Città italiane fuori dalla top 50 delle città più tech e smart al mondo
Dagli esperti ecco le 10 tecnologie per costruire metropoli sostenibili
L’Italia fuori dalla top 50 mondiale delle smart city: nessuna metropoli tricolore figura, infatti, nelle prime 50 posizioni dello Smart City Index 2025 che vede sul podio città come Zurigo, Oslo e Ginevra. Roma, Milano e Bologna arretrano sensibilmente, evidenziando un ritardo strutturale su tematiche chiave come innovazione e sostenibilità urbana.
Dai rivestimenti fotocatalitici mangia – smog ai sistemi predittivi per la gestione dei disastri ambientali, gli esperti spiegano le 10 tecnologie più innovative nell’ambito dello sviluppo e della costruzione delle smart city. “La sfida è trasformare l’innovazione da strumento tecnico a motore di cambiamento culturale per le città” afferma Raffaella Moro, CEO di REair
La posizione delle città italiane
In un’epoca in cui la trasformazione e la rigenerazione urbana è guidata da sostenibilità, dati e innovazione, la posizione delle città italiane nello scenario globale solleva più di una domanda. Lo Smart City Index 2025, pubblicato dallo Smart City Observatory dell’IMD – International Institute for Management Development, ha lanciato un messaggio inequivocabile: l’Italia è assente dalle posizioni di vertice della classifica mondiale delle smart city.
Su 146 città analizzate in tutto il mondo, nessuna metropoli italiana figura tra le prime 50.
Un dato che fa riflettere, soprattutto considerando che sette delle dieci città in cima alla graduatoria si trovano in Europa, tra cui Zurigo (1°), Oslo (2°) e Ginevra (3°) che compongono il podio. Mentre il nostro Paese, pur vantando un grande potenziale creativo e tecnologico, resta ai margini della trasformazione e della rigenerazione urbana globale. Lo studio, basato su dati infrastrutturali e tecnologici raccolti dalle interviste fatte ai residenti locali, punta i riflettori sulle città che riescono a coniugare al meglio innovazione digitale, sostenibilità e qualità della vita.
L’assenza dell’Italia nella classifica è ancora più evidente se confrontata con le brillanti performance di città del Medio Oriente come Dubai, che conquista la 4a posizione, e Abu Dhabi, che segue subito dopo al 5° posto. Questi risultati premiano una strategia urbana lungimirante, basata sulla costruzione e lo sviluppo di infrastrutture digitali all’avanguardia, tecniche e strategie di abbattimento dei principali inquinanti, servizi pubblici intelligenti, mobilità sostenibile e una governance integrata. Singapore, dal canto suo, si mantiene saldamente nella top 10, posizionandosi al 9° posto, e confermandosi la città più smart dell’Asia.
Nel frattempo, le città nordamericane fanno i conti con una flessione significativa
Per il secondo anno consecutivo, infatti, nessuna città statunitense è presente nella top 20. New York, pur essendo la più performante del continente, scivola al 49° posto, perdendo ben 15 posizioni rispetto all’anno scorso. Anche Washington DC (50°), San Francisco (61°), Los Angeles (66°) e Denver (72°) registrano dei cali significativi. L’Italia, purtroppo, non riesce a tenere il passo. Bologna scivola in 83a posizione, Milano si ferma al 97° posto, mentre la capitale Roma crolla addirittura al 139° posto.
Gli elementi negativi
A pesare in negativo sono le criticità strutturali che da anni condizionano le nostre città: traffico veicolare, inquinamento atmosferico, governance poco incisiva, disuguaglianze territoriali, difficoltà nel trattenere i talenti e capacità di attrarre investimenti. Mentre metropoli internazionali come Zurigo e Dubai investono in soluzioni come la mobilità predittiva basata sull’intelligenza artificiale, la sanificazione automatizzata degli spazi urbani, l’agricoltura verticale e lo scambio energetico tra i quartieri, l’Italia resta frenata da una visione urbanistica frammentaria e poco lungimirante.
Eppure, gli strumenti per invertire la rotta non mancano.
REair, azienda italiana all’avanguardia nelle tecnologie green per abbattere l’inquinamento dell’aria, offre soluzioni efficaci da applicare nell’ambito della rigenerazione urbana, come il rivestimento nanotecnologico trasparente eCoating. Basato sul principio naturale della fotocatalisi, eCoating è in grado di decomporre proattivamente, a contatto con luce e aria, composti organici volatili (VOC), ossidi di azoto (NOx), polveri PM organiche e altri agenti patogeni nocivi, in ambienti sia esterni che interni.
La reazione consente di disgregare i principali inquinanti presenti nell’aria, trasformandoli in sottoprodotti innocui come sali, anidride carbonica e acqua. La tecnologia offre l’ulteriore vantaggio di rendere le superfici trattate autopulenti, con un effetto duraturo nel tempo, riducendo così i costi di manutenzione e pulizia. Tutto a zero consumi energetici.
È una soluzione innovativa e game – changing, che guarda al problema della rigenerazione ambientale urbana dalla prospettiva dell’utilizzo immediato delle strutture esistenti, le facciate dei palazzi, come superfici che – se trattate – sono in grado di generare l’effetto disinquinante dell’aria come delle vere e proprie foreste “invisibili” nelle nostre città.
Il problema è nell’aria
“La tecnologia non deve essere una promessa, ma una leva per l’impatto concreto. In un contesto urbano sempre più fragile e complesso, è indispensabile superare le logiche sperimentali e portare soluzioni già pronte dal laboratorio alla città” afferma Raffaella Moro, CEO di REair. “Non possiamo più permetterci di aspettare: abbiamo l’urgenza e le competenze per avviare una nuova stagione urbana, fondata su tecnologie attive, intelligenti e replicabili. La sfida è trasformare l’innovazione da strumento tecnico a motore di cambiamento culturale”.
Una visione condivisa anche dall’ingegnere Gian Luca Guerrini, coordinatore del comitato scientifico di REair, che sottolinea come il nostro Paese disponga già di tecnologie avanzate pronte per l’adozione su larga scala. A mancare, secondo lui, è una strategia sistemica e una volontà concreta di implementazione.
“Abbiamo progettato un rivestimento fotocatalitico che agisce in modo continuo e autonomo, senza la necessità di interventi esterni, contribuendo alla creazione di città più vivibili, moderne e resilienti. L’approccio nanotecnologico ci permette di intervenire su scala microscopica producendo impatti concreti e immediatamente misurabili scientificamente nell’ambiente urbano” commenta Guerrini.
Ma eCoating non è l’unica soluzione già disponibile sul mercato: sistemi predittivi per la gestione dei disastri ambientali, reti energetiche locali, pareti verdi ed edifici intelligenti con sensori IoT rappresentano solo una parte delle tecnologie capaci di trasformare radicalmente il tessuto urbano italiano.
Nel quadro delineato emerge con chiarezza come le città leader abbiano investito in strategie a lungo termine, nel potenziamento degli spazi verdi, nella promozione della cultura e nell’inclusione sociale. Per ripartire, serve un nuovo paradigma urbano fondato sulla connessione tra dati e infrastrutture, l’efficienza energetica decentralizzata e la capacità di prevedere e contrastare fenomeni ambientali estremi.
Ecco, secondo gli esperti di REair, le 10 tecnologie per portare le metropoli italiane in un futuro sempre più innovativo e green oriented:
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eCoating:
rivestimento fotocatalitico mangia-smog che abbatte gli inquinanti atmosferici, riduce i costi di pulizia delle facciate e migliora la qualità dell’aria urbana
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Trattamenti nanotecnologici per ambienti indoor:
soluzioni fotocatalitiche per la qualità dell’aria e la protezione delle superfici. Grazie all’azione della luce, queste soluzioni innovative riducono gli inquinanti indoor e mantengono sotto controllo la carica microbica in modo continuo. Sono ideali per spazi pubblici e privati ad alta frequentazione, dove contribuiscono a migliorare la qualità dell’aria e a garantire superfici più protette e igieniche.
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Mobilità predittiva basata su intelligenza artificiale:
algoritmi dinamici per l’ottimizzazione del traffico cittadino e dei trasporti pubblici, con impatto diretto su tempi e emissioni.
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Raccolta intelligente dei rifiuti con sensori IoT:
cassonetti smart e raccolta automatizzata che riducono costi e migliorano la gestione ambientale.
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Edifici intelligenti e manutenzione predittiva:
sensori e piattaforme digitali per la gestione energetica e strutturale degli edifici, in ottica di efficienza e durabilità.
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Microgrid urbane e scambio locale di energia rinnovabile:
reti distribuite per la produzione e condivisione di elettricità pulita fra cittadini e distretti urbani.
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Tetti biosolari e pareti verdi:
integrazione di fotovoltaico e vegetazione per mitigare l’effetto isola di calore e aumentare così la resilienza climatica.
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Agricoltura verticale assistita da AI:
coltivazione urbana in ambienti controllati, supportata da intelligenza artificiale per ridurre risorse e aumentare l’autosufficienza.
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Connettività 5G/6G e Internet of Things urbano:
reti ad altissima velocità per il monitoraggio e il controllo in tempo reale di servizi pubblici, mobilità e sicurezza.
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Sistemi predittivi per la gestione dei disastri ambientali:
modelli di analisi basati su machine learning per anticipare alluvioni, incendi e fenomeni estremi, migliorando la capacità di risposta urbana.
Fonte foto Pixabay_mpewny
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