Due nuovi satelliti Esa messi in orbita con successo
Smos svolgerà un ruolo importante nel controllo del cambiamento climatico su scala globale. È il primo satellite progettato per produrre una mappatura su scala globale della salinità della superficie marina e dell’umidità del suolo. È dotato di un radiometro interferometrico esclusivo che consentirà l’osservazione passiva del ciclo dell’acqua tra gli oceani, l’atmosfera e la terra.
Il centro di controllo di missione Proteus operato dal Centre National d’Etudes Spatiales (Cnes) di Tolosa, in Francia, controlla Smos per conto dell’Esa.
Le operazioni preliminari di collaudo in orbita dei satelliti, necessarie prima dell’avviamento delle operazioni, sono già cominciate. Il carico utile innovativo a bordo di Smos richiederà un tempo utile alla verifica e calibrazione e il veicolo spaziale sarà operativo entro circa sei mesi.
Smos è un satellite di circa 658 kg sviluppato dall’Esa in collaborazione con il centro francese Cnes e lo spagnolo Cdti (Centro para el Desarrollo Tecnológico Industrial). È basato sulla piccola piattaforma Proteus progettata e costruita dalla Thales Alenia Space e il suo carico utile è composto da un unico strumento, Miras (Microwave Imaging Radiometer using Aperture Synthesis), sviluppato dalla Eads Casa Espacio.
Miras è un interferometro dotato di 69 ricevitori tra loro collegati e montati sui tre bracci dispiegabili, che misurano la temperatura del riflesso della superficie terrestre nella gamma di frequenza delle microonde. Questa temperatura è collegata sia alla temperatura effettiva della superficie sia alle sue caratteristiche conduttive, che riportano all’umidità del suolo per la superficie di terra, e alla salinità dell’acqua per la superficie marina.
Smos è il secondo satellite lanciato con il programma Earth Explorer condotto dall’Esa per promuovere l’acquisizione di nuovi dati ambientali per la comunità scientifica. Segue il satellite Goce (Gravity and steady-state Ocean Circulation Explorer) lanciato anch’esso da un Rockot nel marzo 2009. Altri Earth Explorer sono già in fase di preparazione. Cryosat-2, il cui lancio è previsto per febbraio 2010, misurerà lo spessore dei ghiacci. Sarà seguito nel 2011 dall’Adm-Aeolus, che studierà la dinamica atmosferica, e dalla missione Swarm che controllerà l’indebolimento del campo magnetico terrestre, nonché dalla missione EarthCare, nel 2013, che studierà nubi e aerosol.
Esa: www.esa.int/esaLP/LPsmos.html
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