A Busto Arsizio al via la rete di teleriscaldamento per edifici pubblici e residenziali
A Busto Arsizio al via in questi giorni il quarto lotto dei lavori di posa della rete da parte di Agesp Energia che porterà a quasi nove chilometri lo sviluppo dell’infrastruttura in città
Sono già trenta i precontratti stipulati da privati con Agesp Energia a Busto Arsizio per gli allacciamenti di edifici residenziali alla rete di teleriscaldamento che, proprio in questi giorni, ha visto la partenza del quarto lotto dei lavori; una tranche da oltre due chilometri che porterà a quasi nove chilometri lo sviluppo dell’infrastruttura in città. A oggi il teleriscaldamento serve, oltre ai maggiori edifici pubblici di Busto Arsizio, più di 700 famiglie, oltre cento aule scolastiche, le piscine Manara e ha permesso lo spegnimento di settanta canne fumarie ed eliminato mezzo milione di litri di gasolio.
“Se per la posa dei primi lotti della rete sono stati soprattutto gli edifici comunali o pubblici a collegarsi, adesso è l’utenza privata, a scegliere il teleriscaldamento – dice Giuseppina Basalari, presidente di Agesp Energia -, prova che c’è soddisfazione per il servizio e che si sono compresi i vantaggi della scelta, economici e di sicurezza in primis, oltre che di attenzione all’ambiente. Con questa realizzazione, cominciata con la costruzione della centrale in via Marco Polo nel 2009, la città di Busto Arsizio ha fatto un investimento strutturale di grande portata che rappresenta un importante valore aggiunto per la nostra comunità”.
Parlando di bolletta, il passaggio dal gasolio al teleriscaldamento porta a risparmi stimati fra il 30 e il 40%. Nei confronti di un tradizionale riscaldamento a gas, invece, i benefici oscillano complessivamente fra il 5 e il 15% circa, perché molto dipende dalla condizione dell’impianto in uso. “I benefici non si fermano al minore importo in bolletta”, spiega Paola Galeazzi, Responsabile Servizio Commerciale, “perché sostituendo la caldaia tradizionale con lo scambiatore di calore non ci sono più oneri a carico dell’utente per la manutenzione ordinaria e straordinaria dell’impianto (oltre alla caldaia, la canna fumaria e le aperture di aerazione), non è più necessario il certificato di prevenzione incendi e si ha una semplificazione nei costi per l’assicurazione avendo rimosso una causa di rischio. Inoltre gli edifici di nuova costruzione che scelgono il teleriscaldamento non dovranno fare uso di fonti rinnovabili per coprire il fabbisogno del 50% di acqua sanitaria”.
Agesp ha studiato l’apposita tariffa “Tutto incluso”, in cui si fa carico della manutenzione ordinaria e straordinaria dell’intero impianto di teleriscaldamento, dalla centrale allo scambiatore, garantendo un servizio di pronto intervento 24 ore su 24.
Altro fattore che contribuisce a orientare la scelta dei privati è la sicurezza, perché l’uso del gas è sostituito dalla fornitura di acqua calda, con il risultato di annullare il rischio di incendi e i pericoli di avvelenamento da fumi e di scoppi per fughe. “Un altro aspetto a favore del teleriscaldamento è la maggiore affidabilità di uno scambiatore rispetto a una caldaia tradizionale”, conclude Fabio Bandera, responsabile Servizio Idrico e Teleriscaldamento, “per cui un utente del teleriscaldamento è meno esposto a rischi di guasti e a interruzioni del servizio: gli scambiatori, infatti, sono dotati di un sistema di telecontrollo e telegestione che permette ad Agesp di individuare in tempo reale malfunzionamenti eventuali e di intervenire con tempestività”.
Agesp Energia: www.agesp.it
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