RMO 199 – ottobre – 2016

Manufatturiero EU è lontano l’obiettivo del 20% del PIL

Quattro anni fa la Commissione Europea fissò l’obiettivo di portare l’industria manifatturiera continentale a contribuire al 20% del PIL continentale. Era il cosidetto ‘Piano Manifattura 2020’ o ‘Rinascimento europeo’ come più pomposamente qualcuno lo aveva voluto chiamare. Ebbene, secondo uno studio appena diramato da Deutsche Bank Research, siamo ancora ben lontani dal traguardo. Se nel 2012, anno di partenza del progetto, il contributo al PIL era pari al 15,5%, alla fine dello scorso anno questo dato era salito di solo lo 0,1%. La conclusione dell’analisi del Centro tedesco è che assai difficilmente l’obiettivo verrà centrato nei tempi prefissati. A parziale consolazione, rileva lo studio che quantomeno dal 2012 il trend non solo ha smesso di decrescere ma è aumentato. Va tenuto conto del contesto economico generale piuttosto stagnante, dove sono solo Paesi dell’Est come l’Ungheria, la Polonia e la Repubblica Ceca che hanno fatto registrare aumenti di peso. Con quest’ultima che ha visto una crescita di 2-3 punti percentuali. Tra le economie più consolidate non si sono fatti registrare grossi passi avanti. In questi quattro anni l’Italia guadagna lo 0,4%, leggermente meglio della Spagna (0,2%) e della Germania (0,1%). Francia e Regno Unito hanno addirittura inserito il segno negativo con un calo, in entrambi i casi, dello 0,1%. Complessivamente la quota dell’industria manifatturiera europea è calata per undici Paesi sui ventotto membri e rimasta stagnante per tre. La quota italiana dell’incidenza del manifatturiero sul PIL è vicina alla media europea ma resta lontana da quella tedesca, che ha toccato quota 22,8%. Secondo i ricercatori di Deutsche Bank non solo l’obiettivo iniziale era troppo ambizioso, ma discutibile è stata la scelta di legare le politiche europee e nazionali a un obiettivo dell’industria sul PIL, considerando anche la concorrenza dei mercati emergenti che resterà intensa.

Luca Rossi