Il futuro dell’acqua saranno le acque funzionali?
Il sondaggio sulle acque di nuova generazione è stato condotto a Milano da gennaio a febbraio 2020 su un campione di 2 mila pazienti della nutrizionista Elena Paglia di età compresa fra i 25 ed i 60 anni, residenti in prevalenza nelle regioni centro-settentrionali del nostro Paese. Per la stragrande maggioranza degli intervistati (79%) la scelta dell’acqua oligominerale deve rispondere ad esigenze specifiche, sia per composizione chimico-fisica che per residuo fisso. Cresce la propensione al consumo di acque funzionali (53%), meglio se con pH alcalino (65%) per contribuire a rinforzare il sistema immunitario oppure con presunto effetto anti-age (71%). E ancora: per il 67% dei rispondenti a fare la differenza nell’acquisto sono anche l’eco-sostenibilità e la bottiglia plastic-free (83%).
“La corretta idratazione è parte integrante di uno stile di vita sano e bilanciato. Oggi le acque sono nutrimento liquido per tutto l’organismo. Ecco perché sempre più persone scelgono e assumono acqua con crescente attenzione alle sue caratteristiche funzionali”, spiega Elena Paglia, nutrizionista.
Fra le macrocategorie di acque quelle funzionali svettano in cima alle preferenze degli intervistati: il 53% dei rispondenti dichiara di non poterne più fare a meno nella propria routine di benessere quotidiana, dal lavoro allo sport, affiancato dal 37% di fedelissimi delle acque oligominerali tradizionali a basso residuo fisso e da un esiguo 10% che si orienta verso acque molto mineralizzate.
Fra le acque funzionali gli intervistati privilegiano le acque alcaline (65%), che grazie al loro pH superiore a 7 e alla loro struttura micro-molecolare, possono garantire una capacità di idratazione superiore. Proprio come Hydraqua, l’acqua alcalina ionizzata con pack 100% in alluminio riciclabile all’infinito, che aiuta a depurare l’organismo dall’eccesso di acidi causato da un’alimentazione ricca di prodotti raffinati, dall’eccessivo consumo di proteine di origine animale e da esercizio fisico intenso.
“Assumere almeno un litro e mezzo di acqua alcalina al giorno, con pH 7+ e preferibilmente ionizzata, contribuisce ad alcalinizzare il corpo e i tessuti connettivi, rinforzando le difese immunitarie”, sottolinea Elena Paglia. “In tempi di coronavirus questo aspetto ha fortemente influenzato le decisioni di acquisto degli intervistati”.
Se le acque alcaline raccolgono il plauso degli intervistati under 35, che le indicano come miglior scelta in una percentuale del 56%, le acque con presunte proprietà anti-age che favoriscono la lotta ai radicali liberi grazie alla formulazione arricchita con collagene, zinco o acido ialuronico, conquistano un ampio segmento di over 45. I rispondenti più maturi, infatti, dichiarano di assumerle regolarmente nel 57% dei casi. Ottengono un seguito apprezzabile anche le acque aromatizzate alla frutta o alle erbe, indicate come scelta ideale dal 49% degli intervistati nelle fasce di età 45-60.
L’acqua del futuro? Per il 77% degli intervistati sarà a metà strada fra una tradizionale acqua oligominerale ed un Energy Drink, ma dovrà anche essere eco-responsabile (83%) e promuovere iniziative in difesa dell’ambiente. E non manca un occhio di riguardo per il pack della bottiglia: rigorosamente plastic free (93%), di preferenza compatto e dalle linee morbide (75%), pensato per il consumo fuori casa (83%).
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