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L’acqua nella città del futuro: algoritmi, AI generativa e soluzioni circolari per una progettazione più consapevoleERT

In un’epoca segnata da crisi climatica, eventi estremi e urbanizzazione accelerata, la gestione delle risorse idriche rappresenta una delle sfide cruciali per il futuro delle città. L’ acqua non è più soltanto una risorsa da proteggere, ma un elemento generativo, capace di ispirare nuovi linguaggi progettuali e soluzioni sostenibili.

Di questo si è parlato al convegno internazionale “The Future of Water – Connecting Architecture and Design for Social and Environmental Sustainability”, primo appuntamento di un ciclo di incontri promosso dal Corso Magistrale in Design & Ecospaces Design e dal Centro Studi e Ricerche dell’Accademia di Belle Arti di Macerata, con il contributo dell’Università degli Studi di Macerata. Al centro della discussione: progettazione parametrica, AI generativa, algoritmi adattivi e biomimesi, esplorando il modo in cui questi strumenti stanno trasformando il modo di pensare e costruire gli spazi pubblici.

Tra i momenti centrali dell’evento, il tavolo di lavoro “Ecospaces Design e algoritmi”. Il Prof. Ernesto Cesario, interior, product & computational designer e docente all’Accademia, ha offerto una panoramica aggiornata su come architettura, design e tecnologia possano affrontare la crescente complessità dei sistemi urbani contemporanei, tra crisi ecologica e innovazione digitale.

Dati, clima e città adattive: progettare con l’intelligenza artificiale

Il panel ha esplorato il tema del design come sistema dinamico e rigenerativo, in grado di dialogare con l’intelligenza del mondo naturale. Si è parlato di progettazione parametrica, AI generativa, algoritmi adattivi e biomimesi, mostrando come questi strumenti stiano trasformando radicalmente il modo di pensare e costruire gli spazi pubblici. Sono state presentate sperimentazioni che integrano dati climatici (irraggiamento solare, direzione dei venti, consumo idrico) all’interno di software come Grasshopper, insieme a piattaforme di AI generativa in grado di generare soluzioni morfologiche sostenibili e resilienti.

Sono state approfondite anche le potenzialità delle tecnologie additive, come la stampa 3D, fondamentali per la creazione di strutture leggere, efficienti e a basso impatto ambientale. Un approccio che trasforma la progettazione in un processo flessibile e reattivo, capace di affrontare sfide come allagamenti, isole di calore e siccità.

Il caso Centauroos: progettare con ciò che resta

Tra le esperienze presentate, spicca quella della start-up Centauroos, fondata per ridurre l’impatto ecologico dell’edilizia attraverso la trasformazione di scarti e macerie in nuovi elementi architettonici. Il Prof. Cesario ha illustrato l’approccio della start-up alla progettazione circolare e adattiva, basato sull’integrazione di materiali riciclati (fino al 30% di inerti nelle miscele per stampa 3D) e design computazionale. Un metodo che consente di limitare l’uso di cemento vergine, riducendo l’impronta ambientale complessiva del processo edilizio.

L’ acqua, in questo contesto, non è solo tema progettuale ma motore simbolico e materiale. L’esperienza di Centauroos dimostra come il rapporto tra industria e risorse naturali possa evolversi su più livelli: l’impiego di materiali riciclati per limitare il consumo d’acqua legato all’estrazione di nuove risorse porta alla riduzione dell’impatto ambientale; l’utilizzo della stampa 3D garantisce per esempio un controllo preciso delle miscele ed evita gli sprechi tipici delle gettate tradizionali efficientando così i processi.

Un design che ricerca forme che evocano i movimenti dell’acqua, l’erosione, il fluire della materia promuove anche una estetica funzionale. Durante il convegno verranno presentati prototipi e casi studio sviluppati da Centauroos, come gli arredi urbani stampati in 3D che integrano sistemi per la raccolta e la gestione dell’acqua piovana. Oggetti site-specific, progettati per rispondere in modo adattivo alle condizioni climatiche e idrologiche dei contesti urbani, contribuendo a costruire ambienti intelligenti e resilienti.

“È fondamentale proporre un nuovo modello progettuale in cui ogni intervento chiude dei cicli, trasforma gli scarti in risorsa e mette in relazione ambiente, comunità e intelligenza artificiale” spiega Ernesto Cesario, docente all’Accademia di Belle Arti di Macerata e senior designer del team di progettazione di Centauroos. “Credo fortemente che l’innovazione passi attraverso il recupero, la sperimentazione e la responsabilità verso le risorse comuni, come l’acqua”.