercializzazione di energia elettrica, della petrolchimica e dell’ingegneria e costruzioni.

Sì all’agricoltura sostenibile anche grazie alla chimica
16/01/2008 Agrofarma e Assofertilizzanti, le associazioni di Federchimica che rappresentano i produttori di mezzi tecnici per l’agricoltura, hanno partecipato a un’audizione parlamentare presso la Commissione Agricoltura della Camera per portare il proprio contributo all’importante dibattito in merito alle proposte di legge sull’agricoltura biologica affinché non venga ulteriormente penalizzato il settore dei mezzi tecnici nella gestione sostenibile dell’agricoltura.

Gli articoli 15 e 16 del testo unificato nell’attuale stesura prevedono infatti che il Fondo istituito con la Finanziaria 2000 (“Contributo per la sicurezza alimentare”) sia destinato unicamente alla ricerca nell’ambito dell’agricoltura biologica e al suo sviluppo, penalizzando fortemente il 95% dell’agricoltura italiana che usa i mezzi tecnici quale strumento indispensabile per una produzione sostenibile sia economicamente sia in termini qualitativi.

“La possibilità di riutilizzo di detti fondi – ha commentato Narciso Salvo di Pietraganzili, presidente di Assofertilizzanti – consentirebbe invece di mantenere un elevato grado di innovazione di prodotto e di ricercare nuove tecnologie di applicazione dei mezzi tecnici.
È oramai riconosciuto che gli obiettivi di tutela ambientale devono essere più specifici, a tal proposito – ha proseguito – le politiche industriali esistenti nonché le misure discrezionali sortiscono una maggiore efficacia rispetto a una generica tassa sugli agrofarmaci e i fertilizzanti. La vera ed efficiente riduzione del rischio si fa attraverso l’innovazione del prodotto, una migliore tecnologia applicativa, la formazione degli agricoltori, il generale miglioramento della preparazione dell’utente e l’adozione di sistemi di gestione integrata delle colture”.

Gli agrofarmaci e i fertilizzanti svolgono un ruolo importante nell’agricoltura moderna, poiché garantendo la protezione delle colture e la loro corretta nutrizione assicurano una costante fornitura di alimenti di alta qualità a prezzi accessibili per tutti i consumatori e sono pertanto indispensabili per lo sviluppo di un’agricoltura sostenibile.

Lo stesso direttore della FAO, Jacques Diouf la scorsa settimana ha affermato che “non esiste ragione di credere che l’agricoltura biologica possa sostituire i sistemi agricoli tradizionali nell’assicurare la sicurezza alimentare del mondo. Si deve certamente utilizzare l’agricoltura biologica e incoraggiarla. Essa rappresenta una crescente fonte di reddito sia per i paesi sviluppati sia per quelli in via di sviluppo, ma non si può fare a meno di un impiego prudente di input chimici per poter raggiungere la sicurezza dal punto di vista alimentare dell’intero pianeta.”

“Per questo motivo Agrofarma è impegnata affinché si sviluppi anche nel nostro Paese un approccio più sereno e condiviso al tema degli agrofarmaci – afferma Luigi Radaelli, presidente di Agrofarma – partendo dalla consapevolezza che proprio dall’agricoltura può venire una risposta decisiva alla crescente domanda mondiale di prodotti alimentari, e che come tale debba essere sostenuta in modo unitario in tutte le sue forme, a partire da quella che impiega gli agrofarmaci.

Agrofarma e Assofertilizzanti sono favorevoli a tutte quelle forme di agricoltura, tra le quali l’agricoltura biologica, che portano all’applicazione delle buone pratiche agricole e al corretto uso dei mezzi tecnici per la difesa e la nutrizione delle colture. Non è invece condivisibile la promozione di tipologie di agricoltura utili unicamente a discriminare l’agricoltura che fa un uso corretto della chimica.

In Italia la chimica mostra segni di debolezza con crescita a rischio nel 2008
16/01/2008 I dati Istat disponibili non evidenziano ancora l’impatto del cambio sulle esportazioni, che inizia a emergere nell’ultimo scorcio dell’anno. In ogni caso nei primi nove mesi dell’anno esse sono cresciute del 7,1% in valore, cioè meno della media dell’industria manifatturiera (+11,0%). I prezzi elevati delle materie prime, d’altro canto, stanno aggravando il deficit commerciale in particolare per quanto concerne la chimica di base.

Alcuni comparti della chimica fine e specialistica sfruttano le opportunità della crescita mondiale. Nel 2007 vernici, adesivi e inchiostri hanno mostrato uno straordinario sviluppo delle esportazioni (+15,6% in valore nel periodo gennaio settembre). Esso è frutto della capacità di riconquistare posizioni in mercati tradizionalmente importanti, primo fra tutti la Germania; di rafforzare la propria presenza in aree estremamente dinamiche come la Russia, l’Asia e il Medio Oriente; di servire le imprese clienti italiane che hanno delocalizzato la produzione, ad esempio in Polonia.

Complessivamente nel 2007 la performance all’export della chimica è stata meno positiva rispetto all’anno precedente: si stima che le esportazioni siano cresciute del 5,7% in valore e solo dell’1,5% in volume (nel 2006 i tassi di espansione erano stati rispettivamente dell’8,5% e del 4,5%).

Il deficit commerciale è atteso ampliarsi, raggiungendo gli 11,3 miliardi di euro. È migliorato l’avanzo in vernici, adesivi e inchiostri (da 530 a 640 milioni di euro), mentre è rimasto sostanzialmente stabile quello in detergenti e cosmetici (1.245 milioni di euro). Nel 2007 il valore della produzione chimica ha sfiorato i 59 miliardi di euro. Gli addetti del settore sono 125 mila circa, in leggero calo rispetto al 2006 (-0,5%).

Il rallentamento progressivo della domanda interna e delle esportazioni, già in atto nel corso del 2007, si manifesterà a pieno nel 2008: la crescita in termini reali, in entrambi i casi, non supererà l’1,2%. La produzione chimica, di conseguenza, aumenterà solo dell’1,1%.

L’euro stabilmente vicino a 1,50 rischia di mettere in crisi numerosi settori dell’industria italiana. L’edilizia, uno tra i settore clienti più dinamici negli ultimi anni, sarà in decisa frenata se non addirittura in calo. Di conseguenza, la domanda interna di chimica è a rischio di stagnazione. Al tempo stesso l’euro forte peserà sull’export chimico, che per anni aveva consentito al settore di crescere nonostante la domanda interna molto debole.

In definitiva il 2008 si presenta per molti aspetti problematico, in particolare perchè alle tradizionali debolezze (costo dell’energia, infrastrutture e normative inefficienti) si assocerà un quadro congiunturale penalizzante sia nella domanda, sia nei costi.

Diagnostica più veloce in laboratorio: analytica 2008 abbatte i tempi delle analisi
16/01/2008 Fra i processi che richiedono più tempo nel campo dell’analisi spicca la preparazione dei campioni. Oggi, però, grazie a tecniche ultramoderne, è possibile automatizzare e, quindi, accelerare notevolmente la preparazione e la successiva analisi di campioni solidi, liquidi e gassosi. A tale scopo si utilizzano ad esempio i gascromatografi (GC) oppure sistemi combinati con gascromatrografo e spettrometro di massa. Questo processo, sintetizzato dalla sigla GC/MS, è particolarmente utile in presenza di processi complicati. Infatti, nel processo di lavorazione le molecole sono separate le une dalle altre, prima di essere misurate quantitativamente dallo spettrometro di massa.

Sistemi innovativi consentono di trattare contemporaneamente fino a 80 campioni, distinguendosi non solo per la loro velocità elevata, ma anche per la maggiore sensibilità. Avvalendosi della spettroscopia di massa è possibile, ad esempio, rilevare quantitativi microscopici di sostanze disperse in acqua, fino a 0,1 ppt (parti per trilione), ovvero una su un miliardo. Questi sistemi hanno raggiunto nuovi traguardi anche dal punto di vista della tolleranza al calore, sopportando temperature fino a 250°.

Oggi i tempi lunghi richiesti dalla decomposizione di campioni solidi possono essere notevolmente accorciati grazie alla tecnica delle microonde. La radiazione con microonde è particolarmente indicata per la preparazione dei campioni, offrendo una valida alternativa ai metodi di decomposizione classici. Ad esempio, le microonde (onde elettromagnetiche di lunghezza compresa fra 1 m e 1 mm, corrispondenti a una gamma di frequenze che varia da circa 300 MHz a 300 GHz) utilizzate nella preparazione dei campioni, rendono possibili anche decomposizioni in presenza di altissimi rapporti di pressione e temperature elevate, di gran lunga oltre il punto di ebollizione dei reagenti utilizzati. In questo modo, i tempi della preparazione dei campioni sono ridotti sensibilmente e la qualità della decomposizione migliora nettamente.

Anche la cromatografia dei gas e dei liquidi offre margini di riduzione dei tempi. La cromatografia è un processo di scissione molecolare. Sebbene sia stato scoperto già 100 anni fa, un tempo “biblico” per il settore dell’analisi, questo processo costituisce ancora la base per innovazioni e nuove metodologie. Questo vale in particolare per la gascromatografia (GC) e per la cromatografia dei liquidi ad alte prestazioni (HPCL), che aiuta i tecnici di analisi a risolvere problemi sempre più complessi in tempi sempre più brevi. Gli sviluppi attuali sono caratterizzati dalla riduzione dei tempi di analisi grazie al miglioramento parallelo dell’efficienza e della produttività di campioni. In passato si è dovuto far fronte a problemi con strumentazioni e apparecchiature, ridotta capacità in termini di numero di campioni e difficoltà di rilevamento, oltre a una complessiva carenza di affidabilità. Nel frattempo sono stati fatti dei notevoli passi in avanti in questo campo.

Cresce l’importanza delle metodologie innovative in diversi ambiti della chimica analitica. Questo vale soprattutto per la cromatografia HPLC. A detta del professor Andreas Rizzi dell’Istituto di Chimica Analitica dell’Università di Vienna, questo metodo avrà un ruolo chiave nei prossimi anni. Ne trarranno vantaggio soprattutto settori emergenti quali Biotecnologie e Life Science.
Grazie ai cosiddetti “Sistemi Ultra Performance (Cromatografia dei liquidi ultra performance UPLC) i produttori di apparecchiature stanno spingendo la cromatografia verso una dimensione completamente nuova. Se paragonati ai moderni sistemi HPLC, queste nuove soluzioni riducono fino a nove volte i tempi del processo cromatografico, raggiungendo nel contempo una sensibilità fino a tre volte superiore. Alcuni sistemi sono stati concepiti appositamente per i laboratori di ricerca, con lo scopo preciso di garantire loro la massima produttività.

La spinta all’innovazione coinvolge anche l’analisi genetica. La preparazione manuale dei campioni per l’analisi dell’espressione dei geni con Microarray rappresenta ancora oggi, per il lavoro quotidiano in laboratorio, un processo lungo e costoso. Considerando che questo metodo va assumendo un’importanza sempre maggiore e, allo stesso tempo, aumenta il quantitativo di campioni da trattare, le soluzioni automatizzate sono in cima alla lista di priorità degli utilizzatori di Microarray. Inoltre, i sistemi automatizzati devono consentire una gestione più sicura e veloce dei complessi processi di laboratorio.

Già quattro anni fa erano stati presentati i primi esempi di soluzioni automatizzate per la preparazione dei campioni DNA – Microarray. Nel frattempo sono stati compiuti ulteriori passi in avanti nel settore e le tecnologie più recenti permettono di svolgere in maniera automatica le lunghe e laboriose fasi di preparazione dei campioni. I modelli più avanzati disponibili sul mercato sono in grado di automatizzare tutte le fasi del processo, dall’RNA completo o RNA messaggero (mRNA), passando per la sintesi del cRNA, fino alla depurazione. L’automazione di queste attività molto “esigenti” è possibile soprattutto grazie ad alti livelli di flessibilità del sistema e all’impiego di tecnologie innovative.

A torto, la tecnica di pipettaggio non viene considerata particolarmente importante ai fini dell’innovazione. Tuttavia, alcuni produttori hanno chiaramente dimostrato come i nuovissimi sistemi di pipettaggio contribuiscano ad aumentare i livelli di efficienza. Fra questi si segnalano i sistemi che si basano sulla tecnologia delle micropompe ad anello. Questi facilitano sia la gestione dei volumi ridotti necessari per innescare il processo di reazione, sia la manipolazione delle quantità di pipettaggio richieste nelle diverse fasi della depurazione. A questo si aggiunge il controllo intelligente della temperatura dei reagenti e delle pipette, che assicura il corretto trattamento dei preziosi e sensibili reagenti e campioni. Il sistema si completa, infine, con i moduli di depressurizzazione gestiti tramite software.

Anche la diagnostica medica trae vantaggio dall’evoluzione verso l’analisi ad alta velocità. I ricercatori dell’Università Goethe di Francoforte sono riusciti in breve tempo a sviluppare un nuovo processo, più veloce e meno oneroso, per gli esami del sangue e altri fluidi biologici. Con l’ausilio di uno strumento a raggi infrarossi si riesce, in meno di un minuto, a misurare oltre sei diversi valori del sangue. Avvalendosi di questo nuovo metodo, il medico può, nel corso dell’operazione o nel reparto di terapia intensiva, monitorare lo stato del paziente e intervenire velocemente in caso di necessità.

Chloride inaugura il nuovo sistema ecologico di test degli UPS: “Zero Sprechi”
16/01/2008 Il 2008 di Chloride inizia con il pollice verde, in continuità con la politica a favore del rispetto dell’ambiente che ha caratterizzato l’anno appena concluso.

Il 2007 ha visto diverse iniziative in questa direzione. Ad esempio, Chloride è stata la prima azienda europea ad aver siglato il Codice di Condotta Europeo sull’Efficienza Energetica che impegna a migliorare la qualità e a ridurre i consumi energetici degli UPS, ha adottato lo Standard UNI EN ISO 14001, ha concepito le nuove soluzioni in conformità alla direttiva RoHS che richiede la riduzione dell’utilizzo di materiali pericolosi nella costruzione delle apparecchiature elettriche ed elettroniche e l’ultimo UPS nato, il Power Lan Green, ha un alto rendimento in modalità AC/AC (>97%) per un più elevato risparmio energetico.

Proprio il 2008 si apre con l’avvio nella sede italiana di Chloride del nuovo sistema “ecologico” di test, denominato “Zero Sprechi”. Si tratta di un sistema in grado di eliminare l’emissione di anidride carbonica durante il testing degli UPS prodotti, riciclando tutta l’energia utilizzata, che sarà così reimpiegata più e più volte per alimentare i gruppi di continuità.

Per un’azienda come Chloride che compie numerosi test al giorno che possono durare anche 8 o 10 ore per raggiungere un settaggio ottimale dell’UPS, “Zero Sprechi” rappresenta una soluzione rivoluzionaria, che rende più “puliti” i processi di produzione.

Chloride fa dunque della modalità di testing un valore aggiunto alla propria offerta di prodotti e servizi, dimostrando l’impegno dell’azienda nella soddisfazione delle richieste più esigenti di protezione per le applicazioni critiche, con un occhio alle tematiche ambientali.

Vincifrusco 2008: costruisci la città ideale
16/01/2008 Costruire una città ideale a misura d’uomo, anzi, di bambino: è questo il tema della quinta edizione del concorso ideato da Rilegno (il Consorzio nazionale che all’interno del sistema Conai si occupa di raccolta, recupero e riciclo del legno), rivolto alle classi terza, quarta e quinta elementare di tutta Italia.

Il concorso si rinnova nella proposta e nei contenuti, ma rimane fisso negli obiettivi: far scoprire ai ragazzi l’intero ciclo del legno, dall’albero alle mille vite del legno riciclato o recuperato, e i vantaggi ambientali ed economici del riciclo dei rifiuti in legno.

I bambini partecipanti sono invitati a immaginare, raccontare, realizzare la propria Città Ideale a misura di bambino, dove possano convivere le moderne esigenze di viabilità, comunicazione e sviluppo con il rispetto dell’ambiente. Per la realizzazione della Città Ideale dovranno essere utilizzati materiali in legno recuperato (vecchi utensili di cucina, giocattoli usati, cassette per la frutta e la verdura, tappi di sughero…) oppure pigne, rametti, foglie secche. Gli elaborati possono essere accompagnati da relazione scritta, corredata da foto o illustrazioni, oppure da un audiovisivo, da presentazione multimediale o da una storia illustrata.

Al concorso possono partecipare sia le classi di 3a, 4a e 5a elementare, sia i ragazzi dei centri estivi. Per le classi elementari l’iscrizione deve avvenire entro il 30 aprile 2008 e la consegna dei progetti entro il 30 settembre 2008, mentre per i centri estivi l’iscrizione è entro il 31 luglio 2008 e la consegna entro il 31 agosto 2008. La partecipazione al concorso è gratuita. Ogni classe o centro estivo potrà partecipare con un solo progetto.

Le opere in concorso saranno valutate da una Giuria composta da rappresentanti del Consorzio, da Riccardo Crosa, autore di Frusco – la mascotte di Rilegno – e da esperti del settore. La valutazione sarà compiuta in base ai criteri di aderenza agli obiettivi stabiliti, originalità e qualità degli elaborati proposti. Al primo classificato sarà attribuito come premio un computer multimediale; al secondo e terzo classificato il nuovissimo gioco da tavolo di Frusco “Frusco Adventure”. Per tutti i partecipanti è previsto un premio di consolazione.

La premiazione di Vincifrusco avrà luogo durante l’edizione 2008 di Ecomondo a Rimini. Per informazioni: Segreteria del Concorso, c/o Studio Pleiadi, Via Cairoli 35, 47023 Cesena (FC), tel. 0547 613886, fax 0547 612899.

Diossina e salute in Campania: parte un nuovo studio
16/01/2008 È comprensibile che i cittadini siano allarmati dai rifiuti in decomposizione per le strade, che producono odori nauseabondi e sono portatori di rischi di proliferazione di germi patogeni o vettori di malattie verso l’uomo. Tuttavia, l’incendio dei materiali organici e plastici è la peggiore delle soluzioni possibili: la combustione non controllata produce infatti miscele di sostanze tossiche come diossine, policlorobifenili, idrocarburi policiclici aromatici, alcune delle quali hanno azione cancerogena riconosciuta.

La misura di queste sostanze nell’aria e nel terreno sono dati di inquinamento ambientale importanti anche per stimare il rischio di esposizione per le persone. Ma le vie di esposizione sono molteplici e complesse (ingestione, respirazione, contatto) e sia l’assunzione che l’assorbimento individuale dipendono da diversi fattori come l’alimentazione, l’occupazione, il luogo di residenza e poi il sesso, l’età e la suscettibilità genetica. Per questo, la misura diretta di alcune sostanze nei liquidi biologici (sangue, urine, latte materno) è molto importante per conoscere l’effettiva dose assorbita.

La Regione Campania ha promosso a tale scopo lo studio Sebiorec, che prevede il prelievo di campioni di sangue di 780 persone e del latte materno di 50 donne, in 13 Comuni delle province di Napoli e Caserta, per analizzare il contenuto di diossine e di metalli pesanti. La lista delle persone coinvolte sarà composta casualmente, in modo proporzionale alla popolazione locale, in una fascia di età che va dai 20 ai 64 anni e in Comuni scelti per diverso livello di rischio ambientale. Lo studio sarà realizzato dall’Istituto Superiore di Sanità con la collaborazione di Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IFC-CNR), Osservatorio Epidemiologico, Registro Tumori presso Asl Napoli 4 e di cinque tra le Aziende Sanitarie Locali della Regione Campania.

A causa dell’allarme per l’inquinamento da rifiuti la Protezione Civile aveva già finanziato una indagine epidemiologica in Regione Campania, realizzata da OMS, ISS e CNR, che ha consentito di identificare le aree a maggiore rischio per l’ambiente e per la salute. Dopo ulteriori analisi ambientali e sugli animali, la Regione ha ritenuto opportuna la realizzazione di uno studio ampio e analitico, che per dimensione del campione non ha precedenti in Italia e si colloca tra le indagini più estese condotte a livello internazionale.

“Si tratta di informazioni indispensabili per verificare se il livello di contaminazione ambientale abbia aumentato davvero l’esposizione della popolazione e per capire i rischi che ciò può determinare”, spiega Fabrizio Bianchi, dirigente di ricerca dell’IFC-CNR di Pisa. “Dunque l’indagine che stiamo avviando non è mirata alla conoscenza dello stato di salute ma alla conoscenza del livello di esposizione pregressa o recente della popolazione a contaminanti pericolosi la cui presenza è riconosciuta nell’ambiente, tramite misura di biomarcatori e anche un questionario sulle abitudini di vita e di lavoro, indispensabile per capire i dati analitici che si otterranno. È evidente che questi dati saranno anche di grande utilità per interpretare in modo migliore la distribuzione di malattie e decessi sulle stesse aree di studio”.

I risultati di questo tipo di ricerche sono importanti anche per programmare interventi di riqualificazione e protezione ambientale, come le bonifiche, e di prevenzione di malattie, che a questo punto si rendono urgenti. “Questo tipo di ricerca è una delle diverse attività per la costruzione di un sistema di sorveglianza ambiente-salute permanente, in grado di dare a cittadini e amministratori una corretta misura dei rischi, che serva come guida per identificare le priorità di intervento, evitando sia la sottostima dei problemi esistenti, sia gli allarmi ingiustificati. Purtroppo nel campo sanitario ambientale ci sono posizioni che tendono a minimizzare i rischi ambientali, ma anche che esagerano i danni sanitari in assenza di dati certi, alimentando le paure della popolazione già preoccupata. Fare chiarezza in questo senso è doveroso ed è la prima buona azione che lo studio si propone nei confronti della comunità”.

In considerazione della complessità e delicatezza dello studio, i gruppi scientifici ed i tecnici coinvolti nella ricerca invitano tutti gli attori in gioco a fare uno sforzo per coordinarsi nelle ricerche, e nel collaborare a una comunicazione onesta e chiara.

I contenuti specifici dello studio, le modalità e il valore dei risultati per la popolazione saranno presentati in riunioni apposite con i medici di base, gli amministratori e le comunità locali a partire dal mese di gennaio. L’inizio dei prelievi e delle interviste è previsto per il mese di febbraio.

Economia verde: un affare da 100 miliardi di dollari all’anno
17/01/2008 Le attività verdi, una volta considerate irrilevanti per l’economia mondiale, oggi costringono imprese, investitori e consumatori a rivedere la loro posizione. Il rapporto del World Watch Institute sottolinea una serie di innovazioni economiche che promettono nuove opportunità in chiave ecologica per lo sviluppo a lungo termine.

Secondo il rapporto si stima che nel 2006 sia stato investito in energia eolica, biocarburanti e altre fonti di energia rinnovabili una cifra pari a 52 miliardi di dollari, il 33% in più del 2005. Per il 2007 stime preliminari indicano che l’ammontare arriverà a toccare i 66 miliardi di dollari.

Il commercio delle emissioni di carbonio da parte sua presenta una crescita maggiore raggiungendo, secondo le stime, 30 miliardi di dollari nel 2006, quasi il triplo di quanto commercializzato nel 2005. Inoltre alcune aziende innovative stanno rivoluzionando la produzione industriale risparmiando: per esempio – cita il World Watch – il gigante chimico DuPont ha scelto di tagliare le sue emissioni di gas serra del 72% nel 2007 rispetto ai livelli del 1991 risparmiando 3 miliardi di dollari nel processo di produzione.

Inquinamento, rifiuti, contaminazioni: proteggere l’ambiente per salvare l’azienda
22/01/2008 Secondo Cineas, Consorzio universitario per l’Ingegneria nelle Assicurazioni, nato nel 1987 su iniziativa del Politecnico di Milano, di un numero ristretto di Compagnie di Assicurazioni, di Associazioni di categoria e della Stazione Sperimentale per i Combustibili del Ministero dell’Industria, mancano risk manager specializzati e adeguatamente formati per far fronte alle necessità ambientali delle aziende e dei cittadini. Nasce così il primo corso avanzato in Enviromental risk assessment and management.

L’impatto sulla situazione finanziaria di un’azienda che non adotta una corretta politica ambientale può essere devastante sia in termini economici, sia in termini di prestigio e reputazione, generando molteplici conseguenze: perdite di quote di mercato, impatto negativo sugli azionisti e sulla raccolta di capitale, multe, costi di bonifica, sanzioni penali.

Il Protocollo di Kyoto, le direttive U.E. e le condizioni del nostro pianeta imporranno a tutto il settore economico-produttivo di assumere impegni e responsabilità per ridurre l’impatto ambientale delle proprie attività e attuare interventi di risanamento delle situazioni più gravi presenti sul territorio nazionale.

“In questo scenario emerge la necessità di una nuova figura professionale, come quella del manager esperto nella gestione dei rischi ambientali che abbia sì una visione complessiva delle problematiche ambientali, ma che disponga anche del know how per indirizzare gli interventi sia di bonifica sia di riduzione dei rischi nel modo più economico ed efficace. Le industrie e le imprese che più di altre avvertono tale esigenza sono quelle appartenenti al settore chimico, petrolifero e petrolchimico, tessile, sono le realtà industriali che lavorano o trasportano merci pericolose e le aziende metallurgiche e siderurgiche ” spiega Adolfo Bertani, presidente di Cineas, consorzio universitario specializzato nello studio e nella formazione sulle tematiche legate alla gestione dei rischi.

Quali sono i ruoli e le competenze del manager che gestisce i rischi ambientali? Il compito principale di un Enviromental Risk Manager è quello di supportare il sistema delle decisioni aziendali dal punto di vista strategico, metodologico e organizzativo nella valutazione e nella gestione dei rischi ambientali, con una visione complessiva delle problematiche ambientali. Le imprese necessitano, infatti, di figure che abbiano una conoscenza approfondita del complesso quadro normativo vigente per poter valutare il danno ambientale, le responsabilità ambientali, le misure di prevenzione, gli adempimenti amministrativi. Il manager esperto nella gestione dei rischi ambientali si occupa di individuare le tecniche e gli strumenti per la valutazione dei rischi partendo dall’analisi dei processi industriali, dei rischi di inquinamento specifici e del loro trasferimento assicurativo. A tal proposito, si tratta di una figura che ha competenze adeguate su tutto quanto concerne una corretta gestione delle acque, delle emissioni in atmosfera, dei materiali pericolosi e cancerogeni, della contaminazione biologica, della gestione dei rifiuti, dell’inquinamento acustico ed elettromagnetico.

“L’esigenza di specifiche competenze professionali sulle tematiche ambientali è ampia e diffusa in tutti i settori economici. Le imprese necessitano di collaboratori che possiedano una conoscenza approfondita del complesso quadro normativo vigente e che siano in grado di orientare la soluzione dei problemi ambientali nel modo più efficace” spiega Bertani. “ Sarebbe utile che anche gli organi direttivi delle aziende avessero una buona conoscenza di tali tematiche, considerato che la corretta gestione dei rischi ambientali ha valenza strategica, in relazione ai rilevanti costi correlati ai processi inquinanti e agli eventi accidentali che li determinano. In alcune circostanze essi possono pregiudicare la sopravvivenza dell’azienda e comportare rilevanti risvolti per l’alta direzione”.

Il manager esperto nella gestione dei rischi ambientali può trovare collocazione professionale sia all’interno di imprese e industrie come dipendente interno o consulente esterno; nelle imprese di assicurazione che desiderino creare funzioni specialistiche interne, nelle società di gestione di impianti ecologici e nelle società di consulenza operanti nel settore.

Come si diventa manager esperti nella gestione dei rischi ambientali a 360°? Chi desidera intraprendere tale carriera, deve aver conseguito una laurea in materie economiche, giuridiche, ingegneristiche e scientifiche. Le competenze richieste al manager esperto nella gestione dei rischi ambientali sono però molto specifiche e, quindi, la laurea non è sufficiente.

Per questo Cineas mette a disposizione di coloro che intendono intraprendere tale percorso professionale la propria esperienza e tradizione. In collaborazione con il Politecnico di Milano, il consorzio ha dato vita al primo corso avanzato in Enviromental risk assessment and management, unico nel suo genere in Italia e finalizzato alla formazione di una figura che non soltanto abbia una conoscenza approfondita dei vari rischi ambientali, ma che sia anche capace di quantificare l’impatto di danno economico che potrebbe derivarne all’azienda stessa.

Attraverso il corso Environmental risk assessment and management si acquisiscono competenze ampie e articolate legate alla valutazione e alla prevenzione del rischio ambientale, alle tipologie degli impianti di trattamento, delle bonifiche, del trasporto di sostanze pericolose, del trasferimento assicurativo dei rischi legati all’inquinamento.

Il corso si rivolge alle imprese industriali e in particolare a chi, al loro interno, svolge attività di prevenzione e gestione dei rischi; alle imprese di assicurazione, agli intermediari assicurativi, alle società di gestione di impianti ecologici e alle società di consulenza operanti nel settore, e in prospettiva anche a chi opera nel settore bancario, poiché le norme europee Basilea 2 impongono loro di erogare finanziamenti solo alle aziende che sono corrette dal punto di vista ambientale.

Durante la fase formativa, curata da una faculty di docenti provenienti dal mondo universitario, dalla consulenza e dalle aziende, gli allievi avranno modo di operare direttamente sul campo attraverso lo studio di casi pratici, visite in strutture e aziende con testimonianze di imprenditori e manager, convegni su temi specifici: tutti elementi in grado di fornire un adeguato bagaglio di competenze utili e necessarie per operare con successo nel settore.

Le lezioni si svolgeranno da febbraio a giugno per un totale di 130 ore. È possibile iscriversi entro il 15 febbraio 2008. Per maggiori informazioni è a disposizione la segreteria Cineas Tel. 02.2399.9373/71, via Garofalo 39 – 20133 Milano, e-mail: [email protected].

Omron Technology Day 2008: mantenere aggiornate ai massimi livelli macchine, linee e impianti
22/01/2008 Gli Omron Technology Day sono 17 incontri che si svolgeranno nei mesi di febbraio e marzo in tutta Italia; la scelta delle sedi è stata pensata in modo da portare le soluzioni di automazione ancora più vicine ai tecnici. Motion control, inverter, interfacce, reti e sensori avanzati saranno al centro delle giornate tecniche. Particolare enfasi sarà data alle numerose novità, tra cui:
– PLC CP1L: pensare in grande iniziando dal piccolo,
– V100, l’inverter più affidabile al mondo,
– Trajexia il motion control stand alone ora anche a quattro assi,
– Sigma 5 i nuovi servoazionamenti ancor più potenti e compatti,
– PC Dyalox con monitor a 17” separato,
– ZFX il nuovo facile sensore di visione ad elevate prestazioni.
– e, inoltre, interfacce, reti, sensori avanzati, termoregolatori.

Il programma della manifestazione, gratuita, con il calendario, le sedi e il modulo di iscrizione sono consultabili nel sito. È comunque possibile iscriversi anche tramite fax (02.3268282) compilando l’apposito modulo. Gli incontri avranno inizio alle ore 14 con la registrazione. A tutti gli intervenuti un utilissimo regalo.

prodotti
Caprari: soluzioni per l’innevamento programmato
22/01/2008 Nel settore innevamento Caprari mette a disposizione degli addetti ai lavori quanto di meglio il mercato possa offrire per la realizzazione degli impianti: un’ampia serie di pompe ad asse orizzontale multistadio, monoblocco, elettropompe sommerse e sommergibili affidabili e con prestazioni al vertice del settore.

Il nuovo sistema di gestione ambientale adottato da Caprari è stato sviluppato e certificato secondo i requisiti della norma internazionale ISO 14001:2004 e strutturato applicando lo stesso rigoroso metodo già in uso per il consolidato sistema di gestione qualità, certificato ISO 9001:2000. Frutto di una lunga esperienza di progettazione, costruzione e applicazione ai più diversi settori di impiego, le pompe centrifughe multistadio ad alta pressione della serie PM rappresentano quanto di meglio l’attuale tecnologia è in grado di offrire nell’ambito di questi prodotti.

Le prestazioni elevate con rendimenti al vertice del settore e la doppia supportazione dell’albero per una costruzione robusta e affidabile nel tempo ne sono le principali caratteristiche. L’estensione della gamma di produzione delle pompe PM, la possibilità di azionamento tramite motore elettrico o termico, e la disponibilità di esecuzioni speciali su richiesta permettono di proporre,
per ogni diverso utilizzo, la soluzione ottimale dal punto di vista dell’affidabilità, del rendimento e, conseguentemente, dell’economia di esercizio.

La pompa, attraverso la bocca d’aspirazione orientabile può adattarsi a qualsiasi impianto. La spinta idraulica assiale sull’albero è compensata con giranti a doppio rasamento e fori di bilanciamento, tamburo di laminazione e cuscinetti a sfere a quattro contatti ampiamente dimensionati.

L’albero in acciaio inox è completamente protetto e l’altezza d’asse è normalizzata (ISO 496) come per i motori elettrici. La tenuta sull’albero può essere di tipo a baderna o meccanica; entrambe per pressioni di mandata fino a 100 bar, grazie all’innovativa metallurgia costruttiva. Ogni singolo stadio della pompa è dotato di tappo di svuotamento per facilitare la manutenzione.