Economia circolare, una startup italiana finalista al Green Alley Award

Pubblicato il 27 settembre 2018

Il Consorzio ERP Italia annuncia che tra i sei finalisti del Green Alley Award 2018 c’è anche una startup italiana: Ecoplasteam. Green Alley Award è il primo premio per le startup europee che promuovono l’economia circolare, a riconoscimento delle giovani realtà dotate di un modello di business attinente all’economia circolare, al riciclo o alla prevenzione dei rifiuti. I sei finalisti provenienti da Germania, Regno Unito, Italia, Paesi Bassi, Austria e Repubblica Ceca hanno colpito i giudici con le innovazioni proposte per il settore alimentare, i materiali alternativi e gli imballaggi biodegradabili, solo per citarne alcune. Il vincitore, che sarà scelto dopo un pitch dal vivo il 18 ottobre 2018 alla “Haus Ungarn” di Berlino, riceverà un premio di 25.000 euro.

Lanciato nel 2014, il Green Alley Award è ormai arrivato alla quinta edizione e ha conquistato una popolarità crescente tra le startup. I finalisti di quest’anno sono stati selezionati tra 215 candidati provenienti da 30 Paesi europei, e principalmente da Germania, Regno Unito e Italia. Il tema del concorso di quest’anno verteva su tre grandi capisaldi dell’economia circolare: l’innovazione nei rifiuti, che ha raccolto il 37% delle idee di business, le innovazioni e le nuove tecnologie di riciclo, con il 37% delle candidature, e le soluzioni digitali per l’economia circolare, che sono state presentate nel rimanente 26% dei casi.

Lo sviluppo di materiali sostenibili, la prevenzione dei rifiuti e gli strumenti digitali per l’ottimizzazione di processo racchiudono un enorme potenziale di business per i giovani imprenditori e le startup, come indicato dalla varietà di progetti che hanno ottenuto il parere favorevole dei giudici. “Ogni finalista ha sviluppato un concept unico e intelligente basato sull’idea di economia circolare” dichiara Jan Patrick Schulz, CEO di Landbell Group. La società di Magonza, attiva a livello mondiale, ha lanciato il premio per le startup ed è fornitore leader di servizi e consulenza per la conformità chimica e ambientale su scala globale. “Siamo davvero lieti che il concorso abbia riscosso così tanto successo e che le startup si siano dimostrate capaci e decisive nel guidare un settore basato sull’innovazione come quello dell’economia circolare. Vogliamo premiare tutto questo con il Green Alley Award”.

Il vincitore dell’edizione del Green Alley Award di quest’anno sarà deciso alla cerimonia di premiazione il 18 ottobre a Berlino. La giuria è composta da rappresentanti di Landbell Group ed esperti esterni tra cui Alexis Figeac, fondatore del progetto europeo R2Pi sui modelli di business dell’economia circolare, e Suvi Haimi, CEO e co-fondatore di Sulapac, la start-up vincitrice del Green Alley Award 2017. Alle sessioni di mentoring, i finalisti avranno l’occasione di sviluppare le loro idee di business con gli esperti e di presentare i propri progetti alla giuria e al pubblico la sera della cerimonia di premiazione.

I finalisti:

Ecoplasteam (Italia) – La soluzione “EcoAllene” risolve un problema che viene ancora ritenuto un ostacolo da numerosi esperti dell’economia circolare: la difficile separazione dei materiali compositi, come i rifiuti che includono un film plastico e un film metallico. Invece di ricorrere a processi complessi per separare i componenti, il sistema di produzione brevettato di Ecoplasteam crea un nuovo materiale versatile che consente di realizzare capi di abbigliamento, lastre di pavimentazione o articoli per la casa.

Superseven (Germania) – La tedesca Superseven impiega il marchio Repaq per sviluppare soluzioni di imballaggio completamente biodegradabili che possono competere dal punto di vista tecnico con quelle in plastica. L’imballaggio a pellicola è realizzato in cellulosa compostabile con certificazione TÜV. Completamente privo di inquinanti, è adatto all’uso alimentare e innocuo per ambiente, animali ed esseri umani.

Refurbed (Austria) – La startup austriaca Refurbed riporta in vita interi prodotti, e non solo le materie prime. I dispositivi elettrici ed elettronici come smartphone, tablet, monitor ed elettrodomestici vengono revisionati da tecnici esperti e ritornano a funzionare come nuovi. Questo significa che attrezzature altrimenti smontate e riciclate separatamente vengono ora recuperate nel loro insieme, con un risparmio del 40% per i consumatori che le acquistano.

MIWA (Repubblica Ceca) – Minimum Waste, la riduzione al minimo dei rifiuti, è lo scopo di questa startup la cui tecnologia di recente sviluppo consente ai retailer e ai consumatori di generi alimentari di comprare e vendere senza imballaggi. I rivenditori ricevono la merce dai produttori in contenitori riutilizzabili da cui i consumatori prelevano in loco la quantità precisa che desiderano; i contenitori vengono poi lavati e restituiti al produttore per essere riutilizzati.

Circular IQ (Paesi Bassi) – Per adottare decisioni di acquisto sostenibili è necessario disporre di informazioni dettagliate sulla sostenibilità dei prodotti. “Circular IQ” è un’applicazione che raccoglie e aggrega i dati dell’intera catena di fornitura, dall’origine dei materiali ai contratti con il fornitore. In questo modo le aziende possono monitorare e ottimizzare la sostenibilità dei propri prodotti e garantire trasparenza a clienti e acquirenti.

Aeropowder (Regno Unito) – La startup britannica Aeropowder ha messo a punto un materiale isolante alternativo per gli imballaggi. Questo prodotto ecologico e sostenibile è realizzato con materiali di riciclaggio, che sostituiscono le scatole termiche di polistirene tradizionali. Il prodotto “Pluumo” è costituito da piume d’avanzo che sarebbero altrimenti smaltite, all’interno di buste protettive biodegradabili certificate.



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