L’acqua al centro delle possibili soluzioni ai cambiamenti climatici

Pubblicato il 29 novembre 2017

Nonostante la gestione delle risorse idriche sia una problematica soprattutto a livello locale, le conseguenze di una mala gestione ha anche ricadute sul piano globale. Acqua e clima sono strettamente connessi, così come lo sono lo sviluppo e la resilienza, il che richiede uno sforzo maggiore da parte di tutti gli attori coinvolti, in primo luogo a livello politico. L’obiettivo dell’Accordo di Parigi di mantenere il surriscaldamento globale al di sotto della soglia dei 2oC attraverso l’adattamento e la mitigazione del fenomeno non può essere raggiunto senza una gestione consapevole e il finanziamento delle risorse idriche.

Fare fronte ai cambiamenti climatici e assicurare acqua sicura sono prerequisiti alla pace e al raggiungimento di molti degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. Per questa ragione, l’acqua sicura è al centro di molti dei temi dell’agenda globale. La comunità internazionale dell’acqua si articola in vari network, tra cui #ClimateIsWater, Alliance for Global Water Adaptation (AGWA) e Global Alliances for Water and Climate (GafWAC). Queste iniziative sottolineano l’importanza di sviluppare una più stretta cooperazione con la comunità del clima e quelle dell’energia, dell’agricoltura, delle politiche urbane, della salute e degli oceani.

L’acqua è una costante in vari settori poiché questi hanno bisogno di acqua per operare in modo sostenibile. Il legame indissolubile tra acqua, energia e cibo richiede un approccio a 360° per fare sì che la sicurezza idrica e alimentare, così come la produzione alimentare ed energetica sostenibili, diventino realtà universali. Per questo, i governi, il settore privato, le comunità locali, la ricerca e gli altri attori coinvolti devono cercare soluzioni integrate per alleviare la pressione e delineare un percorso di sviluppo incentrato sull’utilizzo efficiente e sostenibile di risorse limitate. Le cosiddette “soluzioni dal basso” che cercano di dare risposta ai rischi climatici e l’integrazione intersettoriale, per esempio le soluzioni di adattamento e ridimensionamento, sono solo alcuni degli approcci innovativi per fare fronte alla domanda energetica, adesso e in futuro. Questo approccio integrato necessita di un dialogo costante tra le varie comunità al fine di raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi, il che sottolinea l’importanza di forum quali la CoP23.

L’acqua giocherà un ruolo sempre più di primo piano nel futuro dello sviluppo e della geopolitica. Gli ostacoli nell’accesso ai finanziamenti necessari a raggiungere gli investimenti per affrontare i cambiamenti climatici in atto frenano anche il raggiungimento dell’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile ONU numero 6 (assicurare la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e condizioni igienico-sanitarie adeguate per tutti), e buona parte degli altri Obiettivi, per i quali l’acqua è una componente fondamentale. Il finanziamento di capitali dovrà triplicare fino a raggiungere i 255 miliardi di euro all’anno conseguire questi obiettivi. I paesi del mondo dovranno impegnarsi in azioni ambiziose, soprattutto aumentando gli sforzi annunciati dai contributi nazionali determinati (NDC) ed integrandoli nel contesto delle strategie e politiche nazionali di adattamento e mitigazione. L’acqua deve diventare una priorità nella politica di ciascuna nazione ed essere integrata con gli altri principali settori, quali l’energia, la sicurezza alimentare, la salute e l’istruzione.

“L’acqua è un elemento centrale allo sviluppo umano complessivo. L’uso sostenibile dell’acqua in vari settori deve continuare a far parte del nostro stile di vita ed essere al centro della realizzazione di città e insediamenti umani resilienti, ed assicurare la sicurezza alimentare nel contesto dei cambiamenti climatici”, ha spiegato Mariet Verhoef-Cohen, Presidente della Women for Water Partnership e Co-Presidente della Water Scarcity in Agriculture Platform (WASAG), nonché rappresentante del Consiglio Mondiale dell’Acqua. “Coinvolgere gli uomini e le donne nei processi decisionali e nelle iniziative integrate in tema di risorse idriche porta a migliori sostenibilità, governance ed efficienza. Le donne devono essere alleati chiave su questi temi, soprattutto per quanto riguarda lo sviluppo di comportamenti incentrati alla sostenibilità nell’uso dell’acqua e nell’adattamento ai cambiamenti climatici”, ha aggiunto.

“I cambiamenti climatici influiscono sulla disponibilità di acqua dolce, ma l’impatto più grande lo si vede nel nostro utilizzo di questa preziosa risorsa. La scarsità d’acqua non è l’unico problema; lo è anche la mala gestione. Dobbiamo rivedere come l’acqua viene distribuita in America Latina e a livello globale. Nonostante in Brasile si trovi quasi un quinto dell’acqua dolce mondiale, la città di São Paulo ha recentemente attraversato una delle crisi più gravi nella sua storia a causa di un periodo di siccità senza precedenti, durante il quale le riserve d’acqua hanno sfiorato quota zero. Inoltre, in questo preciso momento fenomeni di siccità si stanno verificando in varie regioni del mondo, tra cui gli Stati Uniti settentrionali, l’Australia e la Cina. A Puerto Rico avviene invece il contrario. Nonostante la tragica alluvione seguita all’uragano, solo la metà degli abitanti dell’isola ha accesso all’acqua potabile”, ha spiegato il Presidente del Consiglio Mondiale dell’Acqua Benedito Braga a nome dell’iniziativa #ClimateIsWater.

Il raggiungimento degli impegni di finanziamento deve essere accompagnato da progetti di potenziamento delle capacità esistenti nel settore idrico, soprattutto per quanto riguarda le tecnologie e l’uguaglianza di genere. È questa l’unica strada da seguire, chiaramente delineata nell’Accordo di Parigi e nei fondi di adattamento climatico quali il Green Climate Fund e l’Adaptation Fund.

Inoltre, il Presidente Onorario del Consiglio Mondiale dell’Acqua Loïc Fauchon ha proposto a nome dell’inizativa #ClimateIsWater alla CoP23 di dare vita a un hub che metta in connessione i settori dell’acqua, dell’energia e dell’agricoltura per meglio integrare gli sforzi di adattamento e mitigazione dei cambiamenti climatici.



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