Fiore all’occhiello dell’Italia che ricicla: l’impegno di Cobat
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Un servizio per la tutela dell’ambiente ma anche un importante contributo per l’economia nazionale: con il piombo recuperato sono stati risparmiati 90 milioni di euro sulle importazioni di tale metallo.
Nel 2005 in Italia sono state raccolte oltre 16,6 milioni di singole batterie, da cui sono state recuperate circa 113.000 tonnellate di piombo, quasi 10.000 tonnellate di plastiche nobili (polipropilene) e neutralizzati 33 milioni di litri di acido solforico. In Italia, il Cobat (consorzio obbligatorio batterie esauste) può essere considerato precursore del sistema integrato nella gestione dei rifiuti e la giusta soluzione al problema delle batterie al piombo esauste, quelle utilizzate per l’avviamento di tutti i tipi di automezzi, nonché per i gruppi di continuità di centrali elettriche, telefoniche, di ospedali ecc.
L’anno scorso il Cobat ha superato per la prima volta la soglia delle 201.518 tonnellate di accumulatori esausti, con una percentuale sull’immesso al consumo oramai prossima al 100%, un risultato che ci allinea ai Paesi europei di alta tradizione ambientale come Svezia, Norvegia e Danimarca. Il primato è ancora maggiore se si pensa ai bassi costi applicati per assicurare la raccolta e il riciclo degli accumulatori esausti. In Italia, infatti, vige il più basso sovrapprezzo sulla vendita delle batterie nuove, notevolmente inferiore a quello applicato dai Paesi nordici: solo 76 centesimi di euro per una batteria d’automobile.
Il merito del Cobat è un successo dell’opera del Parlamento italiano, ma anche della capacità del suo management di saper conciliare interessi economici, talvolta divergenti, di imprenditori grandi e piccoli, per l’interesse generale del Paese. Anche se composto da soci privati, il Cobat svolge un rilevante compito di natura pubblica, sia dal punto di vista ecologico sia da quello economico.
Il Consorzio tutela l’ambiente, assicurando sull’intero territorio nazionale la raccolta gratuita e il riciclo di rifiuti pericolosi. Al contempo, l’attività consortile ha una forte valenza economica: ogni anno il nostro Paese risparmia sull’importazione di nuovo piombo oltre 90 milioni di euro. Da un punto di vista regionale, la Lombardia, con circa 32,5 mila tonnellate, è la regione che in assoluto ha raccolto le maggiori quantità di batterie esauste, seguita subito dalla Campania (circa 24.500 t), Emilia Romagna, Piemonte, Veneto (circa 19.00 t) e Lazio (circa17.000 t).
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