Macchine per il packaging termoretraibile digitalizzate con EcoStruxure
Minipack – Torre si occupa della progettazione e produzione di soluzioni per l’imballaggio con una lunga tradizione di eccellenza, e nel 2019 ha celebrato i suoi 50 anni di attività. L’azienda serve clienti di vari settori, quali farmaceutico, cosmetica e food con una presenza in 86 Paesi del mondo. Decine di modelli brevettati a livello internazionale, unità produttive tecnologicamente all’avanguardia e costante attenzione alle esigenze dei clienti hanno fatto dell’azienda di Dalmine (BG) uno degli attori di primo piano del settore.
Il rapporto tra Minipack – Torre e Schneider Electric è di lunga data, contando quasi due decenni di collaborazione volta a creare macchine sempre più innovative, performanti e in anticipo sui tempi. Caratteristiche che si applicano perfettamente anche a PratiKa 56 X2, la macchina di punta dell’offerta Minipack per il packaging termoretrabile, che è stata completamente digitalizzata per offrire grazie alla connettività integrata e a software dedicati un’operatività sempre più efficiente e sostenibile, accompagnata da servizi che trasformano il modo di fare manutenzione e di gestire il parco installato.
Minipack – Torre ha sempre considerato la realizzazione di soluzioni sostenibili un valore chiave per il business, oltre che una precisa responsabilità nei confronti dell’ambiente in cui tutti viviamo.
Le macchine Minipack sono realizzate utilizzando il più possibile materiali riciclabili a fine vita come l’acciaio e altri metalli, e adottando l’uso di plastiche solo nei casi in cui non sia possibile sostituirle; inoltre, l’azienda è stata la prima a sostituire la gestione dei movimenti macchina con valvole ad aria compressa, che hanno elevati consumi energetici, prima con inverter e poi con motori brushless.
Per entrambe queste esigenze Minipack ha trovato in Schneider Electric il fornitore adatto, focalizzato allo stesso modo sulla sostenibilità, in grado di offrire soluzioni progettate per la massima riciclabilità a fine vita (Green Premium) e motion efficiente come i motori Lexium 32 che Minipack adotta per gestire i movimenti delle barre saldanti.
Altrettanto importanti le tecnologie Schneider Electric per adottare accorgimenti capaci di ridurre il carico energetico della macchina – come l’utilizzo di inverter per tutti i motori e la presenza di funzionalità per il controllo dei consumi che, ad esempio, riducono al minimo possibile il consumo di energia delle macchine nelle fasi di inattività.
Con Schneider Electric, Minipack ha affrontato un processo di digitalizzazione di PratiKa 56 X2 che si basa su due pilastri. Da un lato abbiamo soluzioni per aumentare la produttività e capacità degli operatori, con una app di realtà aumentata – EcoStruxure Augmented Operator Advisor – che aiuta a gestire la macchina sia in affiancamento all’operatività quotidiana sia nelle fasi di manutenzione correttiva; dall’altro c’è un potente software basato in cloud, EcoStruxure Machine Advisor, che consente il monitoraggio e l’analisi a distanza dei dati della macchina in produzione e permette a Minipack, che ha un modello di business focalizzato su rivenditori, di offrire al suo canale uno strumento che permette di offrire al cliente finale servizi a valore aggiunto di manutenzione e controllo sulla base installata, ovunque essa si trovi fisicamente nel mondo.
Le caratteristiche vincenti della collaborazione tra Minipack – Torre e Schneider Electric sono ribadite anche da Andrea Piffari, Sales Manager di Minipack. “Con Schneider Electric abbiamo una partnership vera e consolidata basata sul rispetto, sulla voglia di crescere e innovare insieme e incentrato sulle persone, che valorizzano le aziende” commenta Piffari.
“Lavorare con loro ci offre un forte vantaggio competitivo grazie alle nuove tecnologie che vengono costantemente sviluppate; in questo modo riusciamo ad offrire al mercato le soluzioni che rispondono ai requisiti più attuali, come la sostenibilità. Gli utenti finali esprimono sempre maggiore attenzione a questo aspetto ed è quindi necessario che anche le macchine per il confezionamento siano pensate in modo da contribuire al raggiungimento di questo obiettivo”.
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