Economia circolare, ecco le card in PVC biodegradabile

Pubblicato il 10 febbraio 2020

Partitalia produce e commercializza smart card, tag e lettori RFID in tutta Europa. Da gennaio 2020 amplia la proposta commerciale con card RFID e smart card in PVC biodegradabile grazie a un nuovo team R&S, che lavora in maniera costante alla ricerca di materiali innovativi e, attraverso verifiche tecniche di laboratorio e di compatibilità ecosistemica, sviluppa prodotti conformi alle regole dell’economia circolare e vicini alle esigenze del mercato.

Se da un lato le card sono un prodotto molto richiesto, tanto che vi è una diffusione massiccia di carte di credito, badge per il controllo accessi, gift card e loyalty card usate nel Retail e nella GDO, dall’altro sempre più aziende richiedono card in PVC biodegradabile, per puntare all’ecosostenibilità dei prodotti e per adeguarsi alle linee guida europee, con vantaggi anche in termini di marketing.

Il PVC standard, un polimero termoplastico composto per il 57% da sale marino e per il 43% da petrolio greggio, è da sempre il materiale più utilizzato per la produzione delle card. Una materia prima resistente e flessibile, che però al momento dello smaltimento causa importanti conseguenze per l’ambiente, come specifica il Libro Verde “Problematiche ambientali del PVC”, presentato a Bruxelles dalla Commissione Europea a giugno 2000: “Quando vengono inceneriti i rifiuti di PVC generano nel gas di scarico acido cloridrico (HCl) che deve essere neutralizzato”. Cioè, mediante incenerimento, il polimero rilascia nell’atmosfera diossine ed altri organocloruri. Dunque la svolta green di Partitalia nasce dall’esigenza di immettere sul mercato un materiale meno inquinante e più rispettoso della salute.

Luca Del Col Balletto, CEO dell’azienda lainatese, spiega così come è partita l’iniziativa: “Con il nuovo millennio l’industria europea del PVC ha aderito al programma decennale Vinyl 2010 e nel 2011 è partito VinylPlus, il nuovo piano di sviluppo sostenibile del PVC, che interessa l’Europa e riunisce circa 200 aziende partner in rappresentanza della filiera. Questo ci ha stimolato a intraprendere un progetto di Ricerca & Sviluppo sui materiali usati per stampare le card nel nostro stabilimento”.

La composizione chimica del PVC biodegradabile è caratterizzata dall’aggiunta di additivi che ne accelerano la degradazione in ambienti ricchi di microbi. Si tratta di additivi particolarmente ‘appetibili’ dai microrganismi normalmente presenti nella spazzatura, che metabolizzano le sostanze di cui è composto il PVC, trasformando il polimero in molecole semplici (acqua, anidride carbonica, metano), biomassa e composti inorganici. Per questo, le card in PVC biodegradabile si decompongono in tempi più rapidi rispetto al materiale tradizionale, già nella frazione organica. Invece, per quanto riguarda la tecnologia, le performance tecniche non cambiano.

Il cammino iniziato sarà portato avanti nel prossimo biennio: sono anche previsti sviluppi di servizi innovativi che, oltre a studiare prodotti ecocompatibili, proporranno soluzioni personalizzate volte a semplificare i processi dell’industria 4.0.



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