Risparmio energetico: ecco dove l’industria sta sbagliando
Il forte aumento dei costi energetici è di gran lunga la sfida più grande che le aziende europee devono affrontare oggi, come dimostra un recente studio condotto da Aras in 19 Paesi europei. Tuttavia, molte aziende si sono affidate a misure di risparmio poco incisive. Occorrerebbe un approccio più strutturato da parte delle aziende europee al fine di arrivare a dimezzare i loro consumi energetici.
Luci a led al posto delle lampade a incandescenza, porte a tenuta stagna e isolamento termico degli stabilimenti: molte aziende hanno già attuato queste misure in risposta all’aumento dei costi energetici.
“Questo significa che il primo passo è stato fatto, ma le misure per ottenere la parte più consistente del potenziale risparmio non sono ancora state messe in atto”, afferma Luigi Salerno, Country Manager di Aras Italia. “In passato, i costi energetici erano trascurabili a causa del loro basso impatto, quindi potevano essere distribuiti approssimativamente sull’intero portafoglio di prodotti. L’aumento dei prezzi dell’elettricità, del petrolio, del gas, ecc. sta ora costringendo le aziende a ripensare in direzione di una maggiore trasparenza. Solo quando sarò in grado di identificare quale componente del mio prodotto consuma più energia, potrò ottimizzarlo in tal senso. Questo vale anche per cose apparentemente poco significative, come l’imballaggio in plastica del prodotto finito”.
Un audit energetico sistematico, con un’analisi precisa dei dati raccolti, offre alle aziende una visione ancora più approfondita dell’intera catena del valore. La valutazione di tutte le informazioni rilevanti costituisce quindi la base per una produzione ottimizzata dal punto di vista energetico. Rispetto allo stato attuale, ciò potrebbe dimezzare i costi energetici.
In passato, una semplice tabella Excel era sufficiente per una ripartizione approssimativa dei costi, ma ciò non consentiva un’analisi precisa.
“Per scoprire in modo trasparente tutti i fattori di costo, le aziende devono iniziare a registrare, misurare e analizzare anche i dati energetici. Su questa base, le aziende possono creare un Digital Twin o aggiornare quello esistente per includere i dati sul consumo energetico. Questo apre nuove possibilità: le aziende hanno a disposizione una fotografia istantanea del prodotto con un elenco di tutte le singole parti e dei costi energetici associati. Possono anche utilizzare questi dati nella ricerca e sviluppo, ad esempio per iniziare ad effettuare delle ottimizzazioni già nella fase di progettazione”, afferma Salerno.
Le aziende raccolgono già molti dei dati necessari a questo scopo. Ora queste informazioni devono essere collegate in modo che abbiano un significato. In vista della pressione competitiva internazionale, è necessario procedere con una rapida implementazione. Indipendentemente dall’evoluzione della situazione geopolitica, i prezzi dell’energia non torneranno ai vecchi livelli. Per questo motivo l’industria manifatturiera deve adattare la propria produzione tempestivamente, affidandosi a soluzioni software stabili e rapidamente configurabili.
Questo approccio aiuterà le aziende a diventare climaticamente neutrali, riducendo al contempo in modo massiccio i costi. Dopotutto, la crisi energetica è attualmente il più grande ostacolo per le aziende sulla strada della sostenibilità, come dimostra l’indagine Aras “La transizione delle aziende europee”. Sono stati intervistati oltre 440 top decision makers di 19 Paesi europei.
L’indagine “La transizione delle aziende europee”, condotta alla fine dell’autunno 2022, ha preso in esame 442 dirigenti di 19 Paesi europei. I partecipanti all’indagine lavorano in aziende con un fatturato minimo di 40 milioni di euro nei settori automobilistico, aerospaziale e della difesa, ingegneria meccanica, tecnologia medica, chimica, farmaceutica e alimentare.
Il drastico aumento dei prezzi dell’energia sta facendo lievitare i costi di produzione nell’industria manifatturiera. Una gestione aggiornata del ciclo di vita del prodotto (PLM) aiuta le aziende a ottenere la parte più consistente del potenziale risparmio, come sottolineato dal white paper di Aras sul risparmio energetico nel manifatturiero.
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