Rincaro dell’energia: urge un approccio strategico integrato
Strategie proattive, investimenti in efficienza energetica e gestione esternalizzata degli energy asset possono mitigare l'impatto dei rincari stimati
Le previsioni di escalation dei prezzi di gas ed elettricità prospettano un’onda d’urto senza precedenti sul sistema produttivo italiano, mettendo a repentaglio la competitività delle imprese già gravemente provata in questi ultimi 5 anni. Centrica Business Solutions, in qualità di partner strategico per l’efficienza energetica e la sostenibilità aziendale, analizza il contesto e propone soluzioni concrete per supportare le aziende nel mitigare l’impatto di questa crisi e dell’aumento del costo dell’energia.
Analisi delle cause: una tempesta perfetta
Sono diverse le analisi e le previsioni che calcolano un incremento che desta preoccupazione dichiarata in diversi settori. Le stime variano, ma concordano su un trend al rialzo. L’attuale scenario energetico è il risultato di una convergenza di fattori complessi e interconnessi, che influenzano i prezzi e la disponibilità delle risorse.
Nicola Miola, General Manager di Centrica Business Solutions Italia, afferma: “L’aumento dei prezzi di luce e gas non è un fenomeno semplice e lineare, ma il risultato di una combinazione di fattori strutturali e contingenti. Se, da un lato, vi sono dinamiche intrinseche al mercato energetico, come la composizione dei costi dell’energia elettrica e del gas e il relativo tanto desiderato disaccoppiamento tra gli indici di riferimento che ne regolano il prezzo, dall’altro, le instabilità internazionali, in particolare il conflitto in Ucraina, hanno acuito la volatilità dei mercati innescando fenomeni speculativi nell’offerta di gas naturale prima ed energia elettrica poi”.
“Gli attuali eventi geopolitici hanno contribuito ad amplificare le oscillazioni dei prezzi e generare incertezza e instabilità diffusa con impatti nella pianificazione dei costi industriali di produzione del manufacturing italiano. Ma ancora è necessario considerare ulteriori fattori, quale il ruolo del gas e delle rinnovabili nel meccanismo di definizione del prezzo dell’energia elettrica, le dinamiche del mercato e la dipendenza dall’estero”.
Il gas naturale in Italia e l’aumento del costo dell’energia
Il gas naturale, ad esempio, continua a essere una fonte primaria per la produzione di energia elettrica in Italia, rappresentando una percentuale superiore al 40% del mix energetico nazionale, secondo i dati del GSE. Questa dipendenza dal gas rende il nostro Paese particolarmente vulnerabile alle fluttuazioni dei prezzi di questa materia prima, soprattutto per quei comparti industriali che richiedono vapore, acqua surriscaldata, calore o freddo. A ciò si aggiunge un’interdipendenza dell’Italia dalle importazioni di energia elettrica, che rende il nostro sistema energetico fragile di fronte a fattori quali le prossime manutenzioni programmate al sistema di produzione nucleare francese, da cui come noto deriva l’energia al minor prezzo, con conseguenze dirette sul nostro mercato.
Sottolinea Miola: “Nell’analisi dell’andamento dei prezzi dell’energia è d’uopo considerare anche la produzione di energia da fonti rinnovabili non programmabili, come il solare fotovoltaico e l’eolico e dalla disponibilità di energia idroelettrica: queste fonti, pur essendo fondamentali per la transizione verso un sistema energetico più sostenibile, possono variare la loro produzione in base alle condizioni meteorologiche, influenzando di conseguenza i prezzi sul mercato”.
Soluzioni per le aziende: un approccio strategico e integrato
L’aumento dei costi energetici sta producendo effetti a catena sul tessuto imprenditoriale italiano: dall’aumento dei costi di produzione, con conseguente riduzione dei margini di profitto specialmente per le imprese energivore, tra le più colpite dagli incrementi, alla perdita di competitività per le imprese italiane, con il rischio di delocalizzazione della produzione.
Cosa possono fare, dunque, le aziende per affrontare le sfide del mercato energetico e garantire la propria competitività? Diventa necessario, in particolare per i settori energivori come carta, plastica, vetro, conciario, food & beverage e data center, adottare un approccio strategico e integrato per mitigare l’impatto dell’aumento dei prezzi di luce e gas.
Specifica Miola: “Innanzitutto, è fondamentale monitorare costantemente i prezzi e cercare di identificare i momenti più favorevoli per bloccarli, tenendo conto delle proprie esigenze produttive e dei cicli di consumo. In secondo luogo, le aziende devono investire in efficienza energetica e autoproduzione, implementando interventi per ridurre la dipendenza dalle reti e aumentare l’autonomia energetica”.
“Questo può significare l’adozione di tecnologie più efficienti, l’ottimizzazione dei processi produttivi, l’isolamento degli edifici e l’utilizzo di fonti rinnovabili per l’autoproduzione di energia. Un altro aspetto cruciale è la flessibilità e l’adattabilità: le aziende devono essere in grado di adeguare rapidamente i propri consumi energetici in base alle variazioni dei prezzi e alla disponibilità delle risorse. Questo può richiedere l’implementazione di soluzioni energetiche modulari e flessibili, in grado di integrarsi con diverse fonti di energia e di adattarsi alle evoluzioni del mercato”.
Esternalizzazione degli energy asset: un nuovo approccio
Secondo l’analisi condotta da Centrica Business Solutions, affidare la gestione degli asset energetici a esperti del settore strutturati può rappresentare un vantaggio competitivo significativo per le aziende. Queste realtà, configurandosi come veri Partner, grazie ad una solida preparazione tecnica ed una robusta struttura finanziaria, sono in grado di monitorare costantemente il mercato, anticipare le tendenze e adottare le soluzioni più appropriate per ottimizzare i costi e ridurre i rischi.
Secondo Miola: “A differenza dell’azienda, focalizzata sul proprio core business, i partner energetici sono aggiornati in tempo reale sulle evoluzioni tecnologiche e normative, e possono intervenire rapidamente per adeguare impianti, processi e studiare soluzioni adatte alle mutate esigenze, indipendentemente dal fatto che si tratti di installare un impianto frigorifero, una pompa di calore, un sistema di cogenerazione, o convenga configurare una soluzione PPA off-site flessibile”.
“Oggi, la volatilità del mercato impone un modello di azione operabile nel breve termine con una visione di medio termine, aperta a rapidi cambiamenti e con orizzonti temporali che si riducono drasticamente rispetto al passato. Gli investimenti, un tempo decennali, diventano ora soluzioni “mobili” spesso a breve termine, e devono essere in grado di adattarsi alle rapide trasformazioni del settore, anche in un arco temporale inferiore a 3/4 anni. In qualità di operatori storici del settore energetico con un ampio spettro di azione siamo in grado di gestire questa complessità, proponendo schemi tecnologici e contrattuali flessibili e modulari, capaci di adattarsi alle esigenze specifiche di ogni azienda e alle evoluzioni del mercato”.
Il ruolo degli esperti di settore
Delegare la gestione degli asset energetici a esperti del settore consente alle aziende di concentrarsi sul proprio core business, senza doversi preoccupare delle complessità e dei rischi esogeni legati al mercato; un partner energetico si assume la responsabilità della gestione, delle performance, dell’aggiornamento, dell’evoluzione tecnologica “aperta”, consentendo alle aziende di risparmiare tempo, investimenti, costi e risorse preziose.
Conclude Miola: “La crisi energetica rappresenta una sfida determinante per le aziende italiane, ma anche un’opportunità per accelerare la transizione verso un sistema energetico più strutturato, resiliente, sostenibile ed efficiente. Investire in efficienza energetica e autoproduzione, diversificare le fonti di approvvigionamento, adottare schemi flessibili e tecnologie innovative sono passi fondamentali per garantire competitività, continuità e sostenibilità delle imprese nel lungo periodo. Il nostro futuro”.
Fonte foto Pixabay_geralt
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