Creatività, risparmio e cobot spingono l’innovazione nel settore dell’energia
Secondo l’ultima indagine Protolabs sull’innovazione nel settore energetico, quasi tre quarti (73%) degli intervistati ritiene che l’innovazione nel settore energetico è spinta dalla ricerca del contenimento dei costi e dal miglioramento dell’efficienza. Un po’ meno dei due terzi (64%) vede nella sostenibilità la spinta all’innovazione nonostante un quarto (28%) degli intervistati sia convinto che la propria azienda potrebbe fare meglio sia nello sviluppo di nuovi prodotti sia nell’innovare il proprio business.
L’azienda ha chiesto ai principali operatori europei del settore energetico di esprimere la loro opinione su come si svilupperà l’innovazione. Sulla base delle informazioni raccolte, il rapporto “Innovare per preservare il nostro futuro: L’industria dell’energia riesce a stare al passo con l’innovazione?” sostiene che all’interno del settore c’è una chiara consapevolezza che la vera innovazione verrà dalle persone: più della metà dei rispondenti al sondaggio (55%) concorda sul fatto che la creatività umana viene talvolta trascurata dato l’entusiasmo attuale per le nuove tecnologie come l’intelligenza artificiale.
Ma come stimolare la creatività? Maggiore flessibilità nel lavoro potrebbe essere una soluzione secondo il 56%, ma alla domanda sul numero di giorni che i collaboratori dovrebbero lavorare in sede per creare un ambiente favorevole alla creazione d’idee e a lavorare collettivamente alla risoluzione di problematiche, il 58% ha risposto 5 giorni a settimana.
Anche il settore energetico si avvale della cobotica. Oltre all’utilizzo delle nuove tecnologie come i droni per l’ispezione degli asset di produzione energetica, il 76% degli intervistati ha dichiarato sia di aver già utilizzato la cobotica all’interno del processo produttivo o di volerlo fare nei prossimi anni, dimostrando così la natura d’avanguardia del settore: riduzione dei costi, semplicità di installazione e convenienza li rendono appetibili anche per le piccole e medie imprese.
Dal report emerge con chiarezza come l’innovazione nell’interfaccia uomo macchina porterà vantaggi tangibili per più di metà degli intervistati, in particolare nella manutenzione predittiva, nel monitoraggio delle performance di produzione e nella sicurezza durante la fase di produzione, installazione e operatività degli asset.
Nel commentare il rapporto Matteo Carola, Country Manager per l’Italia di Protolabs, afferma: “Un aspetto particolarmente importante da sottolineare è rappresentato dalla sicurezza di approvvigionamento nella catena di fornitura, soprattutto a fronte della crescente instabilità geopolitica e il conseguente aumento dei costi, non solo per i clienti finali, con un 62% degli intervistati che pur di garantire la sicurezza delle forniture, adotterebbe una politica di rilocalizzazione in paesi amici, il cosiddetto friend shoring.
La parola d’ordine nel settore energetico rimane stabilità: gli obiettivi ambiziosi di azzeramento delle emissioni dal 2050 grazie all’aumento delle energie da fonti rinnovabili – che hanno visto il raddoppio della capacità produttiva negli ultimi 10 anni – devono coesistere con la sicurezza dell’approvvigionamento a costi sostenibili nel breve periodo, rappresentata dal friend shoring.
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