Gestione dati, innovazione e partecipazione urbana in un concorso
In che modo information design, data visualization e open data possono diventare strumenti di accesso alle informazioni relative alla vita urbana e favorire processi di partecipazione e innovazione?
Questo il tema centrale del concorso nazionale Urban Dataviz Contest – Visualizzare i dati delle città, lanciato da Università Iuav di Veneza, AIAP Associazione Italiana Design della Comunicazione Visiva e Comune di Rovigo, nell’ambito dell’Urban Digital Center – InnovationLab.
Competenze di design e pianificazione si uniscono in un contest aperto a progettisti e designer sul rapporto tra open data e sostenibilità urbana, con tre temi da esplorare: la città e i suoi cittadini come territorio urbano da indagare, la città e il ciclo sostenibile dei rifiuti, la città e il verde urbano.
A fronte del costante aumento della disponibilità di dataset (collezioni di dati organizzati in fora relazionale), e nonostante la normativa in atto fin dal 2005, gli open data (cioè informazioni e dati numerici liberamente utilizzabili) rimangono materia per gli addetti ai lavori. L’emergenza sanitaria in corso ha però dimostrato che un’insufficiente gestione dei dati aperti – sia dal punto di vista della loro disponibilità che per quanto riguarda la loro elaborazione e visualizzazione – può avere conseguenze estremamente gravose per la società.
“L’iniziativa promossa dal comune di Rovigo è uno dei pochi esempi di attenzione e di valorizzazione degli open data da parte di una pubblica amministrazione – commenta Gianni Sinni, presidente della giuria del contest e docente Iuav di design – . Promuovere un concorso, in collaborazione con Aiap, per visualizzare una serie di dati quantitativi pubblici contribuisce a costruire una generale consapevolezza dell’importanza e del valore rappresentato dai dati e la loro corretta diffusione”.
In particolare, “le competenze di Iuav nell’ambito delle discipline del progetto possono lavorare in sinergia in una prospettiva di attuazione locale dell’Agenda 2030 sullo sviluppo sostenibile”, commenta Francesco Musco, ordinario di Pianificazione Urbanistica e direttore del corso di Laurea Magistrale in Urbanistica e pianificazione del territorio.
“Gli open data sono fondamentali per la trasparenza e il monitoraggio civico (ne è un esempio l’iniziativa governativa Open coesione sulle politiche di coesione in Italia) e per la comprensione di una realtà complessa come la nostra. Per questo i dati meriterebbero di essere considerati a tutti gli effetti ‘beni comuni’. La loro crescente importanza va di pari passo con la diffusione della cultura dell’information design, che significa saper costruire infografiche e saperle comprendere, ambiti su cui sempre più università e scuole di design sono chiamate a essere attive promotrici”, conclude Denis Maragno, ricercatore e docente Iuav di Pianificazione urbanistica.
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