Il 75,5% degli italiani sceglie l’acqua a km zero
Aqua Italia, Associazione che raggruppa le aziende di punta nel settore del trattamento dell’acqua, federata ad Anima – Confindustria, rende noti i risultati della sua ultima importante ricerca, commissionata all’Istituto indipendente Cra, riguardante la propensione degli italiani al consumo di acqua del rubinetto a casa, all’utilizzo di trattamenti domestici dell’acqua e alla loro manutenzione e alla conoscenza relativa al fenomeno dei Chioschi dell’Acqua. La ricerca è stata svolta su un campione di 2030 individui dai 18 anni in su rappresentativi dell’intera popolazione italiana.
I risultati confermano il trend positivo rilevato nelle precedenti edizioni. Il 75,5% degli italiani sceglie la cosiddetta acqua a km zero. Cresce anche la frequenza di utilizzo, infatti, il 46,9% dichiara di berla “sempre o quasi sempre” superando nettamente il 40% circa registrato nel 2008.
In particolare, il Nord Est vince la medaglia d’oro per il consumo abituale di acqua del rubinetto, trattata e non, con il 61,7% di adesioni. Maglia nera, invece, per il Sud Italia, dove il 44,1% dichiara non berla o di berla uno o due volte l’anno.
Le ragioni che spingono gli italiani ad apprezzare l’acqua del rubinetto, trattata e non, sono, in primis, il gusto (27,5%) seguito dalla comodità di non dover più trasportare casse di acqua dal supermercato fino a casa (25,6%), il risparmio economico che va dalle 300 alle 1.000 volte rispetto alla bottiglia (21,2%) e i maggiori controlli rispetto alla cugina in bottiglia (17,9%). Diminuisce sempre di più la percentuale di chi non la berrebbe per nessuna ragione che scende al 10,9%, valore quasi dimezzato rispetto al 19% del 2008.
Due italiani su tre con un’età compresa tra i 55 e i 64 anni, la scelgono perché è buona (65,%). I giovani (44,3%) e gli anziani (38,8%) invece puntano tutto sulla comodità. Il minor costo, infine, è la leva più forte per gli individui di età compresa tra i 35 e i 54 anni (68,8%), mentre per quanto riguarda l’attenzione verso l’ambiente, è maggiormente sentita al Nord Est con particolare incidenza tra i 35 e i 44enni (29,3%).
Per la prima volta, la ricerca Cra ha chiesto agli intervistati quali dispositivi di trattamento dell’acqua hanno utilizzato negli ultimi 12 mesi nell’ambito domestico. Il 23,4% degli italiani possiede almeno un apparecchio domestico di affinaggio dell’acqua. In quasi la metà dei casi si tratta di caraffe filtranti (12,6%), i sistemi di filtraggio si attestano al 4%, l’osmosi inversa al 3,9% e i sistemi di refrigerazione o gasatura all’1,8%.
In particolare, tra coloro che bevono sempre o quasi sempre l’acqua del rubinetto, oltre un terzo (36,6%) ha almeno un apparecchio: il 19,7% ha una caraffa filtrante, l’8,3% ha un apparecchio con filtro per il cloro, il 5,7% ha un sistema ad osmosi inversa e il 4,4% ha scelto un apparecchio per la gasatura o refrigerazione.
Tutti i sistemi di affinaggio dell’acqua citati (tranne le caraffe filtranti) necessitano di manutenzione periodica eseguita da personale tecnico specializzato. Si è, quindi, indagato su quanti possiedano un abbonamento di manutenzione periodica. I risultati sono positivi, infatti, circa la metà delle famiglie intervistate ne possiede uno (48,3%) ma ancora il 20,2% dichiara di non esserne a conoscenza, segno che tanto bisogna ancora fare per dare una corretta informazione agli utenti finali. In particolare, si sottolinea che il 70% di chi ha sottoscritto un abbonamento possiede un sistema ad osmosi inversa.
Infine, la ricerca si è concentrata ad analizzare anche l’interesse degli italiani verso i cosiddetti Chioschi dell’Acqua, evoluzione delle antiche fontanelle, che oggi erogano in numerosi Comuni d’Italia acqua potabile affinata, refrigerata e gassata.
Dall’analisi è emerso che il 53,5% degli intervistati conosce l’esistenza del servizio e, nel dettaglio, il 16,4% di questi vive in un Comune che possiede un Chiosco dell’Acqua e il 37% vive in una località che non lo possiede ma se fosse proposta l’iniziativa, aderirebbe di certo.
Come per il 2010, tra coloro i quali non hanno nel proprio comune questo servizio a disposizione, il 25,8% dichiara che se la sua Amministrazione comunale aderisse all’iniziativa, lo utilizzerebbe di certo. Il Sud Italia registra, in questo senso, il dato più alto con il 33,4% degli intervistati che gradirebbe un Chiosco dell’Acqua nella zona di residenza.
Dati entusiasmanti che confermano la tendenza rilevata già negli anni scorsi e che confermano il fatto che si sia diffuso il desiderio di valorizzare le risorse idriche presenti sul territorio aumentando così la sensibilità dei cittadini verso una nuova e moderna cultura dell’acqua.
Aqua Italia: www.aquaitalia.it
Anima: www.anima-it.com
Confindustria: www.confindustria.it
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