Abbigliamento stampato in 3D, più sostenibile e alla moda

"Per cambiare l'industria della moda, dobbiamo cambiare il modo in cui i vestiti vengono realizzati", afferma Josh Gordon di Geonode. Non si tratta di un invito a perfezionare la macchina da cucire o a scoprire un nuovo tessuto, ma di una revisione radicale dell'intero processo. È un cambiamento di prospettiva; i vestiti non devono essere necessariamente tagliati e cuciti. Possono essere stampati in 3D

Pubblicato il 20 febbraio 2024

La stampa 3D è un processo che crea oggetti solidi da un file digitale, ed è in rapida evoluzione per rivoluzionare vari settori, inclusa la moda. I prodotti di moda stampati in 3D non sono solo prototipi o pezzi da museo, ma indumenti indossabili, durevoli e addirittura lavabili. Dettagli vivaci e disegni intricati, impossibili con un metodo di cucito tradizionale, possono prendere vita rapidamente con una stampante, rendendo la moda più personalizzabile che mai.

Josh Gordon di Geonode lo descrive perfettamente: “L’abbigliamento stampato in 3D è veramente la democratizzazione della moda. Non solo permette ai designer di sperimentare con silhouette e dettagli in modi prima inimmaginabili, ma offre anche ai clienti un’esperienza su misura precedentemente riservata all’élite”.

Benefici trasformativi: comodità e personalizzazione

La trasformazione dell’abbigliamento stampato in 3D non riguarda solo le possibilità dei tessuti. Si estende ai processi di produzione, vendita al dettaglio e persino di consumo. Ecco solo alcuni esempi:

  • Produzione: gli indumenti stampati riducono gli sprechi perché richiedono solo l’esatta quantità di materiale. Josh Gordon di Geonode lo spiega così: “Elimina il concetto di quantità minime di ordine. Puoi stampare un prodotto specifico per un cliente specifico.”
  • Vendita al dettaglio: elimina la necessità di magazzino, poiché i designer non devono più indovinare cosa potrebbe vendere. Possono invece stampare su richiesta, riducendo il rischio di sovrapproduzione e successivi ribassi.
  • Consumo: i clienti possono partecipare al processo di creazione. Non siamo più vincolati a taglie standard e stampe prodotte in serie. Invece, i clienti possono creare capi che si adattano alla forma del loro corpo, al loro stile e alla loro immaginazione.

Creare abiti stampati in 3D per un ambiente più sicuro

Con un cenno alla consapevolezza ambientale e un passo avanti stilisticamente, l’abbigliamento stampato in 3D indica la via verso un futuro più pulito. Ecco alcuni punti salienti delle sue caratteristiche:

  • Produzione su richiesta: produrre abiti solo quando sono necessari riduce drasticamente le scorte in eccesso e gli sprechi.
  • Design preciso: con la stampa 3D, ogni micrometro di materia prima può essere utilizzato, minimizzando gli sprechi altrimenti presenti nella produzione di abiti tradizionali.
  • Materiali sostenibili: la stampa 3D può utilizzare polimeri bio-based, rendendo il processo più sostenibile.
  • Meno logistica: la produzione localizzata riduce l’impatto ambientale delle spedizioni a lunga distanza, riducendo le emissioni di carbonio.

Nicolai Peitersen, co-fondatore di Wikifactory e autore di The Ethical Economy, dà la sua opinione sul futuro digitale della moda. “Tecnologie come la stampa 3D possono creare qualcosa su misura e farlo in modo sostenibile. Possono anche riciclare materiali più rispettosi dell’ambiente”.

Abbigliamento accessibile per tutti

La produzione di abiti stampati in 3D non comporta costi aggiuntivi per ogni nuova unità prodotta. Pertanto, centinaia di pezzi possono essere prodotti quasi allo stesso costo per unità; un’impresa impossibile con la produzione tradizionale, che richiede una fase di attrezzatura costosa che è giustificata solo se i prodotti sono prodotti in serie. La stampa 3D riduce i costi di produzione, e con costi di produzione più bassi arrivano abiti per tutti.

La produzione e l’assemblaggio tradizionali degli abiti richiedono significativi costi di installazione delle macchine e di manodopera, tutti non necessari nella produzione di abiti stampati in 3D: il processo richiede un minimo intervento manuale, elimina l’operazione di cambio utensile e riduce i tempi di assemblaggio.

Muhammed Shahadat del Fashion Institute of Technology di New York ha dichiarato: “Quando arriverà quel momento, invece di acquistare vestiti dai negozi, potremmo scaricare file digitali dalle app dei rivenditori per poi stampare i capi a casa. Sarebbe bello pensare di poter premere qualche pulsante e produrre grandi quantità di abiti per il mondo, soprattutto per chi ne ha bisogno”.

L’abito Spider

L’abito Spider di Anouk Wipprecht è un abito stampato in 3D con bracci meccanici che si estendono e si ritraggono quando le persone si avvicinano o si allontanano dall’abito. Il respiro di chi lo indossa aiuta a segnalare la postura di difesa dei bracci robotici. L’abito è interamente stampato in 3D con la tecnologia di sinterizzazione laser selettiva.

Abiti comuni stampati in 3D da Julia Daviy

Julia Daviy ha avuto l’idea di utilizzare la tecnologia di stampa 3D per creare moda biodegradabile, per cambiare il modo in cui produciamo i vestiti. La sua collezione includeva abiti e top stampati in 3D. Spesso, gli abiti stampati in 3D realizzati dai designer non sono facili da indossare. Tuttavia, Julia ha risolto il problema creando abiti facili da indossare attraverso la stampa 3D. Ritiene che la stampa 3D sia un nuovo metodo per creare indumenti senza sprecare molti tessuti ed evitando la produzione di massa.

Ancora in fase embrionale, ma in rapida crescita

Sebbene l’abbigliamento stampato in 3D sia ancora nelle sue fasi iniziali negli Stati Uniti, gli esperti di Geonode prevedono un futuro brillante per questa tecnologia rivoluzionaria: “Non si tratta solo di una tendenza passeggera. L’abbigliamento stampato in 3D ha il potenziale per creare un cambiamento radicale nel modo in cui concepiamo, produciamo e acquistiamo la moda”.

I consigli di Geonode per chiunque voglia avventurarsi nell’abbigliamento stampato in 3D

  1. Investire in una stampante 3D di alta qualità.
  2. Familiarizzarsi con il software per la progettazione di indumenti 3D.
  3. Iniziare stampando oggetti semplici prima di passare gradualmente a indumenti completi.
  4. Partecipare a comunità e forum online per ottenere supporto, feedback e apprendimento condiviso.

Sì, la strada verso l’abbigliamento stampato in 3D è piena di sfide. Ottenere l’accettazione da parte di designer, consumatori, rivenditori e regolatori non è un obiettivo facile da raggiungere. Ma Josh Gordon di Geonode è fiducioso che questa rivoluzione prenderà piede:

“Con la personalizzazione e la sostenibilità al suo centro, l’abbigliamento stampato in 3D potrebbe aprire un nuovo percorso in questo settore, dove la moda non è solo una questione di aspetto, ma anche di esperienza personalizzata e responsabilità ambientale”.

Mentre questa rivoluzione continua a svilupparsi, è fondamentale ricordare come l’abbigliamento stampato in 3D possa offrire un’alternativa su misura ed ecologica agli attuali standard dell’industria della moda. È più di un flirt innovativo; è uno strumento che potrebbe cambiare definitivamente il panorama della moda. Siamo pronti a stampare il nostro percorso verso un guardaroba più sostenibile e personalizzato? Solo il tempo lo dirà.

 



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