Ibm: nuovi traguardi sulle frontiere della nanoteconologia
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Nonostante siano ancora lontani dalla messa in produzione, questi progressi permetteranno agli scienziati in Ibm e in altre aziende di esplorare nuove strutture di base e dispositivi ricavati da componenti ultra minuscoli delle dimensioni di pochi atomi o molecole. Tali dispositivi potrebbero essere utilizzati come futuri chip per computer, unità di memorizzazione dati e sensori.
Il lavoro svolto sarà reso noto domani in due rapporti che saranno pubblicati dalla rivista Science.
Nel primo rapporto gli scienziati Ibm descrivono i progressi significativi nell’esame di una proprietà chiamata anisotropia magnetica nei singoli atomi. Questo parametro fondamentale ha conseguenze tecnologiche importanti perché determina la capacità di un atomo di memorizzare informazioni. Prima di questo risultato nessuno era stato in grado di misurare l’anisotropia magnetica di un singolo atomo.
Un ulteriore lavoro renderà possibile costruire strutture consistenti di piccoli gruppi di atomi, o persino atomi singoli, che potrebbero immagazzinare in modo affidabile informazioni magnetiche. Tale capacità di memorizzazione permetterebbe a quasi 30.000 film di lunghezza standard o all’intero contenuto di YouTube – milioni di video che si stimano essere più di 1.000 trilioni di bit di dati – di stare in un’apparecchiatura delle dimensioni di un iPod. Fattore forse ancora più importante, questa scoperta potrebbe condurre a nuovi tipi di strutture e dispositivi così piccoli che si potrebbero applicare a interi nuovi settori e discipline al di là del calcolo tradizionale.
Nella seconda relazione, i ricercatori Ibm hanno presentato il primo interruttore a molecola singola che può funzionare senza difetti evitando di disgregare la struttura esterna della molecola – un significativo passo in avanti verso elementi computazionali di base su scala molecolare che sono notevolmente più piccoli, più veloci e hanno un minore consumo energetico rispetto agli attuali chip dei computer e unità di memoria.
Oltre a commutare all’interno di una singola molecola, i ricercatori hanno inoltre dimostrato che gli atomi all’interno di una molecola possono essere impiegati per commutare gli atomi in una molecola adiacente, rappresentando un elemento logico rudimentale. Questo è reso possibile in parte perché la struttura molecolare non viene disturbata.
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