Global Cloud Data Center: un modello green per abbattere le emissioni di CO2
A cura di Gabriele Sposato, Direttore Marketing di Aruba S.p.A.
Oggi si assiste ad un’enorme crescita del consumo energetico, motivo per cui è necessario prendere atto di questo fenomeno e attivarsi per fare scelte progettuali che siano efficaci in termini di sostenibilità e impatto ambientale. E’ fondamentale adoperarsi per trovare “strategie green” e “consumare” in maniera intelligente, impegnandosi quindi a fare un uso corretto dell’energia e a favorire l’uso delle energie rinnovabili. Il ruolo dei data center nella sfida per abbattere le emissioni di CO2 e tagliare i costi energetici è sicuramente centrale.
Per rendere un data center a impatto zero è necessario abbracciare tutte le tecnologie green che riguardano l’alimentazione, gli UPS e i sistemi di condizionamento. Ma ovviamente il primo passo è quello di pensare fin dalla prima fase di progettazione all’impatto che un data center avrà in termini di consumo energetico.
Quando un’azienda progetta un nuovo data center – così come funziona per il team interno di progettazione di Aruba – deve pensare fin dall’inizio – oltre che a come garantire la massima affidabilità, sicurezza e prestazioni – anche a come raggiungere la massima efficienza e risparmio energetico: grazie a questo modello, oggi Aruba riesce mediamente a risparmiare l’emissione circa 18Mln di tonnellate di CO2 all’anno.
Ad esempio, Global Cloud Data Center di Aruba – il data center campus più grande d’Italia vicino Milano – utilizza energia rinnovabile con certificazione di Garanzia di Origine (GO) ossia proveniente da fonti rinnovabili. A ciò si aggiunge l’energia rinnovabile autoprodotta nel sito: nello specifico, il data center si avvale di una centrale idroelettrica di proprietà che si trova all’interno del campus tecnologico e di numerosi pannelli fotovoltaici che ricoprono parte delle pareti: è anche da queste fonti che si garantisce parte dell’approvvigionamento ‘intelligente’ e sostenibile di energia.
Come fare, quindi, per rendere un data center realmente green? E’ necessario proporre un data center al massimo dell’avanguardia, rispettando al contempo le necessità del pianeta, non pesando inutilmente con l’emissione di sostanze serra dannose ed evitando il consumo di risorse energetiche non riproducibili. Un data center green se realizzato con strutture e metodi avanzati, attenti all’autoproduzione e alle fonti rinnovabili, o a una combinazione di questi aspetti, può contribuire a garantire che la propria potenza sia 100% rinnovabile.
Non da ultimo, è necessaria una presa di coscienza per capire che è essenziale investire in quelle fonti che devono essere vicine al luogo in cui poi si utilizza l’energia, per evitare tutti gli sprechi dovuti ai trasporti. Se si considera la produzione di energia, nelle fasi di trasformazione e di trasporto se ne perde il 30/40%: questo viene meno con la produzione in loco, e a parità di costi. Per le aziende che consumano grandi quantità di energia, quindi, dovrebbe essere obbligatorio guardare alle forme di autoproduzione o, dove non possibile, quantomeno alla cogenerazione ad alto rendimento.
Se si cominciasse a mettere insieme tutti questi sforzi e ad applicarli a tutti i settori industriali si farebbe una differenza enorme, conducendo una partita vincente sia per le imprese, sia per l’ambiente. Si tratta di una procedura che prima di tutto è eticamente corretta ma che, inoltre, comporta meno sprechi, consente di gestire più liberamente i prezzi e rende più competitive le aziende dal punto di vista commerciale.
Contenuti correlati
-
L’energia è il nuovo campo di battaglia globale
Tra tensioni geopolitiche e mercati instabili, l’energia diventa leva di potere industriale. Efficienza, accumulo e filiere tecnologiche ridisegnano la competitività delle imprese e l’autonomia dei Paesi Leggi l’articolo
-
ANIE al MIMIT: tecnologie strategiche per competitività e autonomia industriale europea
Rafforzare le filiere tecnologiche, accelerare gli investimenti in energia e infrastrutture e sostenere la competitività industriale europea attraverso un quadro normativo stabile e di lungo periodo. Questi i principali temi al centro dell’incontro che si è svolto...
-
Canon: come le aziende possono guidare la trasformazione del workplace nel 2026 e negli anni a venire
I progressi tecnologici stanno portando a rapidi cambiamenti nel moderno ambiente di lavoro e, parallelamente, promettono vantaggi concreti alle aziende di ogni dimensione e settore. Si punta a investire in una vasta gamma di strumenti e funzionalità –...
-
Recupero di calore, il potenziale sprecato: perché i territori non investono
Il tema dell’ approvvigionamento energetico si è imposto in cima alle agende politiche internazionali, in seguito alla recente escalation del conflitto in Medio Oriente e la conseguente chiusura dello stretto di Hormuz, causa di un grave shock...
-
Zelestra produce il primo kWh in Italia: al via l’impianto agrivoltaico di Ginosa e la Energy Academy
A meno di tre settimane dalla presentazione di AccelerateEU, il piano d’azione con cui la Commissione Europea ha invitato gli Stati membri ad accelerare la transizione verso le energie rinnovabili, Zelestra realizza a Ginosa un segnale concreto...
-
L’efficienza come strategia
Integrazione, efficienza energetica e smart living in uno dei più grandi interventi di rigenerazione urbana del capoluogo lombardo Leggi l’articolo
-
Logistica: le aziende aumentano gli investimenti sulla sostenibilità
Secondo la World Bank il settore della logistica e del trasporto merci è responsabile di ben un decimo delle emissioni globali di CO₂. La transizione è già in corso: secondo una survey riportata da ESG Today, l’83%...
-
A SPS Italia 2026, SMC Italia presenta la ‘Fabbrica sostenibile’
In occasione della fiera SPS Italia 2026, SMC Italia (Pad 6 Stand G016) presenta una visione evoluta della fabbrica digitale, ponendo al centro un concetto chiave: la sostenibilità come leva strategica per l’industria. Non solo fornitore di...
-
Sostenibilità digitale: guida pratica per aziende tra impatti nascosti, dati e infrastrutture IT
Email, cloud, software e streaming vengono spesso considerati “invisibili”. Ma dietro ogni attività digitale si nasconde un’infrastruttura fisica che consuma energia, utilizza risorse e genera emissioni. Un impatto ancora poco percepito, ma destinato a diventare sempre più...
-
GSE e Osservatorio Nazionale Tutela del Mare insieme per la transizione energetica del sistema marittimo-portuale
Il Gestore dei Servizi Energetici – GSE SpA e l’Osservatorio Nazionale Tutela del Mare (ONTM) hanno siglato oggi un Protocollo d’Intesa per avviare una collaborazione istituzionale volta a promuovere la sostenibilità ambientale, la transizione energetica e la...











