Wwf: “Siamo a ‘cinque minuti dalla mezzanotte’ al summit sul clima non c’e’ tempo da perdere”
“Mancano meno di 50 giorni di negoziati per arrivare a un nuovo accordo globale nel 2015 e contribuire a fermare il cambiamento climatico galoppante: non c’è tempo da perdere, i leader mondiali devono usare bene ogni singolo giorno”. È il monito del Wwf in vista dei negoziati sul clima delle Nazioni Unite che si tengono a Varsavia, Polonia, dall’11 al 22 novembre. Un meeting particolarmente importante per preparare il terreno ai negoziati di Lima il prossimo anno e poi Parigi nel 2015, quando dovrà essere siglato il nuovo accordo globale sul clima.
“Il mondo è drammaticamente lontano da una effettiva riduzione delle emissioni, l’unica azione che limiterebbe il cambiamento climatico più pericoloso. E questo è in parte dovuto al fatto che i governi del mondo impiegano la maggior parte del loro tempo a fare giochi politici invece di preoccuparsi per il riscaldamento globale”, ha detto Mariagrazia Midulla responsabile Clima e Energia Wwf Italia, nel team del Wwf che segue a Varsavia i negoziati ONU. “La politica energetica è attualmente guidata dalle azioni volontarie dei singoli Paesi: questo rallenta il ritmo del cambiamento e si traduce in mancate opportunità che ci sarebbero con una maggiore cooperazione e visione d’insieme tra i governi. A Varsavia questo approccio dovrà cambiare o perderemo un’occasione fondamentale per riavviare il processo verso un futuro più equo e più sostenibile. È il momento di invertire la rotta e fermare l’inquinamento da CO2 che sta mutando profondamente il nostro Pianeta, con forti rischi per gli esseri umani e per la biodiversità. L’energia è ancora dominata dai combustibili fossili, ma le opportunità e il futuro sono tutti nell’efficienza e nelle rinnovabili, visto che le tecnologie sono sempre più competitive e affidabili”.
Rispetto ai negoziati, desta notevole preoccupazione il fatto che il Paese ospitante, la Polonia, sia fortemente dipendente dal carbone, e punti quindi ad aspettative basse, promuovendo nel contempo il cosiddetto “carbone pulito”, un ossimoro senza attinenza con la realtà di un combustibile che è il maggior killer del clima, della salute e dell’ambiente.
Per questo il Wwf ha presentato una nuova edizione del rapporto ‘Carbone: un ritorno al passato inutile e pericoloso’ con i dati aggiornati sul carbone in Italia, gli impatti sulla salute, l’energia prodotta. Attualmente in Italia sono infatti in funzione 13 centrali a carbone, assai diverse per potenza installata e anche per la tecnologia impiegata. Questi impianti hanno prodotto circa 44.726 GWh nel 2011 e 46.755 GWh nel 2012, contribuendo rispettivamente all’12,9% e al 13,7% 57 del fabbisogno elettrico complessivo. A fronte di questi dati, tutto sommato abbastanza modesti, scopriamo che gli impianti a carbone nel 2011 avevano prodotto oltre 38,3 milioni di tonnellate di CO2, che nel 2012 dovrebbero aver superato i 40 milioni di tonnellate, corrispondenti a oltre 1/3 di tutte le emissioni del sistema elettrico nazionale. A livello europeo l’Health and EnvironmentAlliance ha stimato costi per l’impatto sanitario provocato dalla combustione del carbone compresi tra 15,5 e 42,8 miliardi di euro annui.
Tra l’altro, come ricorda il Wwf nella scheda sui costi dell’energia “Le rinnovabili convengono a tutti”, in Europa i reali costi che pesano sulle bollette elettriche sono i 100 miliardi di euro di incentivi a fonti fossili e nucleare contro i 30 alle energie rinnovabili, e anche in Italia il maggiore incremento della bolletta elettrica è dovuto all’aumento del costo dei combustibili fossili da cui dipendiamo per l’80% e non certo agli incentivi concessi alle energie rinnovabili.
A Varsavia il Wwf esorta i Paesi ad approvare una roadmap per l’accordo del 2015: concordare gli elementi base che dovranno costituire l’ossatura del nuovo accordo e individuare tappe precise: non si può lasciare tutto il negoziato aperto sino all’ultimo.
Secondo il Wwf, bisogna agire con urgenza: per garantire che i Paesi in via di sviluppo possano rafforzare le loro azioni con il sostegno dei Paesi; dare una forte spinta alle azioni concrete a livello internazionale nel periodo pre-2020, puntando a un sostanziale incremento delle energie rinnovabili e al raddoppio dell’efficienza energetica; assicurare che i Paesi sviluppati possano migliorare i loro obiettivi per combattere il riscaldamento.
Costruire un futuro equo per tutti e in particolare per i più vulnerabili significa: creare un piano per quei Paesi che aderiranno a un accordo globale sul clima nel 2015; sviluppare un accordo quadro per l’equità per i Paesi che si dichiarino disponibili a rendicontarlo.
Per chiudere il “gap di ambizioni”, i Paesi sviluppati devono adeguare alle necessità i propri obiettivi di riduzione delle emissioni, i Paesi in via di sviluppo che non lo abbiano fatto, devono presentare i propri impegni per ridurre le emissioni. È possibile eliminare in modo equo i sussidi ai combustibili fossili completando l’accordo per proteggere le nostre foreste.
L’aiuto ai più vulnerabili si manifesta nel concordare un meccanismo per sostenere coloro che soffrono di perdite permanenti e danni dovuti agli impatti dei cambiamenti climatici; nel costituire un fondo di almeno 60-90 miliardi di dollari in finanziamenti per il clima tra oggi e il 2015; nel finanziare il Fondo per l’adattamento.
“Se vogliamo raggiungere questi risultati, alla COP 19 di Varsavia devono essere raggiunti progressi significativi altrimenti le emissioni globali di carbonio continueranno ad aumentare, rendendo sempre più difficile e costoso agire per evitare il cambiamento climatico più pericoloso”, conclude Mariagrazia Midulla. “Come definito a settembre dal Gruppo di Lavoro del Panel intergovernativo scientifico sui cambiamenti climatici (Ipcc), tutto questo è necessario per ridurre il rischio che la Terra superi i 2°C di riscaldamento globale”.
Per incentivare le istituzioni finanziarie e i governi del mondo ad agire immediatamente investendo nell’energia rinnovabile e nell’efficienza energetica, tutti possono far sentire la propria voce, firmando sul sito “Riprenditi l’Energia” la petizione globale Wwf per chiedere di finanziare il futuro delle rinnovabili e non il passato delle energie fossili.
Riprenditi l’Energia: http://www.wwf.it/riprenditilenergia
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